Fotografia di Giulia Bernardi

altremuse, il profilo Instagram che porta la storia dell'arte alla Gen Z

Fondato da Sofia e Edi, "altremuse" è il progetto di divulgazione scientifica che indaga la storia dell'arte con linguaggio accademico e visual fuori di testa.

di Amanda Ballerini
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19 gennaio 2021, 10:05am

Fotografia di Giulia Bernardi

Questa rubrica è pensata per esplorare profili di persone che vivono e creano durante (e post) Covid. Cosa cambia, come evolve, e come si svilupperà. Sono le storie di chi crea, sogna e innova, ognuna diversa ed ognuna con una visione da narrare.


Edi è una ragazza basata a Torino, città che mi sta particolarmente a cuore per la sua apertura spaziale, la regalità e le pasticcerie così tremendamente chic. Mi sono imbattuta nel progetto di Edi, altremuse, tramite l’unica piattaforma capace di fondere piacere, oblio e cultura, ovvero Instagram. Il suo è un progetto di divulgazione artistica del tutto folle e visionario.

Nei video Edi e Sofia (la fondatrice di altremuse) sono davanti ad un green screen e trasformano la storia dell’arte in vere e proprie chicche audiovisive. I corti sono poi arricchiti dagli articoli presenti sul loro sito, scritti in uno stile più accademico, ma sempre divertenti e facilmente fruibili.

Dietro al progetto c’è un team stanco dello stereotipo sui divulgatori culturali classici, secondo il quale chi parla d’arte dev’essere un serioso e azzimato professore in giacca e cravatta. Proprio per contrastare questa visione demodè, Edi, Sofia e il loro gruppo di lavoro hanno deciso di mettersi alla prova creando un nuovo hub culturale e accademico contemporaneo, folgorante ed ipnotico.

Covid Struggles: Intervista a Edi, co-fondatrice di altremuse
Edi, la cofondatrice di altremuse

Descrivici com’è nato il progetto di altremuse.
Studio storia dell’arte dai tempi del liceo, quando ho avuto la fortuna di frequentare un istituto sperimentale di restauro e conservazione a Torino. Ovviamente, ora non esiste più. Io sono rimasta sempre sulla parte teorica, con la testa sui libri come si fa di solito nelle università e nelle scuole italiane.

L’unica attività che negli anni è rimasta una costante della mia vita, grazie ad internet, era curare il mio blog. Sceglievo un’opera e ne parlavo. Dopodiché sono iniziate le varie collaborazioni, e con qualche nerdone di Tumblr abbiamo aperto un altro blog, dove ognuno aveva un ruolo; c’erano linguisti, filosofi e altr*. Era uno spazio totalmente libero e sperimentale, e questa esperienza mi è servita molto. Pensate che non ci siamo mai visti dal vivo.

Arriva poi il periodo parigino, dove ho frequentato un master all’Ecole du Louvre: museologia al primo anno e storia dell’arte al secondo, con una specializzazione in ricerca artistica. altremuse nasce lì assieme a Sofia, mia compagna dell’Ecole, amica di numerosi pranzi in biblioteca. Ad Aprile 2020 mi chiama Sofia con questa idea: facciamo una serie di video sulla storia dell'arte. Il formato che trovate su IG è stato ideato insieme a Carlo, produttore, e Centrale Studio. Spulciando tra i contatti abbiamo poi completato il team con una art director, animatore, sound designer e SMM. Così abbiamo deciso di parlare di storia in modo pop, divulgando ciò che ci interessa e ricerchiamo vestite come se dovessimo andare fuori la sera: un’occasione per mostrarci, ma sempre raccontando qualcosa.

Covid Struggles: Intervista a Edi, co-fondatrice di Altre Muse
L'appartamento di Edi, cofondatrice di altremuse

Come spiegheresti quello che fate ad una persona che non ci capisce niente? Una persona pre-internet, pre-meme, pre-pop e pre-anni ‘90 addirittura.
Beh, è molto divertente questa domanda, perché da svariati anni mia mamma e mia nonna sostengono che io debba fare domanda alla Rai. A loro rispondo che il mio è un progetto di divulgazione scientifica. In fondo, la divulgazione culturale si è sempre fatta in modo leggero: penso ai programmi per bambini e ragazzi, esistenti all’incirca da quando la TV stessa esiste.

L’aspetto più interessante è stato notare le caratteristiche di chi studia storia dell’arte oggi, dei “nuovi giovani”: sono spesso ragazze, persone queer, tutt* caratterizzat* da un’estetica molto particolare. Perché quindi continuare a far finta di essere noiosissimi topi da biblioteca? È da tantissimo tempo che la realtà non è più quella. Il fatto di “sembrare ser*” per legittimare quello di cui si sta parlando è abbastanza fuori moda.

