I fashion moments che hanno definito il 2020

Dall'impatto del movimento Black Lives Matter all'inclusività delle fashion week genderless, ripercorriamo le news che hanno stravolto la moda per come la conoscevamo.

di Carolina Davalli
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17 dicembre 2020, 5:00am

Best of 2020: un nome una garanzia. Dalla musica alla moda, passando per cinema e cultura, in questa rubrica di fine anno vogliamo ripercorrere i momenti e i personaggi più interessanti del 2020, l’anno più strano della storia.


Tutto può evolvere, cambiare, rivoluzionarsi. Nel corso del 2020 ogni settore, compreso quello della moda, ha dovuto prendere decisioni repentine e implementare cambiamenti radicali. Una scossa, quella generata dal Covid-19, che nel bene e nel male renderà indimenticabile l’inizio del nuovo decennio.

Dall'impatto del movimento Black Lives Matter all'inclusività delle fashion week genderless, ripercorriamo le news che hanno stravolto la moda per come la conoscevamo, selezionando alcuni fashion moments che hanno definito il 2020—potenzialmente cambiando il corso della moda per come la conoscevamo.

Qui ne trovate 9, ma diteci voi quali abbiamo dimenticato via DM.

In ordine semi-cronologico, ecco gli eventi che, secondo noi, hanno segnato il sistema della moda nel 2020

1) L’industria ha ammesso di avere un enorme problema con la diversity

La rivoluzione più importante di quest’anno nella moda è stata innescata dalle proteste del movimento Black Lives Matter.

Finalmente abbiamo parlato di diversity nell’industria della moda con serietà e franchezza, affrontando conversazioni scomode, ma necessarie.

In Italia, grazie soprattutto a personalità di spicco come Stella Jean, Michelle Ngomo ed Edward Buchanan, il cambiamento sembra finalmente essere arrivato. Molti brand si sono fatti avanti per instaurare un dialogo onesto sul tema, mettendo in discussione le proprie strutture gerarchiche e lavorando per una maggiore diversity dei loro team, dietro le quinte così come sotto i riflettori.

Certo, la strada da fare è ancora molta, ma we’re here for it.

2) Raf Simons Co-Direttore Creativo di Prada

Le voci di corridoio sono diventate realtà: Raf Simons affianca la Signora Prada nella direzione creativa del brand milanese. Cosa ci aspettavamo dal loro debutto congiunto, la S/S21? Magia. Cos’è stato realmente? Magia.

Un primo esercizio ha dimostrato come due menti unite (e che menti!) possano raggiungere risultati sbalorditivi e inaspettati, sia a livello compositivo che concettuale.

3) Le reazioni della moda al Coronavirus

Possiamo ricordare il 2020 come l’anno in cui scoppiò l’emergenza Covid-19 e il caos regnò sovrano, ma è anche stato un momento di grande solidarietà condivisa. Molti tra i più grandi player del settore moda hanno affrontato la pandemia mettendo in atto azioni umanitarie, donazioni e interventi

immediati.

Vedere brand, aziende e gruppi agire all’unisono è stato un segno importante dell’influenza positiva che può esercitare questo settore, spesso (a ragione) accusato di poca sensibilità per i fatti del mondo.

4) La LFW è stata per la prima volta un evento digitale e gender neutral

Per la prima volta nella storia delle Fashion Week, la metropoli inglese ha deciso di rispondere alla pandemia organizzando una serie di eventi digitali che unissero le collezioni womenswear e menswear dei brand in calendario.

L’evento ha lasciato spazio a molti nomi di nicchia, giovani e indipendenti, rendendo questo esperimento uno dei futuri possibili della presentazione delle collezioni di moda online.

5) Armani trasferisce le sedi di Armani Privé a Milano

Tra le molteplici decisioni rivoluzionarie prese da brand e grandi gruppi durante la pandemia, sicuramente le iniziative di Giorgio Armani meritano un posto a parte. Tra i primi a sfilare a porte chiuse, tra i primi a fare donazioni consistenti per far fronte all’emergenza, il designer non ha lesinato su sicurezza dei dipendenti e visione d’insieme.

A inizio maggio, anticipando il trend del ritorno in patria di qualche settimana, ha inoltre annunciato che, a partire da gennaio 2021, anche le collezioni Armani Privé verranno presentate nell’iconico Palazzo Orsini di via Borgonuovo, nella storica sede milanese della casa di moda. Una scelta che segna la fine di una tradizione e apre nuovi spiragli futuri per la moda italiana.

6) Esce “Supreme Models”, il libro su 70 top model nere

Supreme Models vuole mettere fine all’era in cui ogni nuovo volto nero è una novità o un token, dando il via a una nuova industria della moda inclusiva e aperta.

Il libro fotografico raccoglie interviste e foto delle modelle nere pioniere dell’inclusività, per un totale di 70 protagoniste, coprendo un arco di tempo che va dalla fine degli anni ‘40 a oggi, presentate in ordine cronologico e alfabetico, quasi fosse un’enciclopedia illustrata delle donne che hanno scritto la storia della diversity nell’industria.

7) La prima collezione di Matthew Williams per Givenchy

A giugno 2020 Matthew Williams è stato nominato direttore creativo della casa di moda preferita da Audrey Hepburn, proprio nel bel mezzo di un lockdown globale.

Generatore di hype per antonomasia, Williams ha rivoluzionato l’estetica del brand, rendendo virale la sua collezione di debutto—tra le più desiderate della stagione.

8) Gucci: Overture Of Something That Never Ended

Dopo le 12 ore di streaming di Gucci Epilogue, Alessandro Michele ha dovuto riflettere su come creare un altro evento che fosse allo stesso livello, o persino lo superasse in termini di innovazione e creatività.

Dunque, che fare se non un festival di cinema della durata di cinque giorni, con 7 episodi speciali girati da Gus Van Sant e interpretati da Silvia Calderoni, sessioni di talk non-stop e la presenza di ospiti speciali e brand emergenti? A posteriori possiamo dirlo: Alessandro Michele può tutto.

9) Moncler acquista Stone Island

È notizia di pochi giorni fa: due realtà emblema dell’imprenditoria di moda del nostro paese sono diventate una cosa sola.

Moncler acquista Stone Island, dando inizio a un progetto di portata colossale, con l’obiettivo di “sviluppare insieme una nuova visione di lusso, uniti dalla filosofia beyond fashion, beyond luxury.” Non vediamo l’ora di vederne i risultati.

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