bruce labruce su sesso, profumi e altre oscenità

L'artista e regista porno ci parla dell'indissolubile legame tra sessualità e odori.

di Kathy Grayson
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13 novembre 2014, 5:05pm

Obscenity by Bruce LaBruce

Quali sono alcune delle tue fragranze preferite a livello commerciale o concettuale?
Mi è sempre piaciuto Chanel No. 5 sin da quando ero bambino, principalmente per lo spot di Catherine Deneuve degli anni '70 dove parlava di applicarlo sul retro delle ginocchia. Mia madre ha sempre avuto una bottiglia di My Sin di Lanvin sul comodino, e ho sempre pensato che ciò fosse abbastanza osé per la moglie di un contadino. Mi piaceva odorarlo e indossarlo segretamente. Più di recente, amo la fragranza di Alan Cumming, Cumming. Mi piace il fatto che abbia il cuoio e il whiskey come ingredienti, e adoro lo spot provocante che ha girato, una specie di parodia delle campagne pubblicitarie sensuali dei profumi da donna.

Ero così eccitata nel vedere che nel tuo comunicato stampa ci fosse la parola "nun-­sploitation." Me la potresti spiegare?
"Nun-­sploitation" originariamente era un sottogenere del movimento cinematografico sullo sfruttamento negli anni '70. Generalmente tratta della sessualizzazione di suore che tradizionalmente dovrebbero essere celibi, ed è caratterizzato da un trattamento softcore di queste "spose di Cristo". Nel 2011 feci una mostra pornografica alla Fresh Gallery di Madrid che includeva fotografie altamente sessuali di personalità e artisti spagnoli conosciuti (inclusa Rossy de Palma e Alaska), vestite da suore e preti che potevano essere nudi o potevano posare sensualmente. E indossavano la santa ostia su vari orifizi e sulle zone erogene. L'intento era di rappresentare l'intersezione tra la sessualità e l'estasi religiosa, come simbolo di censura. Ha causato un movimento, provocando proteste settimanali di fronte alla galleria. Qualcuno lanciò addirittura un aggeggio esplosivo dalla finestra, che non esplose, grazie a Dio.

Il progetto di Madrid e le foto di questa mostra sono legate? Sono state scattate nello stesso momento?
La reazione alla mia mostra di Madrid, Obscenity, fu così forte che decisi di accantonare per un attimo l'idea, e nel frattempo girai un paio di film, Gerontophilia e Pierrot Lunaire. Poi decisi di rivisitare l'idea di Obscenity facendo un profumo con quel nome dopo aver realizzato che la parola fragranza è incorporata in quella di oscenità. Il mio amico Jonathan Johnson, gioielliere di Amburgo, ha disegnato il tappo della bottiglia e la spilla in edizione limitata di Obscenity. Poi mi ha presentato lo stimato Kim Weisswange, che ci ha aiutato nella realizzazione della fragranza. Per quanto riguarda le foto della campagna pubblicitaria, ho rivisitato il tema del nun­sploitation, ma con un approccio più sottile.

Secondo te il profumo e il sesso sono in stretta relazione?
La parola profumo deriva dalla radice francese "fume" ­- fumo - e dove c'è fumo, c'è fuoco! Credo che molte persone si eccitino per le fragranze e gli odori. Gli odori di alcuni corpi possono essere molto stimolanti sessualmente. Per Obscenity abbiamo scelto di proposito alcuni ingredienti che sono associati all'occulto e ai riti religiosi, incluso il vetiver, il ladano e l'oud e altri che sono considerati afrodisiaci, incluso l'olio essenziale di patchouli e il legno di sandalo. Il punto di Obscenity è che non c'è conflitto religioso e sessuale, perché dovrebbero essere totalmente complementari. L'intento della fragranza è di stimolare la tua sessualità, ma il profumo contiene anche acqua che viene da Lourdes, in modo da avere note religiose e magari anche proprietà curative!

In termini di oscenità sei mai stato scioccato/respinto/offeso/ da un'opera d'arte o altro?
Dopo aver girato film pornografici dove, per esempio, un neo naziskin si fa una sega su una copia del Mein Kampf (Skin Flick) o in cui uno zombie alieno scopa persone morte riportandole in vita (L.A. Zombie), è abbastanza difficile scioccarmi o offendermi. Ma, credeteci o no, può ancora succedere. Il mio lavoro non è mai privo di spirito o nichilista, quindi alle volte un oggetto d'arte che prova meramente ad aggiungere miseria al mondo mostrando qualcosa di orribilmente violento senza alcuna sorta di redenzione o coscienza politica, mi fa ribrezzo.

Per quanto riguarda la campagna del profumo mi potresti dire da dove hai tratto ispirazione e quali sono i riferimenti?
La pubblicità di Obscenity, in cui compare Katja-­Inga Baldowsky, la moglie di Jonathan Johnson nei panni di una skater, va intesa sia come parodia degli spot di profumi e sia come prodotto promozionale toccante e sexy. Molte pubblicità di profumi flirtano con una sessualità femminile tagliente e sensuale, ma io mi sono spinto un pochino più in là. Lei è una skater dalla parvenza quasi vergine, poi si ubriaca in un bar e diventa malinconica. Quando va a casa c'è un bellissimo uomo nero nel suo letto, che si ispira al film di Mike Nichols degli anni Settanta, Carnal Knowledge. Tutta l'idea del profumo Oscenity e della campagna è volta a produrre una fragranza di fascia alta, una serie di messaggi promozionali, e una pubblicità che lavori con la struttura dell'industria di profumi, ma che si spinga di più oltre i limiti. C'è un pizzico di incorrettezza politica nel mix.

Come pensi che l'oscenità funzioni nella società? È più di un taboo culturale?
L'oscenità è un concetto relativo e così come ho provato ad articolare con la mia mostra Obscenity, l'oscenità di una persona è l'idillio, la sessualità o il feticcio o la fragranza. Quando la dogana canadese confiscò i miei lavori e mi mandò la notifica che il mio lavoro era stato confiscato perché considerato osceno, non stavano certo guardando le opere d'arte sotto alcun aperto politico o contesto concettuale, come io lo avevo inteso. Ad ogni modo anche se i miei film sono spesso molto pornografici c'è sempre un aspetto romantico o politico, ma certe persone non vanno oltre il significato di "osceno" o "pornografico". Il contesto è tutto, e con il mio lavoro Obscenity ho provato a recuperare questa parola come qualcosa di sensuale, di mistico e di redenzione.

@BruceLaBruce

Crediti


Testo Kathy Grayson
Foto courtesy The Hole NYC

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