C'è un nuovo brand di intimo sostenibile in Italia, ed è poesia pura

Disegnato e cucito dalla 23enne Alice, Softandwet è la prova che c'è un mondo di brand fighi e sostenibili là fuori.

di Giorgia Imbrenda
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25 giugno 2020, 4:00am

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Alice, designer e fondatrice del brand di intimo Softandwet. Ve ne parliamo perché spesso abbiamo l'impressione che trovare brand sostenibili e fighi in Italia sia impossibile, ma Softandwet è la dimostrazione che esistono eccome. Basta saperli trovare (ma, per fortuna, questo lo facciamo noi).

Nata e cresciuta a Venezia, Alice ha trascorso un periodo a Londra che è stato per lei una sorta di epifania, convincendola che sì, fondare il suo brand a 23 anni era la scelta giusta. Qui ci racconta come lo ha sviluppato, quali sfide ha dovuto affrontare e cosa cerca di comunicare attraverso lingerie sostenibile, handmade e adatta a tutti i tipi di corpo.

Intervista softandwet rubrica Rebel Label

Ciao Alice, raccontami di te. Chi sei e da dove vieni?
Mi chiamo Alice, ho 23 anni e sono nata e cresciuta vicino a Venezia. Ho vissuto un paio d’anni a Londra ed ora sono di nuovo qua, a casa, in Italia.

Com’è nata la tua passione per la moda? E come sei poi riuscita a trasformare una passione in un brand a tutti gli effetti?
È una passione che ho da sempre, ma che ho preso sul serio solo negli ultimi tempi. O meglio, non credevo sarebbe mai diventata il mio lavoro. Non ho frequentato scuole o corsi di moda. Per me la svolta è avvenuta mentre vivevo a Londra, dove ho incontrato persone come me, che hanno avuto il coraggio di darsi una possibilità e che non hanno desistito davanti a ciò che desideravano. Ho iniziato imparando a cucire a casa e condividendo le mie prime creazioni su Instagram. Da lì è nata una pagina dedicata, che oggi è un piccolo business a tutti gli effetti.

Intervista brand intimo sostenibile Soft and Wet per la rubrica Rebel Label

E come mai l’idea di creare un brand di intimo?
L’intimo è il primo capo che una donna indossa e l’ultimo che toglie, è quello più personale, l’intimo è intimo. L’accettazione di noi stesse parte proprio da quel primo momento, se ci si sente bene da soli davanti al proprio specchio ci si sente bene poi con qualsiasi altra cosa si indossi. Era per me importante creare qualcosa che facesse sentire a proprio agio altre ragazze, come il brand ha fatto per me, e ritengo sia fondamentale per un brand di intimo entrare a far parte di quel momento personale nel modo più rassicurante, inclusivo, confortante e rispettoso possibile.

Qual è stato il primo pezzo in assoluto del tuo brand?
Il primissimo pezzo ufficiale è stato lo slip bianco in seta. Al tempo avevo appena imparato a cucire e fino ad ora ho sempre continuato a confezionare personalmente ogni set. L’esperienza mi ha insegnato a far di meglio, ma in quel momento ne ero comunque molto fiera. La mia prima cliente è stata una delle mie migliori amiche: supportarsi a vicenda può davvero fare la differenza all’inizio di qualsiasi progetto. Ora con me lavora anche uno dei miei amici più stretti, Luca, che mi aiuta a gestire il business.

Intervista brand intimo sostenibile Soft and Wet per la rubrica Rebel Label

Come descriveresti la tua estetica?
L’estetica di softandwet è rilassata, delicata, ma anche consapevole e sensuale. Semplice ma desiderabile. Credo di potermi spiegare meglio così: immagino che una ragazza possa indossare un set softandwet in una mattina soleggiata di un giorno off. Quelle mattine in cui si ascolta la musica in camera e ci si fa una maschera per coccolarsi. Per me, softandwet è un po’ come un extra step di self-care.

Chi è la ragazza "softandwet" e qual è la tua idea di body positivity?
In realtà qualsiasi ragazza è softandwet e softandwet è qualsiasi ragazza. Voglio immaginare chi indossa softandwet come una ragazza che impara a conoscersi e riconoscersi bella, che si sente a proprio agio e che vive con determinazione. Credo sia importante aspirare a questo, mi rendo conto però che è un processo che può essere lungo. Sarei onorata di essere, attraverso softandwet, anche solo un passetto verso quell’obiettivo.

