la guida di valeria napoleone alle artiste che tutti dovremmo conoscere

Collezionista di opere d’arte, mecenate e instancabile sostenitrice delle donne nel mondo dell’arte, Valeria ci presenta 12 artiste da seguire.

di Felix Petty
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16 maggio 2017, 1:52pm

Attualmente Valeria Napoleone è uno dei maggiori collezionisti d'arte femminile contemporanea. Ed è anche un mecenate d'eccellenza. Come collezionista non accumula passivamente oggetti, ma è una sostenitrice, una benefattrice, una portavoce e una madrina delle artiste a cui si interessa.

Non sorprende sapere che le artiste sono spesso sottovalutate nel mondo delle arti, nei progetti più piccoli come in spazi istituzionali di una certa rilevanza. Per questo, Valeria si è offerta di condividere con noi le sue sconfinate conoscenze d'arte contemporanea, selezionando le artiste più di talento che magari non conoscete, o avete dimenticato, oppure che già vi hanno fatto innamorare.

"Sono donne dal talento eccezionale, che con il loro lavoro danno un contributo essenziale al linguaggio dell'arte contemporanea. Sono coraggiose e si trovano in momenti diversi delle loro carriere," ci spiega Valeria. "Molte di loro vivono però un momento di crisi di mezza carriera, diciamo. Non sono più una novità, ma neanche vogliono diventare una copia di loro stesse. Nessuno presta loro attenzione e questo le fa vacillare. Non sono così giovani da essere di moda, ma neanche così anziane da poter essere riscoperte. Eppure, il loro enorme talento gli ha permesso di lavorare senza sosta e con un'integrità rara, dando prova della loro creatività da oltre due decenni. Per me sono donne fondamentali se si vuole parlare di arte contemporanea."

Up, Installation view, Museion Bolzano, 2016

Judith Hopf 
"Judith è l'artista delle artiste. Il suo lavoro è molto concettuale e poco commerciale. Non è una pittrice o una scultrice tradizionale, quindi non fa parte del mercato dell'arte. Tuttavia, è una delle artiste più rispettate della sua generazione e un'ispirazione per quella successiva. Insegna e fa da mentore a molti artisti tedeschi più giovani come Anne Imhof, artista che quest'anno rappresenta la Germania alla Biennale di Venezia. I suoi lavori sono inquietanti e magnifici allo stesso tempo, sempre circondati da un'aura d'ironia. Anche se la seguo già da tempo, solo di recente ho acquistato il mio primo pezzo fatto da lei: un filmato in cui si vede un grande uovo che cerca di passare attraverso una porta troppo piccola per le sue dimensioni. È terribilmente triste e anche un po' comico."

Don't Save Her, 2013

Frances Stark
"Lei è una dea! Ha fatto alcune mostre museali negli Stati Uniti di recente. L'ho seguita per qualche anno, poi tutto d'un tratto ho iniziato a collezionare suoi lavori e mi sono interessata sempre di più al suo tipo di creatività. Sul piano commerciale non si è ancora del tutto affermata, ma le istituzioni sostengono il suo lavoro: sono loro a fare il lavoro sporco che le permetterà di entrare a far parte dei libri di storia dell'arte, nonostante la scarsa rappresentazione che riceve sul mercato. Inoltre, passare del tempo con lei arricchisce enormemente l'interlocutore. Nel suo lavoro usa linguaggio, letteratura, poesia, testi e tecnologia—anche social media e chat online. Anche gli artisti più giovani la apprezzano molto, perché sa usare i nuovi mezzi di comunicazione in modo non scontato."

Sindy in Pink, 2015

Ghada Amer
"Ghana è un'artista estremamente importante nella mia collezione privata, perché da lei ho imparato cosa vuol dire essere una collezionista d'arte. Ha un forza e un'integrità incredibili. Eravamo entrambe all'inizio delle nostre carriere quando ci siamo incontrate e da allora abbiamo navigato insieme attraverso il mondo dell'arte. Il nostro viaggio è iniziato alla fine degli anni '90 a New York, e ci siamo state accanto durante tutta la sua carriera, in tutti i suoi sviluppi. Spesso le artiste che sono in questa crisi di metà carriera non ricevono giustizia da parte del mercato dell'arte. Forse tra 20 anni riceveranno di nuovo gli applausi degli addetti ai lavori? O forse no? I lavori di Ghada sono stati in tutti i maggiori musei e io voglio fare sempre più attenzione alle artiste che si trovano in questo momento della loro evoluzione artistica, voglio collezionare le loro opere, sostenerle e dare il mio contributo. E non c'è cosa migliore per me."

