Incontriamo tre giovani fotografe con modi di vedere unici

L’ultimo capitolo di Future NOW! indaga il modo in cui Christina Nwabugo, Stella Asia Consonni e Steph Wilson hanno adattato la loro creatività alla vita in isolamento.

di Jack Sunnucks
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03 agosto 2020, 2:13pm

Per l’ultimo capitolo di Future NOW!, i-D e Tiffany &Co. hanno chiesto a tre fotografe emergenti di esplorare l’arte dell’autoritratto in relazione alla creatività durante l’isolamento.

Christina Nwabugo, Stella Asia Consonni e Steph Wilson ci hanno fatto entrare nelle loro case e nei loro quartieri di Londra per spiegarci come la loro visione creativa sia cambiata negli ultimi mesi, cosa significa essere le protagoniste del loro stesso lavoro, e quali sono le loro speranze per il futuro.

Dalla casa di Steph che ricorda una rigogliosa foresta pluviale, alla sala degli specchi di Stella, passando per i mercatini dell’East London di Christina: ognuna di queste fotografe ci ha regalato un intimo ritratto del suo mondo personale, raccontandoci visivamente come lo percepiscono e quali sono gli elementi che le circondano. Analizzare i loro percorsi tutt’altro che convenzionali, e quindi avere un’idea di ciò che significa intraprendere una carriera nel mondo delle arti, potrebbe essere d’ispirazione per altri fotografi e creativi emergenti. “Spero che ciò che ho fatto rafforzi il messaggio che voglio trasmettere e mostri chi sono veramente,” dice Christina. “Perché merito di avere le stesse opportunità di tutti gli altri.”

Scopriamo insieme il modo in cui vedono il mondo, allora.

Steph Wilson

Steph vive in una vecchia chiesa ricca di verde, molto più verde più di quanto penseresti fosse possibile in un appartamento a Londra. Insieme a lei ci sono i suoi canarini e i suoi due cani, Ham e Flower. Prima di diventare una fotografa, Steph esprimeva la sua creatività attraverso la pittura, passione che continua a portare avanti come hobby personale e che ispira i suoi lavori irreali e in qualche modo incantevoli.

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So che la tua casa è piena di foglie, puoi raccontarci come è diventata così?
In questo momento sono seduta sotto un’enorme pianta; sembra una parrucca gigante, è simile a un girasole. Ho una teoria a riguardo, anche se non so se è vera: soffrivo di attacchi di panico e ansia, e vivendo in un appartamento mi sono resa conto che se mi circondo di verde, posso crearmi un’oasi di calma e serenità ovunque. Soprattutto se vivi in città, essere vicini alla natura è importante e una pianta in un vaso è il modo migliore che ho per farlo.

Ci parli della voliera che hai in casa?
Circa due anni fa ho salvato un canarino, e dato che ho sempre desiderato una voliera, ho deciso di costruirgliene una. L’autoritratto che ho realizzato per Future NOW! l’ho scattato prprio dentro la voliera. Ci sarò entrata e uscita almeno 30 volte per sistemare la macchina fotografica.

Com’è che dalla pittura sei passata alla fotografia?
Inizialmente scattavo fotografie per poi riprodurle nei miei dipinti, quindi è sempre stato un qualcosa che facevo inconsciamente, senza rendermi conto che fosse una forma d’arte in tutto e per tutto. In un’ottica purista, sento ancora che la fotografia venga dopo la pittura però.

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Che ruolo hanno gli autoritratti nei tuoi lavori?
Ho realizzato molti autoritratti durante il lockdown, dopo una lunga discussione interiore, mi sono detta sinceramente: “ Voglio far parte della marea di ritratti mediocri di moda ora che ritraggono persone nei loro appartamenti con l’espressione incavolata?... No, non è quello che farò”.

Ho pensato che sarebbe stato interessante testimoniare a modo mio lo zeitgeist creativo: tutti lo stanno facendo e ciascuna interpretazione sarà diversa, non farlo sarebbe stato quasi più presuntuoso dell’atto in sé.

Alla fine, è stato divertente perché avevo il controllo su tutto. Non dovevo avere a che fare con editor, fashion designer o team creativi che mi assillavano su cose su cui non ero d’accordo. Finalmente potevo essere strana quanto volevo.

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Com’è cambiato il tuo processo creativo durante il lockdown?
È stato bello mettermi alla prova con l’autoritratto. Ho scoperto che mi piace, e penso che continuerò a farli anche una volta finito il periodo di lockdown. Trovo interessante l’idea che prima o poi sarò una 90enne con una mensola piena di autoritratti sorprendentemente ben curati. Sarebbe una cosa divertente da portare avanti per tutta la vita. Sperando di non annoiarmi, ma credo che non accadrà, perché succedono sempre cose nuove nella vita di ognuno di noi che posso raccontare attraverso i miei autoritratti.

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Ora vivo con il mio partner, Tom. Lui è un paesaggista, e in questo periodo mi ha fatto avvicinare al mondo outdoor, anche se io sono più una creatura d’appartamento. Stiamo pensando di prendere una casa in campagna e renderla un paradiso terrestre con voliere in giardino, un po’ come se fosse il nostro progetto insieme. La vita è bella, anche se negli ultimi mesi è stata una vita spenta e molto strana.

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Cosa ti dà speranza?
Stare da sola mi ha fatto capire quanto sia importante non solo sopportare la nostra stessa compagnia, ma anche godercela. Adoro starmene per conto mio. La quiete e la pressione sociale possono andare a farsi benedire!

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