Intervista brand intimo sostenibile Soft and Wet per la rubrica Rebel Label

Parlaci della scelta dei materiali e del tuo processo creativo.
Le prime scelte che ho fatto sono state principalmente tre: costruire un brand sostenibile, affidarmi ai prodotti del territorio e alle capacità di chi ci lavora. La seta che utilizziamo è prodotta in Italia, non è la più comune ma è per noi una garanzia. Abbiamo appena introdotto anche del cotone riciclato al 100%, sempre prodotto in Italia, che usiamo nei tasselli dello slip e che utilizzeremo presto per dei nuovi capi. Tutti i nostri set sono comunque prodotti in quantità limitate, ora sono nelle mani di un piccolo laboratorio vicino casa. Il nostro obiettivo è di non avere pezzi immobili o inutilizzati, di evitare gli sprechi, di creare dei pezzi che non siano meramente stagionali e che possano rimanere il più a lungo possibile nei nostri cassetti.

I tuoi capi riescono a valorizzare ogni corpo e ogni forma. Come lo ottieni a livello di design, tessuto e realizzazione?
Cerco semplicemente di realizzare dell’intimo che io per prima indosserei e che non comprometta né la comodità né l’aspetto finale estetico. Tengo sempre in ampia considerazione la comodità del capo, voglio creare dei pezzi morbidi (soft appunto), piacevoli da indossare, che non lascino fastidiosi segni sulla pelle. L’arricciatura che li caratterizza permette loro di adattarsi ad ogni corpo, e la seta che utilizziamo contiene una piccola percentuale di stretch. La seta è un tessuto naturale e delicato al tatto, accarezza la pelle ed ha delle proprietà termiche che bilanciano la temperatura del nostro corpo.

Intervista softandwet rubrica Rebel Label

C'è un personaggio, reale o inventato, del presente o del passato, che credi rappresenti i codici estetici del tuo brand?
Credo che i codici estetici del mio brand possano essere rappresentati da Arwen, l’elfa interpretata da Liv Tyler nella trilogia de “Il signore degli Anelli” di Tolkien. Adoro in primis il rapporto che gli elfi di quei racconti hanno con la natura, dalla quale molto spesso io prendo ispirazione, ed in secondo luogo rispecchia quella bellezza senza tempo alla quale vorrei si avvicinassero i miei pezzi.

Come hai sviluppato la comunicazione del brand? Quanto sono importanti i social per un progetto emergente?
Credo che al giorno d’oggi i social abbiano un ruolo essenziale. Secondo me, oltre allo sviluppo dell’idea in se stessa e dei valori di un brand, il pensiero successivo va necessariamente alla parte di strategia social. Credo sia il metodo più veloce e semplice di condividere un progetto quando ancora non si hanno le possibilità per andare oltre. Permette di mettere in mostra le proprie idee in una vetrina davanti alla quale un numero potenzialmente infinito di persone possono passare di fronte, e se il prodotto è bello si farà notare.

Intervista softandwet rubrica Rebel Label

Cosa c'è nel futuro del tuo brand? E dove ti vedi tra 5 anni?
Spero che softandwet continui la sua crescita, o meglio spero di continuare a crescere con softandwet, e di creare pezzi senza tempo. Ho tante idee che non vedo l’ora di poter realizzare, non solo riguardanti l’intimo. Mi piacerebbe collaborare con diversi artisti e prendere in considerazione altri materiali riciclati. Penso che la fashion industry stia evolvendo ancora troppo lentamente e sarebbe un sogno contribuire, anche solo in piccola parte, a questo cambiamento necessario. Spero davvero che ci sia in futuro un’industria meno ossessionata dallo sfrenato produrre e un interesse più profondo e rispettoso dell’ambiente e del riciclo. Tra 5 anni spero di non essermi arresa e di poter raggiungere tutti questi obbiettivi.

Intervista softandwet rubrica Rebel Label
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Crediti

Testo Giorgia Imbrenda
Immagini su gentile concessione di Softandwet

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