Ho fotografato la mia storia d'amore queer per farvela capire davvero

"Dobbiamo iniziare a raccontare le nostre storie, perché se a farlo sono altri, allora fioriscono stereotipi e visioni eteronormative delle relazioni queer."

di Kelly Lim
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03 dicembre 2019, 6:30am

In parte banale, in parte a luci rosse, un pò norvegese, un pò inglese: così è come Heather Glazzard e Nora Nord descrivono Porridge XXX, la loro mostra, durata solo una notte in una sala improvvisata dell' East London, piena di dildi nei lavandini, bambole gonfiabili appese al soffitto e lenzuola stropicciate.

Mentre gli oggetti giocavano sul fatto che sono solitamente associati alla rappresentazione di una relazione tra due persone dello stesso sesso, uno sguardo più profondo alla mostra rivela un onesto, vulnerabile ritratto di una relazione queer, di corpi femminili, di fragilità e risvegli lenti.

La macchina fotografica è sempre stata una parte integrante della relazione tra Nora e Heather. Le due si sono conosciute a Gennaio durante la loro prima settimana del corso MA Fashion Communication alla Central Saint Martins. Mentre il lavoro di Nora è basato sulla pratica documentaristica, focalizzandosi sull'identità e la sessualità nel contesti del potere e dell'uguaglianza, la fotografia di Heather crea una piattaforma per individui queer per definire ed esprimere le loro relazioni rispetto alle loro identità attraverso delle Queer Letters, chiedendo ai soggetti delle sue foto di scrivere una lettera a loro stessi da giovani.

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Una volta insieme, hanno puntato la macchina fotografica verso loro stesse. I ritratti sono diventati il loro modo per conoscersi al meglio come persone, come creative e come amanti. Hanno documentato la loro relazione negli spazi domestici più significativi: il loro appartamento a Londra e le loro case rispettivamente ad Oslo e nel West Yorkshire. La serie, composta da più di 60 close-up e ritratti, è uno svolgersi continuo di i momenti intimi attraverso il gioco di vestirsi come altre persone e creare scenari per sperimentare ed esplorare le dinamiche della relazione.

Mentre la rappresentazione della comunità LGBTQ sta migliorando nei media, c'è ancora una mancanza di una rappresentazione autenticamente queer, e questa rimane una problematica irrisolta nella contemporaneità. È ancora raro che la comunità queer riesca a rappresentarsi da sola. Questa mostra cerca di cambiare le cose.

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Perché la mostra di chiama Porridge XXX?
Heather: Il porridge può essere considerato come qualcosa universalmente banale, sia nella mia infanzia nel Nord Inghilterra, sia nella cultura norvegese di Nora. XXX è lì perchè alcuni degli scatti sono molto espliciti. Il titolo porridge fa riferimento all'umorismo – la nostra relazione non è tipica o banale, quindi il paradosso del progetto in relazione al titolo è intenzionalmente satirico.

C'è un senso di gioco e di performance nelle vostre immagini, che danno ai vostri ritratti un che di umoristico. Potete parlare dell'importanza di questo tratto?
Nora: Da quando ho conosciuto Heather, sento di essere tornata in una versione infantile e innocente di me stessa. Ho dato sfogo a molta dell'ansia che provavo per via di come potevo essere percepita dagli altri, e ho lavorato su delle cose che erano state innestate in me quando ero teenager.
Heather: I progetti che si concentrano sulle questioni di genere e sessualità certe volte portano una sensazione di vittimizzazione, ma con questo progetto volevamo spostarci altrove. L'umorismo può cambiare le dinamiche. Penso che sia così facile essere seri quando si tratta di questioni importanti, eppure anche l'umorismo può essere politico.

La vostra relazione che cosa ha apportato al vostro lavoro creativo?
Nora: Questa relazione mi ha dato lo spazio per essere me stessa, e mi ha dato la capacità sia di dare che di ricevere di più. Penso che sia la cosa che amo di più di lei. Mi sento molto più libera di essere creativa, di giocare.
Heather: Amo il fatto di poter essere la versione più vera di me stessa con qualcuno. Penso che la nostra relazione mi abbia fatto cambiare il mio approccio alla fotografia. Quando sei un fotografo, spesso ti concentri a catturare momenti estranei a te stesso/a. Ma questo è stato un processo che ci ha fatto spostare lo sguardo verso l'introspezione e l'una verso l'altra.

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Perché è importante ricreare lo spazio in cui vivete e invitare le persone ad entrarci?
Nora: Abbiamo deciso di invitare le persone dentro a uno spazio domestico queer per renderlo visibile, e anche perché è dove la maggior parte della nostra relazione si è sviluppata. Il lavoro sembra è davvero troppo personale per le bianche pareti delle gallerie.
Heather: Mi sono sempre sentita "al di fuori" del contesto domestico, ma Nora mi ha subito dato un senso di casa. Scegliere di invitare le persone dentro a questo spazio fa parte del processo di cancellare il senso di vergogna che di norma viene associato a questo tipo di immagini. Fa anche parte della nostra presa di posizione nel raccontare la nostra esperienza, piuttosto che lasciarlo fare a qualcun altro.

Cosa volete che pensino le persone riguardo le relazioni queer? Cosa manca nei media mainstream a livello di storytelling e rappresentazione?
Nora: Siamo privilegiati nel vivere nel Regno Unito e sono privilegiata perché sono nata in Norvegia, dove i diritti per la comunità LGBTQ+ sono stati fondati. Allo stesso tempo, gli abusi stanno crescendo e una corrente di omofobia crescente sta prendendo piede. Voglio che le persone considerino le relazioni queer nello stesso modo in cui considerano le relazioni etero.
Heather: Dovremmo cominciare considerando chi crea le storie delle relazioni queer. Dobbiamo iniziare a raccontare le nostre storie perché il problema che nasce quando sono altri a raccontare questo tipo di storie è che vengono solitamente costruite su stereotipi, creando delle narrazioni LGBTQ+ censurabili o semplicemente una versione patinata per una società etero-normativa. Questo può causare molti danni. La rappresentazione dovrebbe iniziare dalle nostre storie. Dovremmo essere benvenuti dalla società, piuttosto che doverci adattare.

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Cosa volete che gli spettatori imparino da questa mostra?
Nora: Voglio che la gente si immedesimi in noi per una pio di ore. Guardo dappertutto, tutto il tempo, e voglio che la gente sperimenti anche questo. Ho un tatuaggio sul mio braccio e voglio che la gente mi dica che cosa pensi che sia. Ho ottenuto delle risposte che vanno da un pianoforte a uno squalo. Spero che la mostra sia simile in questo, e che sia diversa per ognuno. Vedendoci dentro quello che devi vederci.
Heather: Chiediamo alle persone di non fare foto, quindi avere degli sticker per le macchine fotografiche. Vorrei che l'audience si portasse a casa un sentimento di connessione. Questo progetto è semplicemente un'onesta rappresentazione di una relazione queer.

Porridge XXX ha avuto luogo in uno spazio dell'East London il 2 Dicembre 2019.

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK

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