underground resistance: molto più di un brand techno?

L'abbiamo chiesto ai fondatori della scena underground berlinese e ai club kids che oggi affollano i dance-floor di questa città.

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nov 21 2017, 2:32pm

Contenuto realizzato da i-D Germania in collaborazione con Carhartt WIP.

Underground Resistance: un nome tanto iconico quanto la musica che l'etichetta stessa pubblica da oltre tre decenni. Dalla sua nascita—avvenuta a Detroit nel 1989 per mano di Jeff Mills e Mad Mike—fino alle uscite più recenti, UR è sempre stato più di un'etichetta discografica: UR è un movimento che lotta per la giustizia sociale. Ma cosa lo rende così speciale? E come continua ad influenzare generazioni così diverse? Per celebrare il lancio della collaborazione UR x Carhartt WIP, abbiamo fatto queste due domande a chi la scena underground berlinese l'ha fondata, oltre che ai club kids che passano i weekend ballando sulle note di Underground Resistance.

Cem, DJ co-fondatore di Herrensauna

"Se non fosse per Underground Resence e per tutti i loro artisti la techno che tutti balliamo oggi probabilmente non esisterebbe. Per me è fondamentale conoscere i riferimenti della musica che ascolto, capire da dove nasce e come si strutturano le sue influenze. UR ha lasciato davvero il segno in questo senso, ogni volta che sento Wavejumper mi viene ancora la pelle d’oca... È una figata! Penso che il concetto dell’intera mitologia Drexciya sia geniale. "

Dimitri Hegeman, fondatore del club ed etichetta Tresor

"Il club Tresor di Berlino e UR collaborano da circa 30 anni. Insieme, abbiamo saputo gestire i cambiamenti dell'underground. Con il tempo siamo migliorati, un po' come un ottimo vino rosso. La nostra relazione è basata sul dialogo e su un grande rispetto reciproco. Nel 1991 Tresor ha rilasciato il suo primo EP con il collettivo UR Sonic Destroyer. Il progetto ha preso il nome X 101 e ha conquistato tutti i club di Berlino, diventando una vera hit in tutta la scena techno. È vero, di tempo ormai ne è passato, ma questo brano mi ricorda un periodo che ha davvero rivoluzionato Berlino. La techno di Detroit ha trasformato questa città, guidandola in una nuova direzione e presentandola come un nuovo faro della scena underground internazionale. In quegli anni, Berlino è diventata uno spazio di libertà per tutte le subculture. Nella mia mente UR è l’unica etichetta che persegue una causa sociale, che oltre a produrre musica mira anche a combattere la disperazione del ghetto. Viva la Underground Resistance!"

Viola Glock, producer culturale

“A differenza di quanto accade oggi nella scena contemporanea, gli artisti di musica elettronica della Underground Resistance hanno saputo incorporare uno o più punti di vista politici nei loro lavori, trasformando le loro battaglie sociali in forza creativa. E sembrano fregarsene anche di dover impressionare le gente che conta: facevano musica per la comunità, è questo che li ha resi autentici. E finché le loro battaglie sociali (segregazione, capitalismo, gentrificazione e così via) saranno ancora attuali, la loro influenza sulle nuove generazioni rimarrà inalterata."

Bráulio Bandeira aka deepneue, DJ e produttore

“A rendere UR così speciale è la sua vibrazione unica, insieme a chi sa trasformarla in un vero e proprio sound! The Illuminator di Mad Mike è la traccia che in questo senso ha un significato più intenso per me: ascoltandola, per la prima volta ho sentito di essere a un punto della mia vita in cui avevo davvero bisogno di affidarmi alla luce che vedevo in fondo al tunnel. Questo brano mi ha dato speranza."

Juule Kay, staff writer di i-D Germany

Per definizione, l'iconico sound di Detroit nato nei primi anni '90 con UR è una delle maggiori influenze sulla techno di oggi. Ha infatti ispirato non solo i produttori musicali di diverse generazioni, ma anche i clubbers come me.

Débora Fernandes Teixeira, studentessa e barista del Tresor

"Chi fa parte di UR non cerca di guadagnare attraverso l'arte. Al contrario, sono stati loro a creare una nuova forma d'arte che incoraggi l'attivismo politico ed è proprio il loro atteggiamento contro il mainstream a renderli ciò che sono oggi. Di loro apprezzo in particolare l'essere radicali nelle scelte che fanno, così come la positività con cui approcciano le questioni relative all'etnia. Un momento speciale per me è stato quando Mike Banks ha suonato al Tresor durante l’evento The Potential, indimenticabile!"

Luke Sutton, direttore commerciale di Crack Magazine

"Con i problemi che il mondo di oggi deve affrontare, la maggior parte degli artisti sono spinti ad avere una voce politica. Ecco, Underground Resistance fa esattamente questo, ma da tre decenni. Il futurismo che impregna la loro techno si è sempre unito alla visione progressiva che hanno della società. Un'altra caratteristica che rende UR unico è il suo concentrarsi sempre sull’indipendenza creativa, mentre cerca al contempo di ispirare la comunità di Detroit. Queste sono le cose che vale la pena celebrare in un'etichetta. Il mio pezzo preferito di UR è The Illuminator di Mad Mike: mi piace il fatto che questo disco suoni tanto futurista oggi quanto faceva negli anni in cui è uscito."

Modeselektor, produttori e DJ

"UR era, ed è tuttora, la vera favola della techno—favola che ha fortemente influenzato il nostro lavoro e la musica degli ultimi 20 anni. Senza il loro contributo alla scena techno noi (e probabilmente un sacco di altri artisti) non avremmo di certo fatto questo tipo di carriera."

Crediti


Testi, produzione e concept Alexandra Bondi de Antoni
Fotografia George Nebieridze
Moda Olive Duran
Assistente alla fotografia Nika Tophuria
Assistente alla produzione Signe Leifker
Tutti gli intervistati indossano abiti UR x Carhartt WIP.