POCHE e la solita storia del gender gap musicale, stavolta per davvero

Chiedimi se sono felice di trattare una musicista stilosa come una tigre del bengala: non sono rare né in pericolo di estinzione.

di Carlotta Magistris
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25 giugno 2021, 4:00am

Dalle chiacchiere da bar ai discorsi più tendenziosi da conferenza, l’assenza di nomi femminili nei credit della maggior parte delle produzioni di qualunque genere musicale è un dato piuttosto lampante. E quando invece accade, il dato viene incredibilmente enfatizzato, spesso andando a coprire l’intera validità del progetto con la bellezza della rarità del fatto.

Se questo, da un punto di vista ingenuo, può sembrare un modo di valorizzare la presenza femminile nel contesto musicale, in realtà non fa altro che alimentare un approccio discriminatorio e anti-normalizzante, creando nell’artista la sensazione di dover dimostrare di più rispetto alla prassi per raggiungere un certo tipo di credibilità—che poi diventa quasi mistificante.

Lo sappiamo bene soprattutto in Italia, e lo sa ancora meglio chi passa attraverso queste dinamiche ogni giorno per realizzare la propria creatività. Succede allora che un gruppo di musiciste e producer è andato un po’ oltre la chiacchiera da bar, e anche un po’ oltre il discorso incazzato, per fare qualcosa di più reale di un post sui social o di una intro di un articolo. Nasce così POCHE, collettivo e spazio inclusivo all’interno del mondo della musica, in cui figure che si identificano nel genere femminile possono interconnettersi e dare vita a progetti funzionali, attraverso un confronto diretto e di supporto reciproco.

A pochi giorni dall’evento di lancio della residency di POCHE a Radio Raheem, cerchiamo di capire meglio la visione che c’è dietro al progetto.

Intervista a Poche, il collettivo musicale composto da Elasi, Plastica, Whitemary, Idra, Kimerica, sul gender gap nell'industria musicale italiana

Ciao! L’idea di POCHE nasce da un episodio particolare, oppure è il naturale punto di arrivo di una serie di riflessioni?
Elasi:
Da entrambe le cose. Qualche mese fa, Plastica e io eravamo alla ricerca di producer con cui collaborare per un mio progetto di remix (non ancora pubblicato): ci siamo rese conto di conoscere solo produttori e quasi nessuna collega italiana. Da quel momento, abbiamo iniziato la nostra ricerca tramite un gran passaparola tra nostre conoscenze nel mondo della musica elettronica, creando una rete di connessione tra produttrici italiane. Questa ricerca è ancora in corso e siamo sempre aperte a nuove idee e collaborazioni. Le produttrici elettroniche in Italia sembrano essere poche, ma non è così: basta cercare bene, aprirsi alle novità e abbandonare i bias per scoprire tante gemme ancora nascoste.

Qual è l’esigenza e la visione che sta dietro al collettivo?
Elasi:
Ci piacerebbe costruire una scena che incoraggi le produttrici presenti e future a intraprendere questa carriera, per niente facile ma davvero preziosa. Siamo convinte che fare gruppo sia la chiave vincente per stimolarsi e aiutarsi a vicenda professionalmente. Ecco perché non perdiamo neanche un minuto a lamentarci di ciò che non funziona, ma cerchiamo di lavorare duro per creare e crearci occasioni che possano rendere il sistema musicale italiano più aperto alle novità e immune ai pregiudizi.

Intervista a Poche, il collettivo musicale composto da Elasi, Plastica, Whitemary, Idra, Kimerica, sul gender gap nell'industria musicale italiana
La modella indossa T-shirt MARIOS. Bikini top e cappellino Uncinetti Molesti. Pantaloni zebrati A Better Mistake. Orecchini Hannah Jewett. Anelli Chubbi Club.

Siete tutte musiciste? La riflessione da cui parte il collettivo si limita e focalizza a questo campo o si estende anche verso altri settori?
Whitemary:
Siamo tutte musiciste e producer. Abbiamo preferito partire da un campo più ristretto per non essere troppo dispersive. Ognuna di noi ha poi derive differenti: c’è chi fa sound design, chi musica da film, chi è anche dj, chi ha progetti artistici dal pop al clubbing. Siamo un gruppo molto variegato, ma con tanti aspetti in comune. Allo stesso tempo, però, il collettivo non è un gruppo chiuso e settoriale, e collaboriamo con tutte le altre realtà che circondano il mondo della musica, tra fotografia, styling, eventi, management, ufficio stampa. POCHE è un contenitore di artiste da cui attingere ma anche per dare e collaborare.

