Fotografia di Ana Garcia

​the bro models, l'agenzia che darà una bella scossa all'industria della moda

"Vorremmo che fosse tutto incentrato sulla bellezza vera e l’unicità delle persone, invece che sul mostrare la bravura del proprio chirurgo plastico in nome dei follower."

di Giorgia Imbrenda
|
03 ottobre 2019, 10:41am

Fotografia di Ana Garcia

The Bro Models è un’agenzia di modelli, o modeling agency come dir si vuole, con base a Riga, Lettonia. Fondata nel 2016 da Diana Nikitina e Karlis Adler, è ormai famosa a livello internazionale non solo per la selezione di talent che propone, ma anche per il metodo di scouting scelto dal duo creativo, capace di scovare i nuovi volti non solo della Lituania, ma di tutta la regione Balcanica.

Si definisce un'agenzia male-only, ma nel catalogo compare anche una ragazza, perché quello che Diana e Karlis cercano nei loro modelli e modelle non è un genere, ma un atteggiamento ben preciso. Anche l'etica che seguono li differenzia dalle altre modeling agency: vogliono proteggere, sostenere e istruire i modelli che firmano con loro. Questa attenzione e cura fanno sì che il catalogo di The Bro Models sia comunque ristretto, ma speriamo che il loro ottimo esempio, che si traduce in ottimi risultati in termini professionali, stia dando (e darà in futuro) una bella (e necessaria) scossa al mondo delle agenzie di moda.

Di tutto questo abbiamo parlato proprio con i due fondatori, curiosi di capire meglio com'è nata l'idea di The Bro Models, quali sono state le difficoltà iniziali e perché la loro agenzia è diversa da tutte le altre.

1569832356225-img06

Come descrivereste in tre aggettivi i modelli che rappresentate?
Rilassati, perché nessuno dei ragazzi che rappresentiamo è ossessionato da fama, follower o glamour. La maggior parte di loro sa che queste cose non portano alla felicità. Determinati, perché sono pochi i teenager che hanno la possibilità di viaggiare tanto quanto loro, e questo li motiva, rendendoli curiosi di andare in altri paesi e di avere successo anche lì (considera che circa il 50 percento dei nostri modelli ha fatto il suo primo viaggio all’estero proprio per motivi di lavoro). Generosi, perché anche nei periodi più impegnativi si aiutano sempre a vicenda, che si tratti di prepararsi per un casting, capire come fare la dichiarazione dei redditi o farsi un piatto di pasta.

1569832398555-img033

Quando avete deciso di creare la vostra agenzia, e perché? Raccontateci dell’inizio di BroModels.
Era l’estate del 2016, Karlis aveva appena smesso di fare il modello e Diana sentiva che aveva bisogno di un cambiamento dalle agenzie per cui lavorava. Non avevamo un'idea precisa in testa, ma sicuramente sognavamo in grande. Eravamo a Milano per la Fashion Week e mentre parlavamo dell’industria abbiamo visto dei ragazzi che ci sembravano perfetti. Ovviamente, non si sono presentati il giorno dopo all'appuntamento che avevamo dato loro, ma almeno ci siamo fatti un'idea di come poteva diventare il nostro business. Così abbiamo passato l'estate facendo scouting e abbiamo trovato dei ragazzi spettacolari con cui lavorare. La prima stagione in cui abbiamo iniziato poi a lavorare seriamente come modeling agency è stata la Fall/Winter 17 Uomo, con cinque ragazzi in una sola città.

Le vostre esperienze lavorative precedenti vi hanno in qualche modo aiutato in questa nuova avventura?
Visto che Diana è un’agente esperta e una bravissima talent scout, e ha avuto un ruolo importantissimo in Bro. Non puoi aprire un’agenzia senza avere dei modelli :) Karlis invece, ha lavorato dall'altra parte della barricata, cioè come modello, prestando sempre attenzione alle richieste dei clienti. Ci ha aiutato molto anche nella logistica, avendo prima lavorato in un’azienda di trasporti.

