i giovani di colore di chicago che hanno ispirato un album inedito di bowie

L'album, intitolato 'The Gouster', prende il nome da una sottocultura diffusasi nella Chicago degli anni '60.

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27 settembre 2016, 1:20pm

Lo scorso venerdì è stato pubblicato Who Can I Be Now?, una raccolta dei brani registrati in studio e delle performance live di David Bowie tra il 1974 e il 1976. Nel box comprensivo di 12 album (che potete ascoltare qui), si può trovare anche The Gouster (il quarto disco), un album rimasto inedito che sarebbe poi sfociato nell'LP Young Americans del 1975. Anche se le versioni aggiornate di quattro delle sette tracce contenute dell'album sono state inserite nella tracklist di Young AmericansThe Gouster  fornisce una panoramica senza precedenti di quelle che sono state le maggiori influenze di Bowie in quell'epoca. "Non eravamo giovani di colore di talento'" sono le parole che il produttore Tony Visconti ha scritto sulle note che accompagnano l'album, "ma volevamo comunque fare un album soul che spaccava."

Ma cos'è, di preciso, un Gouster? Visconti spiega "Per David era il modo di vestire dei giovani afroamericani degli anni '60 a Chicago. Nel contesto dell'album, però, significava essere orgogliosi e avere stile." Secondo l'esperta di storia del soul Ayana Contreras, c'erano due stili prominenti tra i teenager di colore della zona, che si dividevano tra gli Ivy Leaguers e i Gousters. "I Gousters venivano associati al ghetto, mentre si credeva che gli Ivy Leaguers fossero persone più per bene." scrive Contreras.

In netto contrasto con la formalità degli Ivy Leaguers, i Gousters adottavano uno stile più rilassato ed erano celebri per i loro passi di danza caratteristici (come il Gouster Bop e il Gouster Walk), che non perdevano occasione di eseguire presso gli iconici luoghi d'incontro della Chicago dell'epoca come il Budland Club del Pershing Hotel. Purtroppo non sono molti i documenti fotografici che parlino dell'esistenza di questa sottocultura. Gli esperti di solito fanno riferimento al film Cooley High come la rappresentazione più fedele della moda Gouster. 

Non è ancora chiaro perché Bowie abbia scelto di non pubblicare The Gouster, preferendogli Young Americans. Ad ogni modo, speriamo che la pubblicazione di questo album riporti al centro del dibattito culturale una sottocultura che è stata a lungo ignorata.

Crediti


Testo Salvatore Maicki
Foto Parlophone