Anton Yelchin

il lato oscuro di anton yelchin

L'attore americano era anche un grande fotografo, e i suoi scatti provocatori, intimi e disturbanti ce lo dimostrano.

di Benedetta Pini
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25 ottobre 2019, 10:57am

Anton Yelchin

Quando si parla di Club 27, 27 Club o Club dei 27 ci si posiziona in quello spazio interstiziale tra storia e leggenda che, in fondo, ci piace davvero un sacco. Complotti, cospirazioni e letture alternative sono il pane quotidiano di molt* di noi, ammettiamolo, ed ogni scusa è buona per dubitare la versione ufficiale dei fatti, fiondandosi a capofitto su siti fermi al '95, che non hanno la più pallida idea del concetto di user friendly, e che più inquietanti sono, meglio è. A quanto pare, quindi, il pacifico soggiorno di Marilyn Monroe, Elvis Presley, Kurt Cobain, John Lennon e tutti gli altri su un'isola sperduta continua a venire interrotto dall'arrivo di prestanti 27enni che, come gli altri nostri miti, non hanno la minima intenzione di fare i pensionati e tantomeno di essere dimenticati.

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Uno degli ultimi è Anton Yelchin, morto tragicamente a soli 27 anni il 19 Giugno 2016, per via di un incidente le cui circostanze non sono ancora state chiarite del tutto. Se il suo nome di per sé vi dice poco, vi rinfreschiamo la memoria, perché sicuramente l'avete visto in un paio di film cult degli ultimi anni, del tipo: è lui Pavlov Chekov di Star Trek, ma anche uno dei protagonisti di Green Room, e poi c'era in Like Crazy, Alpha Dog e Terminator: Salvation. Classe 1989, Anton amava chiaramente il cinema, ma forse non tutti sanno che era anche un grande fotografo, incastrando i suoi progetti personali tra un set e l'altro fin dall'adolescenza.

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Anzi, possiamo affermare senza alcun dubbio che se non fosse morto così giovane sarebbe presto diventato noto anche - e forse soprattutto - come fotografo, perché quella sua capacità di bucare lo schermo con la propria presenza fisica, arrivando dritto allo spettatore, ritorna anche nelle sue foto: surreali, iper saturate, contrastate, intime, provocatorie, aggressive, sensuali e disturbanti, descrivono il percorso esistenziale di Anton alla scoperta di se stesso, spingendoci a fare lo stesso. Sappiamo bene quello che stiamo affermando, perché nei mesi scorsi è stata allestita a Los Angeles e New York la stessa mostra che sta per arrivare a Roma: composta da 54 fotografie scattate negli ultimi sei anni, di cui 25 mai mostrate prima di adesso, ha un titolo di per sé molto eloquente: Provocative Beauty.

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Figure spettrali, choker, bondage, maschere di pelle e nudi, scatti sia di amici stretti che di perfetti sconosciuti, aprono uno scorcio raro sul mondo interiore di una celebrità che della fama, della plastificazione hollywoodiana e del concetto di "normalità" e "bellezza" non si è mai curato molto. Tutte le immagini sono state scattate da Anton con la sua Leica in pellicola e molte proprio con macchine usa e getta, a dimostrazione della totale fiducia che i soggetti riponevano in lui e nella sua visione artistica.

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Per la prima volta in Italia, la mostra verrà inaugurata il 26 Ottobre a Roma, nel nuovo Spazio Field all'interno di Palazzo Brancaccio, già sede del Museo Nazionale di Arte Orientale, dove rimarrà fino al 30 Novembre.

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La mostra Provocative Beauty è visitabile dal 26 ottobre 2019 al 30 novembre 2019 il nuovo Spazio Field all'interno di Palazzo Brancaccio, Roma.

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Ecco la fotografia sta cambiando sotto i nostri occhi il concetto stesso di sensualità:

Crediti

Testo di Benedetta Pini
Fotografie di Anton Yelchin

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