1569858397072-img028

Perché avete deciso di concentrarvi solo su modelli di sesso maschile?
Ci sembrava più semplice relazionarsi con loro, e spesso hanno molte meno ansie perché "fare il modello" non è il lavoro dei loro sogni. Comunque, abbiamo anche una ragazza nel nostro team, il suo mind-set è assolutamente in linea con quello di Bro, ed è appena uscito il suo primo editoriale proprio per i-D con Johnny Dufort e Lotta Volkova. Inoltre, ci sono almeno 10 agenzie di modelle donne a Riga, che fanno scouting anche tra ragazze molto piccole, dai 12 anni in su. E questa è una cosa che non ci va di fare.

“Vogliamo essere molto selettivi,” ha detto Karlis in una precedente intervista. “Penso che funzioni meglio per noi.” E oggi non può essere più vero di così: a rendere unica la vostra agenzia è proprio il vostro catalogo ridotto, che vi permette di prendervi cura dei modelli che lavorano con voi. Perché avete scelto di sottostare a questo tipo di etica?
KARLIS: Quando lavoravo come modello per le più grandi agenzie del mondo, gli agenti non mostravano molto interesse o compassione verso chi, come me, non aveva ancora sfondato nell’industria. Così, quando ho fatto la mia prima Fashion Week, mi sono trovato cometamente spiazzato, senza conoscere nemmeno le basi del sistema, come quello del casting-callback-fitting-conferma. Ho scoperto di essere stato preso per una sfilata solo un’ora dopo essere stata richiamato. E non sono stato l’unico a dover scoprire da solo come funziona questo sistema. Detto questo, penso che nel momento in cui i ragazzi e le ragazze firmano per un'agenzia, questa deve avere il dovere di prendersene cura, specialmente se stanno appena cominciando, e investire tempo nell’istruire i modelli, senza pensarli come una serie di bei volti su cui poter guadagnare.

DIANA: Prima lavoravo come agente, e per questo capisco quanto siano ridicole certe dinamiche. Per esempio, le agenzie oggigiorno si aspettano che l’agenzia paghi per tutte le spese dei modelli come voli, visti (certe volte anche l’alloggio!), trattenendo però una grossa percentuale delle commissioni. E se il modello non sta facendo fare abbastanza soldi, allora viene lasciato subito indietro, nell’attesa di trovare un nuovo volto.

1569858744536-img031

Molti dei ragazzi che avete in agenzia sono giovanissimi teenager che vanno ancora a scuola. Sentite una qualche responsabilità verso di loro? Essendo così giovani, molti non hanno mai avuto altre esperienze nel mondo del modeling. Come li preparate per il loro primo casting, la loro prima sfilata e il loro primo photoshoot?
Quando si tratta di lavorare con ragazzi minorenni che vanno ancora al liceo oppure all'università, sanno benissimo che devono impegnarsi il triplo negli studi per poter lavorare e per poter avere libere intere settimane. Quindi lavorare per noi non ha effetti negativi sui loro studi, a patto che i ragazzi abbiano intenzione di impegnarsi seriamente. Ovviamente non è sempre possibile per loro viaggiare quanto gli altri, e abbiamo detto tantissimi no anche a campagne importanti, ma è parte del gioco e quelle opportunità potranno ripresentarsi poi in futuro. Ogni modello è unico e diamo importanza a ciascuno di loro.

Per quanto riguarda "la prima volta," preferiamo che al loro primo lavoro i modelli siano accompagnati da qualcuno, tendenzialmente uno di noi o un genitore, anche se è maggiorenne. Il supporto è più che necessario, aiuta a costruire una relazione a lungo termine tra noi e il modello. Prima di ogni debutto, ci sediamo a tavolino anche con i loro genitori e parliamo di cosa devono aspettarsi, così da prepararli al meglio. È uno dei momenti più belli del nostro lavoro, perché vedi l’emozione nei loro occhi e l’energia che si sente in quella stanza è fortissima.

