"Incanto" non è solo una mostra, è un portale verso un mondo fantastico, surreale e spiazzante

Tra magia nera e incubi surreali, Irene Montini e Rocco Gurrieri ci trasportano in ambientazioni al limite del fantastico, che diventano passaggi verso altri mondi.

di Carolina Davalli
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28 settembre 2020, 8:17am

Fotografia di Irene Montini con 

Rocco Gurrieri

Se c’è un qualcosa che non smette mai di affascinare delle favole, è la loro qualità metaforica e allusiva, che determina come le percepiamo nel tempo. Pensateci, è spiazzante leggere un libro per bambini in età adolescenziale, lo è ancor di più leggerlo da adulti, ed è forse impossibile riuscire a entrarci quando si è anziani. Un po’ è come se quelle favole crescessero con noi, diventando sempre più complesse, sempre più cariche di esperienze, al punto da diventare inaccessibili, o semplicemente troppo intricate da decodificare.

È così che finiamo a piangere al cinema guardando un film della Pixar e sentiamo quasi il nostro cuore scricchiolare come le ossa de La Sirenetta in mezzo alla schiuma delle onde; e anche se non capiamo fino in fondo dove e come nascano queste sensazioni, allo stesso tempo le captiamo nella loro versione più diretta, immediata, lasciando che quelle storie sostituiscano per un attimo il glossario del nostro linguaggio emozionale.

In particolare, sono le immagini delle favole (mentali o reali) a metterci al cospetto della nostra percezione, gonfiandola e confondendola, capaci di giocare con lo spettro della nostra sensibilità, inquietandoci, distraendoci, per poi farci fissare su un dettaglio o un oggetto, che improvvisamente diventa la chiave di tutto.

Irene Montini e Rocco Gurrieri con le loro opere narrano questo tipo di favole, e le raccontano sotto forma di immagini e film dal 2017, anno in cui hanno iniziato la loro collaborazione artistica. Incanto è l’ultimo progetto del duo, una serie fotografica e un short movie con cui ci trasportano in mondi inquietanti e ineffabili, dominati da sussurri, prospettive off e personaggi inusuali.

In ogni scatto sembra che qualcosa non vada, che ci sia una sorta di entità a governarlo, al di là dell’intenzione degli autori, che i dettagli surreali, come api, ciocche di capelli e carne macinata, siano stati inseriti apposta come indizi per accedere allo step successivo, simboli da tenere a mente per quando saranno necessari. Incanto, ora in mostra al Museo del Novecento di Firenze, è un esperimento cinematografico e visivo che si sviluppa tra una galleria fotografica e una sala cinematografica. Perno della narrazione è proprio il film, che si trova a dialogare con la scultura di Matteo Pucci, una “pianta aliena” che diventa il portale magico tra mondi nascosti.

Ispirati dalle atmosfere dei quadri di Hieronymus Bosch, dalle allucinazioni di Alice nel Paese delle Meraviglie e da maestri del sogno come David Lynch e Fellini, gli scatti di Incanto ci trasportano in quelle terre che abbiamo conosciuto nei nostri incubi, o in quei ricordi che non sappiamo bene se abbiamo vissuto per davvero o se ce li siamo solo immaginati.

Dal 25 settembre puoi visitare “Incanto” presso il Museo del Novecento di Firenze, trovi tutte le informazioni qui.

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​Fotografia di Irene Montini
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​Fotografia di Irene Montini
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Crediti

Testo di Carolina Davalli

Per Incanto
Art direction di Irene Montini e Rocco Gurrieri
Fotografia di Irene Montini
Assistenti alla fotografia Rocco Gurrieri e Matteo Pucci
Production design di Matteo Pucci
Styling Elena Sofia Barneschi e Irene Montini
Make-up di Alice Imbriani
Modelle Eugenia Belli, Carlotta Chiocchini, Bianca Panconi e Elena Sofia Barneschi
Moda Vivetta, Greta Boldini, Prada, Lurline
Prodotto da Museo Novecento Firenze

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