Fotografia di Warner Brothers/Getty Images.

Ode a Shelley Duvall, protagonista di "Shining" e inconsapevole icona di stile anni '70

La "Twiggy del Texas" è stata un simbolo della moda americana, senza averci neanche mai provato davvero.

di Nicole DeMarco
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07 luglio 2020, 9:06am

Fotografia di Warner Brothers/Getty Images.

Forse uno dei dettagli più interessanti della figura di Shelley Duvall è il fatto che la sua fama da star di Hollywood degli anni '70 sia dovuta a una pura casualità. Cresciuta in Texas, sognava di diventare una scienziata, prima che il regista Robert Altman la incontrasse a una festa a Houston e la ingaggiasse per la sua commedia Anche gli uccelli uccidono. Il duo avrebbe poi lavorato insieme su molti altri film, incluso Tre donne, con cui Duvall ha vinto il premio come Migliore Attrice a Cannes nel 1977.

Soprannominata la "Twiggy del Texas" per i suoi occhioni, la personalità eccentrica e il carisma di Duvall le hanno permesso di interpretare i ruoli più vari durante la sua carriera. “È impossibile paragonarla ad altre attrici,” ha scritto il critico cinematografico Roger Ebert, che l'aveva intervistata subito dopo l'uscita di Shining nel 1980. “In tutti i ruoli che interpreta, c'è una sorta di apertura da parte sua, come se non ci fosse assolutamente nulla a ostacolare il contatto tra il suo volto e i nostri occhi-–nessuna macchina, nessun dialogo, trucco, metodo di recitazione--e sembra essere spontaneamente e interamente dentro il personaggio.”

In occasione del compleanno di Duvall e dei 40 anni del leggendario horror firmato da Stanley Kubrick, prendiamo un momento per analizzare alcuni dei suoi ruoli e look più iconici, che hanno inevitabilmente reso l'attrice una delle icone dello stile anni '70.

Brewster McCloud, 1970
Il primo ruolo interpretato da Duvall è stato quello di Suzanne Davis, una pilota part-time di macchine da corsa e l'amante segreta del solitario Brewster, personaggio principale della commedia sperimentale firmata da Altman, Anche gli uccelli uccidono. I suoi look vanno dal completo da "pagliaccio" alla classica T-shirt a righe rosse e bianche, spesso indossata come vestito, il tutto completato da un trucco alla Twiggy—dettaglio che le ha fatto ottenere il titolo di "Twiggy del Texas". Altman ha conosciuto la stupenda universitaria 20enne a una festa, e le ha chiesto subito di partecipare al suo prossimo film. "Ho pensato: 'Oh, no, un film porno!' perché quando avevo 17 anni ero stata approcciata in un negozio proprio per quel motivo," ha raccontato ad Andy Warhol. Ma mentre stava filmando Anche gli uccelli uccidono, Duvall ha deciso di firmare un contratto da attrice per 5 anni senza alcun ripensamento.

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Fotografia di Bert Stern/Condé Nast via Getty Images.

Vogue, 1971
Per promuovere il debutto di Duvall in Anche gli uccelli uccidono, l'attrice è stata fotografata da Bert Stern, facendo il suo debutto nella moda sulle pagine di Vogue. Lo shoot era chiaramente ispirato ai colori e all'estetica giocosa del film, non dissimile guardaroba privato di (dopotutto, ha indossato un vestito rosa acceso, stivali verdi e uno scialle di seta verde per conoscere Warhol). Qui ha un vestito in maglia color crema, calze a maglia arancioni con un motivo quadrato, stivali allacciati con la punta viola. E, ovviamente, quelle ciglia.

