barry keoghan è l'attore di cui tutti sentiremo parlare nel 2018

Dopo The Lobster, Yorgos Lanthimos torna con The Killing of a Sacred Deer e sceglie come protagonista il talentuoso Barry Keoghan.

di Tish Weinstock; foto di Lily Bertrand-Webb
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13 novembre 2017, 3:51pm

Se non avete mai sentito parlare di Barry Keoghan, non preoccupatevi. Succederà presto, prestissimo. Nel giro di qualche mese l'attore 25enne è passato infatti dall'anonimato al successo, grazie principalmente al suo ruolo nel blockbuster hollywoodiano Dunkirk, in cui accompagna Mark Rylance in un'eroica e complicata missione che fa da trama secondaria nel labirintico film di Christopher Nolan. Ma non è di questa pellicola che si parla a Hollywood, quanto del nuovo, terrificante thriller di Yorgos Lanthimos, The Killing of a Scared Deer, dove recita nei panni del cattivo e tormentato Martin.

Sviluppando la storia partendo dal mito classico di Ifigenia, The Killing of a Scared Deer parla di vendetta, ricompense e paure nel linguaggio tipico di Lanthimos, che sa rendere le preoccupazioni quotidiane veri e propri drammi esistenziali.

Barry nel film è Martin, un silenzioso e inquietante ragazzino che sviluppa un'ossessione poco edificante per il chirurgo cardiovascolare del defunto padre, il Dottor Steven Murphy—impersonato da Colin Farrel. Come una sorta di parassita cancerogeno, Martin infetta lentamente l'idilliaca vita famigliare del medico, diventando amico della moglie Anna (Nicole Kidman), della figlia adolescente Kim (Raffey Cassidy) e del figlio più piccolo, Bob (Sunny Sulijic). Fin ora tutto tremendamente creepy, proprio come ci aspettavamo. Ma le vere intenzioni, ancor più terrificanti, di Martin emergono solo nella seconda parte, quando la trama di morte e distruzione alla Hunger Games diventa sempre più evidente.

"Sono una vera minaccia in questo film, o sbaglio?" ci scherza su Barry. Seduto davanti a me in un hotel vagamente chic di Soho, Barry non c'entra davvero nulla con il suo personaggio in The Killing of a Scared Deer. Innanzitutto, è molto più grande: ha appena compiuto 25 anni. Inoltre, Martin non ha niente del classico cattivo dei film: è composto, educato e silenzioso, ma anche profondamente disturbato, emotivamente instabile e dolorosamente imbarazzante quando si tratta di interagire con altri esseri umani. C'è una scena incredibile in cui sta mangiando un piatto di spaghetti in boxer, il sugo di pomodoro gli sporca il viso e intanto Nicole Kidman lo supplica di non ucciderla. Potrebbe essere uno spezzone toccante, se non fosse per la faccia senza espressione e la voce monotona di Martin, per la sua totale assenza di emozioni.

"Volevo che Martin fosse un personaggio il più diretto possibile," spiega Barry. "Ho guardato un sacco di documentari sull'adolescenza e sui comportamenti tipici degli adolescenti. Proprio come un bambino non si cura di ciò che lo circonda mentre è impegnato a giocare, volevo che Martin fosse sempre concentrato su di sé, su ciò che stava facendo."

Al di là delle sue caratteristiche fisiche e delle sue doti come attore, al di là delle sue ricerche, la linearità con cui Barry riesce a portare sul grande schermo il complicato e oscuro carattere di Martin—tumulti interiori—indica una qualche sorta di esperienza in prima persona. Che è esattamente quello che è successo a Barry durante l'infanzia: cresciuto in un malfamato sobborgo di Dublino, l'attore ha perso la madre per un'overdose quando non era che un bambino. Negli anni successivi, lui e il fratello sono passati da una famiglia adottiva all'altra, per poi tornare a vivere con la nonna durante l'adolescenza.

