"niente di nuovo sotto il sole": il progetto di kata geibl

Siamo stati all'Unseen Festival di Amsterdam, e il nome che più ci ha colpito è il suo: Kata Geibl.

di Alina Cortese
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12 novembre 2019, 9:49am

L’Unseen Festival di Amsterdam è tra i più importanti eventi di fotografia di tutto il mondo. Ogni anno unisce una fiera d'arte a un festival di fotografia per dare vita a un'esposizione enorme: da ogni parte del pianeta arrivano nella capitale olandese i più innovativi artisti emergenti, quelli che stanno riscrivendo le regole della fotografia contemporanea. Oltre che scovarli e farli dialogare gli uni con gli altri, il festival dà loro lo spazio che meritano per imporsi all'attenzione del mondo dell'arte internazionale.

Tra i nomi presentati quest’anno, uno in particolare ha attirato la nostra curiosità. Parliamo di Kata Geibl, presente al festival per il secondo anno consecutivo. Artista di origine ungherese, Kata ha studiato fotografia a Budapest e Helsinki, perfezionando la sua tecnica al fine di creare un’estetica, ma anche un’etica, immediatamente riconoscibile. I suoi lavori sono caratterizzati dall’esaltazione dell’umanità, frutto di un attento studio dell’essere umano, la memoria collettiva, la cultura contemporanea e il mondo in cui viviamo. Tutte dimensioni sempre e costantemente in cambiamento per via di quella che lei stessa definisce "la nuova era." E in questa nuova era ci siamo dentro tutti.

Ora Kata è alle prese con un nuovo progetto, There is Nothing New Under the Sun, che ha presentato per la prima volta proprio all’Unseen Festival. È tutto ancora in fase di sviluppo, ma lei ha già le idee molto chiare, così abbiamo deciso di incontrarla per farci raccontare tutto quello che serve sapere sul suo nuovo lavoro.

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Ciao Kata, perché hai scelto un brano tratto dal Qoelet, il testo contenuto nella bibbia ebraica e cristiana, per come titolo della tua nuova serie, cioè There is Nothing New Under the Sun?
Usiamo questa frase molto spesso, ma penso che solo poche persone sappiano che in realtà proviene dalla Bibbia, dal Libro di Ecclesiaste o Qoelet. Il testo viene principalmente interpretato come una descrizione della monotonia della vita, ma ha anche un significato più profondo. Quando Ecclesiaste afferma che non c'è nulla di nuovo sotto il sole, sta riflettendo sulla sua prospettiva, necessariamente legata alla Terra, come a voler dire che la vita di ogni persona sul nostro pianeta si perde nello schema più grande delle cose dell'universo. Da un punto di vista più ampio, se vogliamo dalla prospettiva di Dio, la natura umana è rimasta e rimarrà sempre la stessa, con tutti i suoi limiti. Anche se questo estratto è stato scritto centinaia di anni fa, credo che la citazione riassuma bene ciò che sta accadendo nella società contemporanea in questo momento.

Come vivi la nascita di un tuo nuovo progetto? Puoi rintracciare uno schema progettuale definito o segui di volta in volta una diversa ispirazione?
Il mio approccio cambia sempre a seconda del contesto di ciascun progetto. Ogni serie richiede un diverso tipo di approccio al mezzo, quindi cerco sempre di essere flessibile. Ma una costante è la mia pratica artistica. Ogni volta che inizio a lavorare su una serie disegno prima quello che voglio vedere come risultato finale, quindi cerco la location perfetta, organizzo tutto e spero di ottenere come ciò che ho in mente. Mi piace molto la libertà che in quanto autrice posso avere nella staged photography, cioè la fotografia studiata e pianificata, quella che non immortala il famoso "attimo fuggente" ma lo ricrea a tavolino. In questo modo, posso essere la regista e la sceneggiatrice della mia storia.

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Cosa ti ha spinto a scegliere sia elementi umani, come i corpi e le città, sia naturali, come animali e paesaggi, per i soggetti della serie?
In questa serie cerco di catturare il "quadro completo" dell'era in cui viviamo. Ciò ha reso necessario affrontare anche diversi sottotemi nel progetto, ma non volevo tracciare una linea tra di loro, né separarli. Semplicemente, ho mescolato vari temi che a prima vista non sarebbero collegati, ma poi guardando il progetto nel suo insieme, allora l'associazione tra le immagini diventa immediatamente chiara. Non voglio dare risposte ai fruitori, ma voglio guidare la loro mente e creatività all'interno della storia dietro le immagini.

