alleluia, il re è tornato – maison margiela autunno/inverno 2015

Per la sua prima collezione per Maison Margiela, John Galliano ci ha ricordato come di fa la moda a Parigi.

di Anders Christian Madsen
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09 marzo 2015, 3:05pm

Come si fa da sempre da Martin Margiela, venerdì sera John Galliano non è uscito a ricevere gli applausi dopo la sua prima collezione per la celebre maison, e, secondo me, è stata l'unica pecca di uno show spettacolare; il culmine finale di una serie di eventi epici. La caduta e l'ascesa di un genio, la ridefinizione di Margiela senza Martin e la riscoperta della moda di una certa magnificenza dopo la recessione, avvenuta da quando John si è ritirato dalle scene. Ho partecipato a poche passerelle caratterizzate da un tensione così palpabile quanto il momento finale di questa in particolare: i colli allungati dell'intera folla verso l'ingresso della passerella -Uscirà? Non uscirà?-, i fotografi estatici che urlavano il suo nome -"John, John, John"-, carichi di quella genuina emozione, sperando di vedere di nuovo sua maestà, finalmente tornata a condividere il suo genio con noi poveri comuni mortali.

Ai miei occhi, John rappresenta per la moda quello che un altro dei miei idoli, Michael Jackson, rappresenta nell'immaginario collettivo. Sono forze della natura sovraumane, iper-creative, iper-intelligenti e iper-emozionali in un modo tale da non poter rendere i loro lavori nient'altro che interamente genuini e sinceri. Dovunque John si fosse nascosto all'interno del Grand Palais -non era nel backstage- spero che quel giorno si sia sentito come Michael quando, a Londra, annunciò il suo nuovo tour "This is It" dopo tanti anni lontano dai riflettori. Sopraffatto dagli applausi della folla e dalla stampa in delirio, si potrebbe dire che John abbia sentito di nuovo l'amore dei suoi fan e che, così come Michael, si sia sentito di nuovo benvenuto nel suo settore. Se lo show di venerdì ci ha dimostrato qualcosa, è che noi abbiamo davvero bisogno che John Galliano continui a creare.

La sua decisione di non uscire a ricevere gli onori a lui dovuti, riflette l'approccio umile di cui è diventato araldo come parte del suo processo di recupero. Nonostante non ci fosse nulla che desiderassi di più del vederlo marciare vittorioso lungo la passerella, lucente di gloria, questo -purtroppo- non sarebbe stato molto in stile Margiela, e sappiamo quanto sia importante per John onorare i codici e la storia della maison. Se a gennaio abbiamo goduto della sua innata capacità di fondere senza sforzi il marchio Margiela con il suo particolare gusto estetico durante lo spettacolo della haute couture, questa linea si è sviluppata su un piano del tutto differente, consistendo, l'abbigliamento da giorno, una sfida maggiore. Quando John lasciò la moda, la recessione che ne derivò investì il panorama della moda nella sua ombra di moderazione, alienando virtualmente il lavoro di Johh -sinonimo da sempre di splendore, opulenza senza scuse e produzioni magnifiche-, offrendosi come agnello sacrificale al dio del minimalismo.

Si è trattata di un'onda così potente che doveva per forza aver fine in qualcosa di ridicolo come il normcore, prima che i cancelli della moda si aprissero di nuovo al fascino della stravaganza. Il ritorno di John è parte integrante di questo vento di cambiamento e il suo autunno/inverno 2015; il bianco ottico delle pareti, l'approccio intellettuale alla moda e la mentalità teatrale e storica di John, incorporano perfettamente lo spirito del momento, la tensione tra fantasia e realtà, presentandosi come anticipatrice dello stato d'animo che conquisterà le passerelle su vasta scala.

E la collezione? Beh, anni '70 è eufemistico: cappotti lunghi fino a terra, gonne tagliate a metà coscia, cappotti e gonne ricoperte di piume o pelliccia. Vinile, pelle, scamosciato, velluto, pelliccia: tutte proposte valide per un vero abbigliamento da giorno, ma anche molto più sognante di tutto ciò.

È stato comunque, e sarà sempre, nella sua teatralità che John ha potuto mostrare le sue capacità. Un remix sinfonico della cover del pezzo di Hozier "Take Me To Church", fatto da Jasmine Thompson, ha messo il tono cerimonioso. Poi è partita la follia: tra le modelle che camminavano, altre modelle con parrucche rosse correvano freneticamente. Da chi scappano? In quel bianco ipnotico, le fantasie di John erano più esposte che mai, spogliate e buttate alla dura luce della realtà. Forse rappresenta come si sente questo re dei sogni nel regno della moda attuale, più duro e meno sognatore di come lo aveva lasciato quattro anni fa. Non che lui abbia ragione di scappare. Ecco perché si sarebbe dovuto prendere l'applauso dei suoi ammiratori. È stato davvero il ritorno del re.

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Foto Mitchell Sams