Immagini su gentile concessione di 

Aname

Attraverso immaginari surreali e inquietanti, Aname porta il design del gioiello nel 2020

Se hai visto il video "HARDCORE" di MYSS KETA, sai già di cosa stiamo parlando.

di Giorgia Imbrenda
|
18 settembre 2020, 11:38am

Immagini su gentile concessione di 

Aname

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Lucia Ferraro, che insieme alla sua sorella minore ha dato vita a un nuovo brand di gioielli: Aname.

Quando cresci con una madre orefice di gioielli contemporanei, fai continuamente la spola tra l’Italia e gli Stati Uniti e hai una naturale predisposizione alla creatività artigianale, è molto probabile che tutto questo sfoci in qualcosa d’impatto. E così è stato per la designer Lucia Ferraro, che ha subito imparato a progettare fuori dagli schemi, spingendo sempre più in là l’asticella delle collezioni del proprio brand. Creativo, giovane ed eclettico, ANAME è la nostra nuova ossessione. Così, abbiamo deciso di contattare Lucia per farci raccontare tutto di lei, della sua storia e di quella del suo marchio.

Rebel label Aname talenti emergenti giovani designer moda
Fotografia di Alberto Apelayo

Ciao Lucia, raccontami un po’ di te: qual è la tua storia?
Sono nata e cresciuta in una famiglia bilingue molto creativa: mia madre, Alberta Vita, è una designer ed esponente del gioiello contemporaneo; mio padre è un chiropratico americano. Siamo sempre stati divisi tra l’America e l’Italia, e mia sorella più piccola ora vive e lavora a New York. Dopo aver studiato lingue al liceo, mi sono spostata a Venezia per iniziare un percorso formativo come graphic designer, ma non avevo ancora ben chiaro in quale campo avrei voluto specializzarmi. Poco più tardi, ho trovato il coraggio di inserirmi nel mondo del lavoro come freelance, assistendo mia madre nel suo studio di oreficeria e design.

Com’è nata l’idea di fondare un tuo brand? Da dove nasce il nome _ANAME_**?**
Considero ANAME la mia creatura, nata in maniera abbastanza casuale. Un giorno una cliente chiese a mia madre di crearle un anello con un’iniziale, ma si tratta di un design lontano dal gioiello contemporaneo, e mia mamma si mostrò titubante. A quel punto, io e mia sorella Chiara ci siamo proposte di creare un'intera collezione a tema alfabeto, interamente personale e customizzabile, e da lì è abbiamo sviluppato tutto il progetto. Il nome “ANAME” è l’esito di un collegamento semantico col titolo della collezione originale, “ALPHABET”: ogni lettera dell’alfabeto è potenzialmente anche l’iniziale di un nome, e da qui “A Name”. Mi diverte sentire come le persone pronunciano il nome del nostro brand, ma non ne esiste una corretta: tutti possano pronunciare Aname a modo proprio, senza limitazioni.

Rebel label Aname talenti emergenti giovani designer moda

Come hai sviluppato la comunicazione del brand?
Ho iniziato acquisendo sempre più sicurezza nella mia sensibilità estetica, e poi tutto si è sviluppato molto spontaneamente. Punto su ciò che mi piace, senza pensarci troppo, agendo di getto ma prendendo sempre in considerazione anche altri punti di vista e altre percezioni. Una cosa fondamentale per me è guardarmi attorno e pormi molte domande. La nostra comunicazione è autentica, non targetizzata, ci teniamo a distanza dai meccanismi tipici del marketing.

I nostri design contengono un messaggio universale e sintetico che colpisce. Rimaniamo piacevolmente sorprese nel vedere che ogni giorno il nostro negozio online venga visitato da un pubblico nazionale e internazionale, diversificato per generi e fasce d’età. Il nostro obiettivo è quello di creare contenuti che possano far riflettere, ma soprattutto sorridere, prendersi con autoironia. Ci piace seguire lo sviluppo creativo e personale di chi indossa i nostri gioielli, osservando come li usa per creare una comunicazione propria.

Rebel label Aname talenti emergenti giovani designer moda
Fotografia di Alberto Apelayo

Qual è stata la fase più difficile nel fondare il progetto?
Persistere pur non avendo conferme immediate, andare avanti senza esitazioni nonostante le limitate capacità economiche e credere nella potenza del progetto, in un mondo saturo di progetti artistici e di design. Ma anche coordinare e selezionare le idee creative, stabilendo ritmi, logiche e metodi. Anche trovare collaboratori e collaboratrici in linea con la mia visione estetica è un aspetto essenziale del brand.

Quanto conta per te l’artigianalità?
La tradizione, l’autenticità e l’artigianalità sono letteralmente impresse sui nostri gioielli: tutti gli anelli portano il nostro marchio orafo PD-569 a garanzia del Made in Italy e della lavorazione artigianale. Siamo fortunate a vivere in un luogo che vanta una lunghissima tradizione orafa, ed è un punto di forza delle nostre collezioni. La nostra etica include il rispetto dei rapporti con i collaboratori, la trasparenza nella comunicazione con gli acquirenti, la puntualità e la precisione.

Rebel label Aname talenti emergenti giovani designer moda

Parlando della vostra ultima surreale e folle storia, volete spiegarcela meglio? Da dove avete tratto ispirazione e perché?
Ho tratto ispirazione dal momento emotivo e creativo che stavo vivendo. L’ispirazione può essere un sogno, una visione o anche la vita di tutti i giorni. Potrei riassumere lo shooting della storia, che abbiamo realizzato insieme ad Alberto Pelayo, con il manifesto della collezione e della campagna:

“Rinchiusi fra angoli circondati da pareti.
Separati dal contatto di corpo e di mente, esclusi dall'affetto ci aggrappiamo alla comunicazione virtuale.
Una verità è rivelata: la realtà non era che la nostra personale evasione, proiezione del nostro universo  inconscio.
Ci riconosciamo...anzi ci conosciamo!
e la rappresentazione virtuale diventa strumento creativo di espressione consapevole.
E diventiamo finalmente quello che siamo.
La percezione della realtà
Che ci congela alla luce del sole
Riflettendo i nostri sogni
Sulle onde più alte del mare.
Volti scompaiono
Mani comunicano
Scrivendo messaggi all'universo
Scattando l'ignoto.”

Rebel label Aname talenti emergenti giovani designer moda

C’è un personaggio, realmente esistente o inventato, che credi rappresenti i codici estetici del tuo brand e vorresti vestire a tutti i costi?
Il nostro obiettivo primario è sempre stato quello di rivolgere l’offerta a tutt*. Se potessi, vestirei tutt*, sempre.

Quando parliamo di visibilità, distribuzione e vendite, quanto conta Instagram?
Senza Instagram, probabilmente, non avremmo il seguito che abbiamo ora. È stato il social che in assoluto ci ha dato più visibilità e opportunità, sia dal punto di vista creativo che commerciale. Penso sia un ottimo mezzo, se si hanno la sensibilità e l’intelligenza di saperlo capire, gestire e portare avanti con onestà. Per noi oggi Instagram è essenziale anche nel processo di ricerca creativa, per individuare, conoscere e ingaggiare profili vicini alla nostra realtà.

Rebel label Aname talenti emergenti giovani designer moda
Rebel label Aname talenti emergenti giovani designer moda
Fotografia di Alberto Apelayo
Rebel label Aname talenti emergenti giovani designer moda

Rebel label Aname talenti emergenti giovani designer moda
Rebel label Aname talenti emergenti giovani designer moda

Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Fotografia di Alberto Apelayo

Segui i-D su Instagram e Facebook

Leggi anche: