rose mcgowan vuole mettere fine all'egemonia maschile

Abbiamo incontrato Rose McGowan per parlare di libertà, femminismo e della sua autobiografia, Brave.

di Tish Weinstock
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23 novembre 2016, 2:05pm

Foto tratte da i-D, Out of the Blue Issue, n. 277, 2007

È cresciuta in una setta, il movimento poligamo Bambini di Dio, ed è scappata per andare a vivere con delle drag queen per poi diventare una teen icon grazie ad una delle serie tv di maggior successo degli anni '90: ci sono poche cose che Rose McGowan non ha fatto. La sua fama è decollata quando ha recitato nel film cult di Gregg Araki, Doom Generation, dove interpretava la giovane delinquente piena di sé Amy Blue. Quasi sempre la cattiva della storia, ha confermato il suo ruolo di femme fatale preferita di Hollywood quando si è presentata agli MTV VMAs in nient'altro che un vestito di maglia metallica e un tanga, in compagnia del suo partner dell'epoca, Marilyn Manson.

Un altro ruolo che ha segnato una svolta nella sua vita è stato quello di una delle tre sorelle Halliwell nella serie Streghe, che le è valso la fama anche nel cinema mainstream. Ora, nel 2016, è tornata più cazzuta che mai nelle nuove vesti di regista e attivista. Si è espressa senza riserve sul problema del sessismo in Hollywood, la misoginia nei media, Donald Trump e la supremazia patriarcale del maschio bianco che sta alla base della società occidentale: Rose sta dimostrando di essere una delle portavoci più importanti di un'intera generazione, la definizione moderna di punk. Attualmente sta lavorando alla sua autobiografia, Brave, e al suo primo lungometraggio, Synaesthesia. i-D ha incontrato l'attivista e paladina degli emarginati per parlare di libertà, femminismo e dell'importanza di combattere per ciò in cui si crede.

Hai avuto una vita a dir poco unica - dal crescere in un rigido culto religioso alla vita con le drag queen - in che modo il passato ha influito sulla persona che sei ora?
La mia vita è come un film bizzarro con un'enorme quantità di svolte e colpi di scena. Ho incontrato persone che provavano pena nei miei confronti a causa dell'ambiente in cui sono cresciuta. Posso dire che l'idea di una staccionata bianca in un quartiere residenziale mi fa ancora venire le palpitazioni... e non sono palpitazioni piacevoli. La claustrofobia causata da norme sociali tanto rigide fa sì che io sia grata per ciò che ho dovuto combattere, ciò che ho dovuto superare e ciò che sono diventata. Crescere e vivere al di fuori di ogni regola ha i propri vantaggi.

Sei principalmente conosciuta nel tuo ruolo di attrice, ma quando hai scoperto la tua voce in quanto donna, una voce che aveva bisogno di una piattaforma dove potersi esprimere?
Dirigere il mio primo film, Dawn, che era molto di più che semplice intrattenimento, mi ha conferito una forza incredibile. Quando negli Stati Uniti è stato votato contro la parità retributiva non ci ho più visto. La battaglia era ufficialmente iniziata.

Molte donne hanno troppa paura di dire la propria su tematiche come il sessismo per il rischio di venir considerate acide, incattivite. Se potessi parlare a tutte le donne del mondo quale sarebbe il consiglio che daresti loro?
Chi se ne frega se gli uomini ci considerano acide? Tanto cercano sempre di affibiarci dei titoli, tanto vale che lo facciano perché ci occupiamo di una buona causa. Non capisco cosa la parità di diritti agli occhi della legge abbia a che fare con l'essere acidi. Credo che la Destra abbia fatto un ottimo lavoro nel diffamare la parola 'femminista'; e si tratta di una cosa che io vorrei cambiare. Basta guardarsi intorno per affermare con sicurezza che la gentilezza non porta da nessuna parte. È un processo troppo lento; troppo subordinato alla pietà di terzi. Fanculo. Prendiamoci ciò che ci spetta adesso.

Se potessi scrivere una lettera a una giovane te stessa, cosa diresti? La spingeresti a cambiare qualcosa?
Sì, le chiederei di lasciar perdere la recitazione prima. Il problema era che ero consumata dall'idea di essere sempre qualcun altro. Non avevo tempo di pensare a cosa volevo per me stessa, per la mia vita. Si tratta di un mio grande rimpianto. Vorrei aver speso più tempo ad essere me stessa.