Project for a Door, 2016

Anthea Hamilton
"L'anno scorso è stata candidata al Turner Prize e per me questo ha un significato molto particolare e personale. Come parte di un'iniziativa che porto avanti insieme al Sculpture Centre di New York, abbiamo creato la mostra personale a cui Anthea è stata candidata, pensata specificatamente per artiste donne. E io conosco Anthea da anni. Era una grande sostenitrice di Gaetano Pesce, ma non aveva mai voluto provare a mettersi in contatto con lui. Ma io conosco Gaetano, quindi ho alzato il telefono e ci siamo messi d'accordo per farle fare una visita nel suo atelier, da cui lei è tornata entusiasta dicendo di aver trovato un modello perfetto per un lavoro chiamato Project for Door che non era mai riuscita a realizzare prima! Eccolo, il culo enorme! Un lavoro così irriverente e comunicativo, che sa parlare di classi sociali, femminismo, biologia, benessere, arte e architettura. Quindi la mia iniziativa XX ha finanziato la realizzazione del progetto di Anthea, che è stato il lavoro che le ha fatto ottenere la nomination per il Turner Prize. Quindi quel sedere così grande è riapparso alla Tate Britain per il premio. Il sostegno ad artisti che tendono a essere dimenticati, e ai loro progetti più ambiziosi, è un compito soddisfacente e necessario."

Ohne Titel, 2016

Amelie Von Wulffen
"Un'altra artista che ho scoperto molto tempo fa, forse 15 anni fa addirittura, e che sta vivendo un momento in cui tende a passare inosservata. Apprezzavo tantissimo gli enormi collage che creava quando l'ho scoperta, erano così personali ed enigmatici, ma anche bui e strani. Affrontavano il passato, la storia tedesca. Erano difficili anche da osservare, perché richiedevano l'attenzione dello spettatore, perché volevano essere guardate.

Pochi anni fa ho notato che stava iniziando a lavorare con gli acquerelli, dipingendo piccoli ortaggi animati insieme a frutti e altre strane creature! Non riuscivo a capire con precisione da dove arrivassero. Gli acquerelli erano una tecnica nuova per lei, ma più ne vedevo e più tutto acquistava un senso."

Oval, 2012

Margherita Manzelli
"Le sue opere sono tra le prime che ho iniziato a collezionare, quindi conosco molto bene lei e il suo lavoro. Ora non crea molti pezzi, è in un periodo di attività poco intensa, quindi non vedo l'ora di vedere quello che ci presenterà in futuro! Abbiamo bisogno di artiste con il suo talento! È una pittrice incredibile e anche la sua tecnica è fantastica; rimane impressa e si vede quanto lavoro ci sia dietro. Lavorava solo di notte, e questo si nota nel modo in cui usa la luce. Ha avuto un figlio, quindi riusciva a trovare il tempo per dipingere solo dopo il tramonto. Merita una mostra personale, assolutamente."

Untitled (#16-15), 2015

Rebecca Morris
"Una pittrice di Los Angeles che lavora principalmente per astrazione. Cosa posso dire? Sono tutte artiste che conosco personalmente e che rispetto. Rebecca è una di loro, è una persona con un gusto incredibile e un modo unico di usare colore e composizione nelle sue opere. È anche molto versatile. L'astrazione è un processo complicato, specialmente se vuoi fare qualcosa di nuovo. Anche le dimensioni dei suoi lavori sono notevoli: estremamente piccole, oppure enormi. Il suo lavoro è sofisticato e dinamico. È una pittrice incredibile.