"Mia nonna ha un'importanza incredibile nella mia vita," dice Barry mentre mi fa un sorrisone. "Vive in una casa popolare da cinquanta o sessant'anni. Ci ha cresciuto dieci bambini, non si è mai trasferita." La sensibilità che è così lampante manchi a Martin abbonda invece nell'animo di Barry, specialmente quando parla della sua famiglia. "Crescendo, nel nostro palazzo c'era un forte senso di comunità. Era normale andare dai vicini quando finivi il latte, lo zucchero, o volevi farti due chiacchiere."

Barry è stato un bambino che oggi definiremmo vivace: insieme al fratello, scorrazzava per il quartiere facendo casino, ovunque. "Appendevamo il pesce surgelato alle finestre dei vicini," ricorda ridendo. "Ma credo che la mia infanzia mi abbia reso più forte," riflette. "Se succede qualcosa di brutto, oggi penso solo: 'oh, chissene importa.' Specialmente nel mondo della recitazione ci sono un sacco di sgambetti, tiri mancini, dive e primedonne, ma io mi sento comunque fortunato, sono grato per tutto quello che ho oggi, perché è infinitamente meglio di qualunque cosa io avessi mai osato sperare."

Ma Barry è anche un sognatore, per sua stessa ammissione. "Sono sempre stato quello con il pallino dell'immaginazione," mi svela. "Sapevo che avrei fatto qualcosa nella vita, sapevo che avrei dovuto fare qualcosa. Quindi quando ho visto il volantino dell'audizione non ho esitato: l'ho preso, e appena arrivato a casa ho chiamato. Avevo 17 anni e non avevo mai recitato prima, ma pensavo: 'Posso farcela, so dire bugie discrete, sono un buon bugiardo e sono anche bravo a fingere.' Alla fine, ero sempre riuscito a cavarmela quando mi ficcavo nei guai, quindi sapevo di potercela fare anche in questo caso." Il trucco ha funzionato e Barry ha ottenuto un piccolo ruolo nel film indipendente Between the Canals. Dopo è arrivato un altro piccolo film, poi un agente, poi altri ruoli. Oggi, la fama.

All'inizio, per Barry recitare era solo un modo per ottenere qualcosa. "Ho iniziato a guadagnare bene," dice Barry. "Mi pagavano, mi davano due pasti al giorno. Lì ho capito che era decisamente un bel lavoro." Per un attore dal talento così spiccato, sentirgli dire che lo faceva—soprattutto—per i soldi è spiazzante. Ma Barry mi assicura che tutto è cambiato quando ha scoperto i vecchi film di Marlon Brando e Paul Newman. Tutto quello che vuole fare oggi è lavorare sulle sue abilità. A chi guarda quando cerca ispirazione? "Il modo in cui Leonardo DiCaprio si immerge completamente nel personaggio è affascinante. Non sembra neanche lui. È questo che amo della recitazione, essere qualcuno di totalmente diverso da me, però sempre in modo unico e personale."

Ma c'è molto più di questo. Per Barry, recitare gli permette di rielaborare e affrontare emozioni dimenticate che risalgono all'infanzia. Emozioni che, nei panni di Barry, non ha saputo esprimere. "Quando recito nei panni di un personaggio riesco anche a parlare di me stesso," mi confessa. "Non sono abbastanza coraggioso da parlarne nella vita reale, ma con un nome e un'identità diversa mi sento in diritto di affrontare tutto ciò."

Dall'uscita del film, le critiche relative la performance di Barry sono state tante, e tutte positive. Si parla addirittura di una possibile nomination agli Oscar. Se Barry è preoccupato che la fama possa stravolgere la sua vita? " "Sì, se inizio a uscire solo con altre celebrità," scherza. "Ma non sarebbe da me fare una cosa del genere. Essere riconosciuti è bello e tutto il resto, così come sentirsi dire onestamente dalla gente che apprezza il tuo lavoro, ma è anche facile farsi rovinare la vita." Con la testa saldamente ancorata sulle spalle, non credo proprio sarà questo il caso di Barry. Anche perché non credo che sua nonna sarebbe d'accordo.