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Immagine via Pinterest

Nashville, 1975
Prima di conoscere Altman, Duvall non aveva mai lasciato il Texas. Ma da quando è diventata una delle muse del regista ha iniziato a girare il mondo per lavorare ai vari film, come I compari (1971), Gang (1974) e la commedia cult Nashville (1975). In quest'ultimo, Duvall interpreta una giovane groupie di musica country chiamata L.A. Jane, con un amore spassionato per i crop top, i pantaloncini micro in patchwork e delle zeppe che sarebbero perfette ancora oggi per una gita al Coachella. "Bob ha ottenuto la mia fiducia fin dall'inizio," ha detto a Ebert. "Mi ha incoraggiato a essere me stessa di fronte alla videocamera, a non frequentare lezioni di recitazione e a non prendermi mai troppo sul serio. Quando interpreto un personaggio, in quel momento non esiste nient'altro."

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Fotografia di Herbert Dorfman/Corbis via Getty Images.

3 Women, 1977
L'idea per Tre donne è venuta ad Altman in sogno, e anche lo styling de film sembra provenire da una dimensione onirica: Shelley Duvall e Sissy Spacek indosano in abiti leggeri e raffinati, con una nonchalance simile a quello della collezione di Jacquemus La Bomba -- un'attitudine tanto amata allora quanto oggi. In questo thriller psicologico avant-garde, Duvall e Spacek interpretano due coinquiline, entrambe massaggiatrici di una spa a Palm Springs, con uno stile impeccabile in ogni singolo frame. Anche se il film non ha proprio sbancato al botteghino, è stato acclamato dalla critica, ed è grazie a quel film che Duvall ha vinto il premio come Migliore Attrice al Festival di Cannes del 1977.

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Fotografia di Ron Galella/Ron Galella Collection via Getty Images.

Stile Out-Of-Office anni '70 in California, 1979
Anche se i look che indossa nei film non sono passati inosservati, sono stati quelli fuori dallo schermo a renderla la perfetta ragazza di copertina anni '70. Che stesse lasciando l'aeroporto di Heathrow con il suo amico Ringo Starr indossando un cravattino texano per stringere la camicetta, o che si stesse scatenando a una festa in un un maxi vestito floreale e cravatta in tinta insieme a Paul Simon nello Studio 54, tutti i suoi outfit sembrano essere estremamente spontanei. La star ha sempre evitato di l'indossare abiti appariscenti, anche alle première, dando la precedenza a salopette o completi in denim. Qui la vediamo camminare verso una pista da roller con il suo fidanzato, indossando dei jeans, una maglia a maniche lunghe a righe e un sandalo con zeppa.

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Fotografia di Michael Ochs Archives/Getty Images.

The Shining, 1980
Quello in Shining è probabilmente il ruolo più conosciuto che Duvall abbia interpretato, indimenticabile nel suo outfit a strati con maglione, camicia e salopette. Ma recitare in questo film è stata tutt'altro che un'esperienza piacevole per l'attrice. Entrare nella parte di Wendy Torrance, il cui marito (Jack Nicholson) diventa un killer terrificante, è stato un processo "quasi insostenibile," poiché si dice che Stanley Kubrick sia stato egualmente intransigente con lei sul set--a tal punto da farla sentire abbandonata e terrorizzata, proprio come Wendy. "Sono stata davvero male a livello di salute mentale, e lo stress di quel ruolo era davvero pesante,” dichiara in The Complete Kubrick. “Stanley mi spingeva per portarmi all'estremo, come nessun altro aveva mai fatto. È il ruolo più difficile che abbia mai dovuto interpretare.” Dopo il film, Duvall è tornata da Altman per interpretare Olivia di Braccio di Ferro, affianco a Robin Williams.

Il Nel regno delle fiabe di Shelley Duvall, anni '80
Dal 1982 al 1987 Duvall ha creato, prodotto e presentato la sua serie televisiva Nel regno delle fiabe, aprendo tutti gli episodi con la stessa frase: "Hello... I'm Shelley Duvall." Quasi 30 anni dopo, hanno iniziato a girare su Internet delle vere e proprie compilation di quel famoso incipit, con una rassegna dei suoi outfit più iconici in pieno stile anni '80 -- forse troppe spalline imbottite -- che hanno immortalato anno per anno le sue scelte di outfit, confermandola nuovamente un'icona di stile.

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK

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