Recentemente ti sei rasata i capelli e questa scelta ha fatto molto scalpore. Come ti senti riguardo al fatto le persone ti giudichino costantemente per il tuo aspetto fisico?
Lo fanno da una vita. Sinceramente ne sono annoiata. Mi sono rasata i capelli perché si trattava di una presa di posizione politica. Quando una donna fa un gesto del genere, soprattutto se si tratta di un'ex sex symbol, è sempre un atto politico. Si tratta di un gesto che riesce a far passare un messaggio in modo chiaro e diretto.

Qual è la parte migliore dell'essere donna? E la peggiore?
La parte più difficile è essere consapevoli di quanto la vita sarebbe più semplice se fossimo nate uomini. Tutti passano dei periodi difficili, ma quando si è donne non si può contare su una base di sicurezza in più che invece i maschi hanno. Adoro quando gli uomini mi dicono che non esiste il sessismo. Penso sempre: 'Mi stai prendendo per il culo?' È come se una persona bianca dicesse a una persona di colore che il razzismo è un'invenzione. Come cazzo fai a saperlo? Vedere uomini mediocri che vengono premiati per la loro mediocrità mi sta uccidendo. Ne ho piene le scatole.

Hollywood è un'istituzione sessista?
Sì. È il potere degli uomini bianchi al pieno della sua forza. Queste persone stanno avvelenando il mondo con le loro idee mediocri. I film e i programmi televisivi sono il prodotto che l'America esporta di più. Conosco i "maghi" che stanno dietro le quinte e, credetemi, non dovrebbero avere accesso alle vostre menti. 

Come possiamo cambiare la situazione?
Intendi assaltare il castello? Mmmmmmh... beh, lamentarsi serve a poco. Credo che ci sia bisogno di un nuovo studio e un nuovo modello di distribuzione creato dalle donne per le donne. Nuove agenzie fondate da donne per le donne. Le donne di Hollywood devono imparare a reagire. Le statistiche sulle donne registe sono rimaste invariate dal 1946. Pensateci. Il 1946. Il 96% dei registi sono uomini. Ripeto che essere dolci e mansuete non serve a niente e che le donne che lavorano attualmente ad Hollywood hanno il dovere morale di aiutare le altre donne, non sostenere gli uomini. Sono già in vantaggio solo per il fatto di essere uomini, non hanno bisogno di altro aiuto.

Cos'è il femminismo per te?
Libertà.

Il femminismo è al centro del dibattito culturale come mai prima d'ora. Perché secondo te?
Credo sia diventato un concetto tanto forte e chiaro, soprattutto durante le elezioni presidenziali americane, da esser diventato impossibile da ignorare. L'odio nei confronti delle donne esiste. È reale. E uccide. Deve essere distrutto.

Come ti senti riguardo al fatto che il femminismo sia diventato un trend, qualcosa di 'cool' di cui parlare o di cui i brand si possono servire per tutelare i propri interessi?
Mi fa schifo. Odio tutte quelle pubblicità e gli articoli sulla 'body positivity' nelle riviste. Non ho bisogno di accettare il mio corpo. Ho bisogno che gli uomini e le altre donne smettano di commentare l'aspetto fisico delle donne. Punto. Poi è cosa nota che la maggioranza di queste aziende pubblicitarie e campagne sono gestite da uomini. Grazie amici, grazie.

Per cosa ti batti?
Per la libertà dello spirito e della mente. Mi batto per il dissenso.

Chi hai votato alle elezioni americane?
Hillary. Mi sento davvero come se un sogno si fosse infranto.

Cosa ne pensi della vittoria di Trump?
Siamo sotto assedio. E, sinceramente, il peggio non è ancora iniziato.

Stai lavorando alla tua autobiografia, Brave. Cosa ci possiamo aspettare di leggere?
Brave parlerà delle mie avventure, della mia vita e delle mie opinioni. La società ha passato un bel po' di tempo a dirmi cosa pensa di me, ora è il mio turno di dire cosa penso io di loro.

E ora, qual è la prossima mossa?
Trovare una via d'uscita dall'oscurità e combattere per ciò in cui crediamo.

Quali sono i tuoi sogni e le tue speranze per il futuro?
L'uguaglianza. Mi piacerebbe non dover parlare mai più di femminismo, ma, del resto, era ciò che pensavano anche le suffragette.

Crediti


Testo Tish Weinstock
Foto Matt Jones
Moda George Kotsiopoulos

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