#womennotobjects - una campagna contro la pubblicità sessista

Corpi nudi o nuda verità? Un'agenzia pubblicitaria di New York sta lanciando una campagna contro il marketing sessista.

di Lisa Leinen
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01 febbraio 2016, 10:20am

In un mondo costantemente tempestato di hashtag, sta diventando sempre più difficile di distinguere quali siano quelli significativi, quelli insulsi e quelli semplicemente divertenti. #womennotobjects fa parte del primo gruppo.

A pensarci bene, non veniamo solo tempestati di #hashtag, ma anche di pubblicità: cartelloni, spot, pop up... Ormai sono talmente presenti nella nostra vita quotidiana, che la maggioranza di loro finisce per sfuggire alla nostra attenzione. Forse è per questo che non notiamo neppure quante di queste pubblicità siano sessiste. Il motto "sex sells" (il sesso vende) sembra ancora essere il diktat per molte agenzie. Tutto ciò rende ancora più sorprendente il fatto che a New York, proprio una di queste agenzie, voglia attirare l'attenzione su quanto la pubblicità in generale sia ancora caratterizzata da una forte componente sessista. Con l'hashtag #womennotobjects, la direttrice Madonna Badger ha lanciato una campagna di sensibilizzazione su questa problematica.

"Sono tua madre, tua figlia, tua sorella, tua dipendente, tua manager e CEO. Non rivolgerti a me in quel modo," è il messaggio forte che chiude il video pieno di esempi di pubblicità che hanno utilizzato immagini sessiste con l'unico scopo di vendere. Ma l'industria della pubblicità può davvero cambiare? Questa campagna potrebbe rappresentare un grande passo nella giusta direzione.

Crediti


Testo Lisa Leinen 

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