Prima del Fashion Month facciamo allenare i ragazzi sulla loro camminata da sfilata, e quelli che fanno più fatica li richiamiamo più e più volte in ufficio finché non diventano al 100 percento sicuri di sé. Siamo sempre con loro durante le settimane, prendiamo gli stessi appartamenti e andiamo con loro ai casting. A ogni inizio del mese della moda, raduniamo tutti i ragazzi perché raccontino le loro storie, che sia la loro prima o sesta edizione. In questo modo i ragazzi imparano sempre di più, si sentono più sicuri e sanno cosa aspettarsi da certe situazioni. Non tutti hanno mai viaggiato, alcuni non si sono mai nemmeno preparati una cena da soli e altri non hanno mai preso la metro. Oltre a questo cerchiamo di lavorare con fotografi e stylist del posto, così che i ragazzi abbiano già un contatto su cui fare affidamento.

1569858824963-img030

I social network hanno trasformato radicalmente il concetto di scouting e casting. Qual è il vostro approccio? Usate, ad esempio, Instagram per trovare nuovi volti o preferite lo street-casting?
Siamo abbastanza vecchio stile e molto autentici, quindi preferiamo trovare persone per strada. Non tutti su Instagram hanno i profili aperti e i look sullo schermo possono essere molto diversi rispetto alla vita reale. Ovviamente cerchiamo anche online, ma non è la fonte più efficace e attiva che abbiamo, amiamo staccarci dal computer per andare in esplorazione nelle città.

Parliamo di cultura e diversità: come fate in modo che la vostra agenzia rappresenti diversi tipi di bellezza nel catalogo, e non lo stereotipo del ragazzo bianco-cis-magro?
È una domanda molto difficile, sicuramente ci piacerebbe essere più eterogenei, ma nella nostra regione ci sono pochissimi ragazzi di colore o asiatici, per non parlare di persone transgender. È una cosa che è sempre stata nella nostra to do list.

1569858924588-img016

Com'è cambiato il modo di fare casting e l'industria delle modeling agency in generale da quando avete iniziato?
Sono passati tre anni da quando abbiamo aperto The Bro Models. Tre anni che sono volati, e intanto molto è cambiato nel modo in cui si fanno casting. Le carriere diventano sempre più corte e più dinamiche. Cerchiamo di non essere influenzati dai social media, non credo che sia molto sana tutta questa pressione dei follower, dei like, non ci piace come mondo. Mi fa ancora impressione quando ai castings è richiesto il numero dei followers su Instagram. Alcuni dei nostri ragazzi ne hanno 30, eppure sono perfetti per il loro lavoro. Vorrei che fosse tutto incentrato sulla bellezza vera e l’unicità naturale delle persone, invece che sul mostrare la bravura del proprio chirurgo plastico in nome dei follower. Sicuramente è indubbio il fatto che sia una piattaforma molto potente, sopratutto per quanto riguarda lo scambio di informazioni, dei trend e così via, ma ormai è andata troppo oltre.

Abbiamo parlato del passato, e poi del presente. Ora parliamo del futuro. Dove vedete Bro Models tra cinque anni?
Faremo del nostro meglio per far sì che tra cinque anni i ragazzi che abbiamo scovato continuino a lavorare con noi e diventeremo più forti in fatto di diversità. Non ci interessa la quantità. Abbiamo anche un paio di produzioni che ci piace fare e quelle continueremo a farle.

1569859108464-img22
1569859223043-img018
1569859565493-img03
1569859606108-img010
1569859623925-img02

Segui i-D su Instagram e Facebook

Altra agenzia di modelli che sta facendo il panico ultimamente tra campagne pubblicitarie, sfilate ed editoriali:

Crediti

Fotografia di Ana Garcia
Moda di Marco Drammis
Make up e Capelli di Esther Monbel
Tutti i modelli di The Bromodels Riga

Tagged:
scouting
modeling agency
nuovi volti
bro models
Agenzia di modelli
Diana Nikitina
Karlis Adler
modelli emergenti