Siamo nell’epoca delle fake news: sdoganiamo la finta serietà dell’accademico. Serio non significa vero, e viceversa. I dandies, Goethe e gli appassionati di arte in generale sono sempre stati tutti un po’ dei freaks. Le persone interessate all’estetica considerano arte, moda e letteratura un tutt’uno, e così si rapportano anche verso i nuovi media, o almeno dovrebbero.

Quello che facciamo io e Sofi aspira a diventare letteratura artistica. Sono 100 anni che si parla di comunità, rituali, vestiario e non solo di estetica, quando si parla di storia dell’arte. Inoltre, se hai a che fare con l’arte, specialmente contemporanea, la presenza social è fondamentale. Instagram è diventata ormai una piattaforma dove l’arte viene prodotta e diffusa costantemente. Se non sai cosa accade ti manca un pezzo fondamentale.

L’arte non è né solamente qualcosa che viene venduta per milioni di dollari, né quella presente nei musei o sulle cartoline. Con altremuse vogliamo avvicinare persone interessate a discorsi laterali, di tutte le tipologie, di tutte le paste e inclinazioni. In questo modo io posso continuare a fare ricerca, cioè quello che amo, e ne sono infinitamente grata.

Covid Struggles: Intervista a Edi, co-fondatrice di altremuse
L'appartamento di Edi, cofondatrice di altremuse

Cosa ti ha portato via il Covid (lavorativamente e personalmente) in questi mesi così difficili?
Mi mancano i concerti, lo ammetto. Specialmente i concerti italiani a Parigi. Myss Keta sulla Senna. Vedere l’Italia dall’estero con altri italiani è incredibile. Una visione differente. E poi non avere la biblioteca aperta, perché è come se mi mancasse il pavimento sotto i piedi. Il campus Einaudi, la Biblioteca Nazionale e Palazzo Nuovo (dove ho lasciato il cuore nella sessione di storia dell’arte): questi sono i miei luoghi.

Quando siamo sul web abbiamo percezioni espanse ma limitate, ed il cinema, così come un libro o un concerto, rimangono ancora le uniche esperienze di immersione totale fruibili da parte dell’essere umano. Io sono comunque sempre online, differentemente da alcune mie compagne moderniste non appassionate ai meme, però rimango un topo da biblioteca che ama le chiacchiere.

Covid Struggles: Intervista a Edi, co-fondatrice di altremuse
Edi, cofondatrice di altremuse

Cosa credi che manchi oggi in Italia?
Lo sviluppo della ricerca. Da straniero, in particolare, hai paradossalmente più possibilità di lavorare su tematiche legate alla tua cultura nazionale. Il primo anno all’Ecole ho lavorato sulla ricezione di Aby Warburg, nato antropologo, considerato storico delle immagini che confrontando immagini e andando oltre spazio e tempo ha creato un nuovo immaginario. Il secondo anno invece ho esplorato Einaudi e il suo lavoro sulla storia dell’arte a Torino, tra cui la traduzione del libro Storia sociale dell’arte di Arnold Hauser, un vero pioniere.

Covid Struggles: Intervista a Edi, co-fondatrice di altremuse
Un dettaglio dell'intervista a Edi, cofondatrice di altremuse

Ci puoi lasciare con delle canzoni, libri, e film?
Come letteratura accademica, consiglio Arte e anarchia di Edgar Wind (1963), Perché non ci sono state grandi artiste donne di Linda Nochlin (1971) e Museologia radicale di Claire Bishop (2017). Romanzi invece, La monaca di Denis Diderot (1780), Kitchen di Banana Yoshimoto (1988) e I love dick di Chris Kraus (1997). Per quanto riguarda la musica, consiglio The Man Who Sold the World di David Bowie (1970), Aventine di Agnes Obel (2013), 1992, Princess Nokia (2017). Concludo poi con i miei film preferiti: Amore tossico di Claudio Caligari (1983), Tutto su mia madre di Almodovar (1999) e Liberté di Albert Serra (2019).

Covid Struggles: Intervista a Edi, co-fondatrice di altremuse
L'appartamento di Edi, cofondatrice di altremuse
Covid Struggles: Intervista a Edi, co-fondatrice di altremuse
L'appartamento di Edi, cofondatrice di altremuse
Covid Struggles: Intervista a Edi, co-fondatrice di altremuse
Edi, cofondatrice di altremuse
Covid Struggles: Intervista a Edi, co-fondatrice di altremuse
L'appartamento di Edi, cofondatrice di altremuse

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Crediti

Testo di Amanda Ballerini
Fotografie di Giulia Bernardi

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