Osservando i corpi che hai ritratto percepisco un forte richiamo all'estetica della classicità. Dal momento che nei tuoi lavori la figura umana ha sempre una funzione, quale volevi che fosse in There is Nothing New Under the Sun?
Volevo ottenere un sentimento politico e di imponenza nelle immagini, senza tuttavia mostrarlo apertamente. Se pensi ai tornei atletici, l’evento va oltre lo sport d'élite e diventa uno spettacolo di competizione tra nazioni che tendono verso il costante desiderio di superare i limiti umani.

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Quindi ritieni che la figura atletica possa liberarsi dalla strumentalizzazione politica (come accadeva nei totalitarismi del XX secolo, ma come purtroppo succede ancora oggi) proprio grazie alla fotografia, così da valorizzare esclusivamente la pura bellezza dei corpi umani?
Nei regimi totalitari il superamento della forza umana e la celebrazione della bellezza erano usate a fini propagandistici. Ad esempio, non possiamo e non dobbiamo vedere le immagini di Leni Riefenstahl come una pura celebrazione della bellezza, perché non lo sono. Era propaganda del socialismo nazionale. Il fascismo si impossessò dell'estetica greca classica per i propri fini. Credo che sia importante riabilitare queste estetiche classiche e liberarle dalle precedenti narrazioni che se ne sono servite.

Nella tua serie precedente, Sisyphus, ti interrogavi sul legame tra essere umano, tecnologia e progresso scientifico. Qual è il messaggio che vorresti trasmettere attraverso questa nuova serie?
Come artista, cerco sempre di riflettere sulla nostra cultura contemporanea e sul mondo in cui viviamo. Credo che tutti possiamo sentire l'incombere di questa nuova era, anche se ci mancano le parole per descriverla. Il modo in cui consumiamo, chiediamo, votiamo, comunichiamo e lavoriamo sta cambiando rapidamente ogni giorno. Con There is Nothing New Under the Sun sto cercando di guidare lo spettatore attraverso questi temi, per esplorarli in un modo associativo e narrativo.

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In Sisyphus la chiave per comprendere l'era in cui viviamo era il progresso tecnologico e scientifico. In There is Nothing New Under the Sun l'accento viene spostato sulla figura di Dio. È un modo per incoraggiare il fruitore ad adottare diversi punti di vista per interpretare il mondo che lo circonda, come fai tu nei tuoi progetti?
Sì, cerco sempre di cambiare la mia visione del mondo e indagarlo in diversi modi. La mia esplorazione del mondo diventa ovviamente anche quella del fruitore. Puoi guidare il tuo pubblico riprendendo la narrazione e giocando con diversi punti di vista, ritmo, sequenze della serie. Per me uno dei passi più entusiasmanti di ogni progetto è sfidare la narrazione.

Hai un legame personale con i paesaggi che hai ritratto?
No, ho visitato ogni luogo per la prima volta appositamente per creare queste immagini. Ho fatto ricerche approfondite su ognuno di essi e speravo che il risultato sarebbe stato come me lo immaginavo.

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Nella serie, hai una fotografia alla quale sei particolarmente legata?
Direi quello con la scala d'oro. È l'unica immagine finora che non è stata pianificata e studiata con precisione prima di scattare. Quando sei nella location dei tuoi sogni e qualcosa ti colpisce di sorpresa, quella è una delle migliori sensazioni. Quindi direi sicuramente quella. Per adesso.

Quali sono i tuoi piani futuri?
Nei prossimi anni il mio obiettivo principale sarà quello di finire la serie. Spero di avere abbastanza materiale per pubblicarla alla fine come libro. Nel frattempo, non vedo l'ora delle prossime collaborazioni e dei futuri incarichi professionali, che sono sempre un bel complemento del mio lavoro personale.

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Crediti

Intervista di Alina Cortese
Fotografia di Kata Geibl

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