il tanga a vista è tornato—ed è più controverso che mai

Anche mostrare la lingerie può essere una scelta femminista.

di Kelsey Lawrence
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13 dicembre 2017, 6:41pm

Cominciamo dalle cose importanti: amo tanga e perizomi. Credo che vederne uno fare capolino da un vestito o da un paio di jeans non dovrebbe essere un taboo. Quindi non vi preoccupate, quanto segue è scritto da un'amante della lingerie a vista DOC. Purtroppo, ho scoperto di essere una delle poche a pensarla così perché Thibaut—giovane brand di Tokyo disegnato da Meiko Ban—ha sollevato un bel polverone durante l'ultimo Fashion Month quando in passerella ha presentato i jeans che vedete qui sopra.

Negli ultimi anni, i jeans-tanga sono una di quelle poche novità nell'industria della moda che dalle sfilate si sono fatte strada fino alle pagine della stampa mainstream, come Mashable, The New York Post o Local 10, una stazione radio americana che ha definito questo capo come un'"insolita notizia". I jeans-tanga rappresentano uno dei migliori esempi di quella moda a cui la gente guarda ironicamente, commentando magari "non lo metterei mai!" oppure "la moda è ridicola!" Contemporaneamente, corrispondono anche a una delle rare occasioni in cui vostra nonna potrebbe essere d'accordo con i fashion editor newyorkesi. "Forse la moda è così ossessionata dal decostruttivismo da aver spinto gli stilisti a ridurre i loro capi alla semi-inesistenza, eliminando di proposito la funzionalità stessa degli abiti," si legge su Vogue a proposito dei pantaloni Thibaut.

Gillian Anderson al party degli Oscar nel 2001. Fotografia di Jody Cortes/Sygma via Getty Images.

I titoli dei pezzi d'opinione sul capo firmato da Meiko Ban vanno da "i jeans-tanga esistono solo perché tutto è orribile" (Teen Vogue) a "hanno inventato i jeans-tanga quindi prepariamoci all'Apocalisse" (Harper's Bazaar). Le reazioni sono state molto più decise di quelle suscitate ad esempio dal perizoma nero visto sulla passerella Linder nella stessa stagione e dal costume a vita altissima abbinato a pantaloni di molto sotto l'ombelico di Tom Ford. Un altro articolo di Vogue concludeva che un "semplice perizoma nero, come quello che Tom Ford ha disegnato per la sfilata Gucci Primavera/Estate 1998" è una scelta chic è appropriata, mentre quelli "rosa acceso che si fanno strada sulla schiena di Paris Hilton nel 2004" sono invece da dimenticare.

Insomma, Gillian Anderson al party degli Oscar nel 2001 = sì; Manny di Degrassi e il suo tanga blu = no.

La quantità di pelle esposta nei due esempi è esattamente la stessa, forse perché quando si tratta di indossare un tanga a vista l'opinione pubblica sembra semplicemente preoccuparsi di colori accesi e jeans strappati. Se io personalmente indosserei quei pantaloni per uscire? Assolutamente sì, magari per una serata in discoteca. Di giorno, sicuramente no. E l'unica ragione per cui non li metterei durante il giorno è che tutti troverebbero lecito commentarli con disgusto e non mi va di espormi alla gogna pubblica. Ma se anche Rihanna che indossa un perizoma in denim è qualcosa di sbagliato, allora chi vuole stare dalla parte della ragione?

C'è qualcosa nel mostrare un tanga che ha il sapore del taboo, un po' come se sessualità, desiderio e abbigliamento diventassero una cosa sola. Un perizoma fa venire in mente due cose: il sesso e l'esagerazione. E io amo il sesso e le esagerazioni. Secondo il libro Starr Report, anche Monica Lewinsky si aprì la giacca per mostrare all'allora Presidente Clinton una piccola parte del perizoma che indossava. Come riporta l'esaustiva storia del tanga scritta da Racked, per accertarsi della veridicità dell'episodio, lo Slate chiamò "una boutique di abbigliamento intimo di Seattle che gli assicurò che quel tipo di perizomi, a differenza di quelli tradizionali, erano pensati appositamente per far capolino dai pantaloni di chi li indossava."

Il giornalismo di moda sembra aver deciso che se oggi qualcuno può indossare i jeans-tanga, quella persona è Bella Hadid—che ha infatti indossato un sacco di costumi interi che definire sgambati sarebbe riduttivo durante l'ultima estate. È quindi a lei e alle varie Kylie Jenner, Rose McGowan e Gillian Anderson che spetta l'ingrato compito di rendere un look considerato rischioso accettabile dall'opinione pubblica, e quindi indossabile anche da noi comuni mortali. Tutto questo per dire: perché tutto il resto di noi dovrebbe aspettare di "ricevere il permesso" prima di poter mostrare liberamente un tanga in pubblico? Cosa le donne possano indossare e cosa no è un tema su cui si dibatte a lungo: ci sono confini ipocriti, ambigui e arbitrari a informarci del fatto che sì questa cosa possiamo metterla, ma no, quest'altra no. Sono pensieri contraddittori, come è contraddittoria in sé l'idea che qualcuno possa decidere per noi cosa sia socialmente tollerato e cosa no. Perché abbiamo paura di andare contro ciò che gli altri pensano del nostro abbigliamento?

Rose McGowan agli MTV Video Music Awards del 1998 con Marilyn Manson. Fotografia di Ron Galella/Getty Images.

Non sto dicendo che indossare jeans-tanga (o qualcosa di simile) sia l'unico modo per rompere questo meccanismo, ma non sto neanche dicendo che non lo sia. Meiko Ban, comunque, non crede sia necessario psicanalizzare il significato della sua creazione. Quando gli è stato chiesto com'è nata l'idea dei jeans-tanga, Ban ha risposto: "Quando inizio a strappare il denim non riesco più a fermarmi."

Siano benedetti i tanga allora, stupendo simbolo della sensualità femminile. Troppo spesso scegliamo di indossare abiti meno rivelatori per non toccare la sensibilità altrui, ma forse l'unico modo per risolvere definitivamente questa problematica è portare il nostro abbigliamento all'estremo, scegliere un capo classico e renderlo estremamente sexy. E se questo è massimalismo, non c'è momento migliore per sposarlo.

Mostrate troppa pelle; indossate tanga e perizomi ed sfoggiateli con fierezza davanti al mondo intero; scegliete quel cappello da cowboy rosa caramella; osate, e non scusatevi se decidete di farlo.