Las Talaveritas, 2015

Aliza Nizenbaum 
"L'ho incontrata alcuni anni fa. È nata in Messico e dipinge ritratti di immigrati clandestini, persone che le vogliono bene e che si fidano di lei. Le sue opere ritraggono i protagonisti in momenti molto intimi, nelle loro case ad esempio, e dipingerli le richiede numerose ore, così sviluppa una relazione intima con i soggetti dei suoi quadri. C'è una bambina che appare molto spesso nelle sue opere e il modo in cui il suo lavoro segue queste vite spesso dimenticate è toccante. I suoi lavori sono colmi di riferimenti alla situazione politica attuale, ma evidenziano anche la semplice bellezza delle persone. Sa catturare la politica attraverso la dimensione umana."

The Doubtful (Caress), 2013

Lucy Kim
"Quando un artista che rispetto mi consiglia di seguire qualcuno, lo ascolto. Sono i miei consiglieri preferiti. E di Lucy Kim mi avevano parlato in tanti. Il suo lavoro si muove su piani così diversi: dipinti, corpi, astrazione. Ha appena aperto una mostra all'Institute of Fine Arts di New York e io l'ho aiutata nell'organizzazione in quanto membro del consiglio dell'istituto. Quando sono diventata membro del CDA ho deciso che avrei fatto in modo da coinvolgere un maggior numero di artisti contemporanei nel programma, aprendo le porte alla comunità e invitando persone incredibili e dinamiche. Nella Great Hall ci sono solo artiste donne e Lucy Kim è perfetta per questa disposizione. Sono molto fiera della direzione che sta prendendo il progetto, perché permette a molte persone di fare cose incredibili insieme!"

Pore, 2016

Martha Friedman
"Una scultrice pura, anche lei invitata all'Institute of Fine Arts, come Lucy Kim. Il suo metodo di lavoro è molto vicino all'artigianato, le piace essere coinvolta nel processo produttivo delle opere. Queste due artiste non hanno una galleria personale ed è un peccato, perché sono estremamente rilevanti nel linguaggio dell'arte contemporanea e devono essere rappresentate sul mercato."

#justiceforjanedoe, 2014

Andrea Bowers
"Il lavoro di Andrea è strettamente legato all'attivismo e alla politica. Usa linguaggio, femminismo e genere in modo nuovo, facendo assumere a questi temi forme sempre nuove. Il suo lavoro mette in discussione numerosi aspetti del mondo contemporaneo ed è esattamente quello di cui abbiamo bisogno oggi: una sovrapposizione tra arte e attivismo, insieme all'ottimismo che la caratterizza. Questi elementi sono necessari per far capire agli spettatori che l'arte può avere un impatto sulle nostre vite. L'arte non è un mondo a sé stante, assorbe e riflette i nostri tempi. L'arte contemporanea ci permette anche di guardare alle nostre vite in modo diverso. Andrea ha un ruolo di primo piano in questo meccanismo."

Piano, 2013

Andrea Buttner
"Il suo lavoro è caratterizzato dall'ironia, ma anche dalla purezza e dalla semplicità nel modo in cui si relaziona a temi come la vergogna e la povertà. In particolare, è interessante il modo in cui appare nel mondo dell'arte di oggi l'uso vecchi metodi artigianali per la riproduzione di opere partendo dal legno e dal vetro. Andrea lavora seguendo questa tradizione, questo lascito che sembra quasi contrapporsi al capitalismo moderno. Ma non lo fa in modo letterale; mantiene la sua semplicità e questo lo rende ancora più vero. Ha creato un corpo di lavori estremamente intenso ed eterogeneo, che abbraccia i mezzi più diversi. Non è presuntuosa, non ha foga di creare più opere possibili, il suo lavoro non vuole essere costoso o patinato per affermarsi—è un lavoro che sfida sé stesso e il suo stesso valore. Amo profondamente il suo lavoro, infatti l'ho nominata per il Max Mara Prize, che ha meritatamente vinto. E trovo fantastico che sia stata selezionata come finalista per il Turner Prize. 

Another Green World, 2015

Nicole Eisenman
"Non ho bisogno di dire nulla su Nicole! È una star! Non sapevo se includerla o meno, perché è molto conosciuta. Ho scoperto il suo lavoro quando ho iniziato a fare la collezionista, ma ho iniziato ad acquistare le sue opere qualche tempo dopo. È un genio! Non c'è nient'altro da dire! Il suo lavoro tocca i cuori delle persone."

Crediti


Testo Felix Petty
Fotografia Daffyd Jones

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