Qual è il vero problema della presenza esigua di figure femminili nella scena musicale? Vengono oscurate dal contesto oppure demotivate in partenza?
Idra: Non credo ci sia demotivazione, anzi. Oggi il gender gap sembra ridursi, ma non per una questione numerica. Per decenni le figure femminili hanno agito nell’ombra nel contesto musicale, ma sono sempre state tantissime—Daphne Oram, per citarne una, fu la pioniera della musica concreta negli anni ‘60 e costruì uno dei primi sintetizzatori elettronici. Oggi, credo che il vero problema risieda nella scarsa curiosità nei confronti di tutto ciò che è stato fatto dalle donne nel e per l’industria musicale. Progressivamente, si sta abbassando il muro del gender gap, aprendo gli occhi a chi lavora nel settore e permettendo alle artiste e producer di fare quello che in realtà hanno e abbiamo sempre fatto: musica.

Intervista a Poche, il collettivo musicale composto da Elasi, Plastica, Whitemary, Idra, Kimerica, sul gender gap nell'industria musicale italiana
La modella indossa hoodie A Better Mistake. Pantaloncini e Calze MARIOS. Orecchino Simon Craker. Occhiali LAMARCA. Platform in vinile dall'archivio della modella.

Il gender gap nell’industria musicale è particolarmente italiano o ha una portata universale?
Kim:
Contestualizzare il discorso di genere (nella musica, ma non solo) in Italia è importante, perché va di pari passo col dibattito sul gender gap e sulla nostra cultura in senso più ampio.

In altri paesi la situazione sembra migliore, per certi versi. Basta provare a pensare a un’artista donna di fama internazionale e chiedersi: “Se fosse stata in Italia, avrebbe avuto lo stesso successo? Avrebbe avuto le stesse possibilità?” 
Quando la risposta sarà sempre sì, saremo soddisfatte! Negli ultimi anni c’è molto fermento intorno alla questione, il che fa pensare che le cose possano migliorare.

Quali sono le strade che voi auspicate per sovvertire questa dinamica? L’atteggiamento è propositivo nel settore?
Plastica:
Questa dinamica è legata anche e soprattutto all’educazione che riceviamo, per questo ci piacerebbe trasmettere la passione per il nostro lavoro a future producer e musiciste: è importante che tutt* abbiano uguali possibilità di scelta e libertà professionale. In più, ci piacerebbe attivarci nel mondo degli eventi, diventando un punto di riferimento per chi ancora non sa bene come muoversi, creando opportunità di collaborazione. Mi sembra che ultimamente l’atteggiamento nel settore sia propositivo: non siamo le sole ad averci pensato, e ne siamo felicissime.

Intervista a Poche, il collettivo musicale composto da Elasi, Plastica, Whitemary, Idra, Kimerica, sul gender gap nell'industria musicale italiana
Sulla sinistra: la modella indossa maglia Anna Kiki. Pantaloncini A Better Mistake. Scarpe Buffalo. Sulla destra: la modella indossa T-shirt MARIOS. Bikini top e cappellino Uncinetti Molesti. Pantaloni zebrati A Better Mistake. Orecchini Hannah Jewett. Anelli Chubbi Club.

Ci sono certi generi musicali in cui la disparità di genere è più evidente, secondo voi? 
Pentesilea: È interessante questo discorso sui generi che generano disparità di genere. Non so se si possa determinare in maniera oggettiva un dato simile. Sicuramente si è sentito tanto parlare di quanto il rap o l’elettronica, ad esempio, siano scene ad appannaggio maschile. Ma credo che qui il punto stia all’origine: distinguere la musica per generi, secondo me, non è un assoluto, ma un mezzo necessario per fare un po’ di ordine nella complessità dell’universo musicale, e, di fatto, non cambia nulla nella percezione di ne fruisce. Se un brano mi piace per un’emozione che mi suscita o per una vibrazione che dà al mio corpo, il discorso del genere ha ben poca rilevanza. Credo che questo ragionamento sia assimilabile anche a chi la musica la crea e la suona. È la musica il focus del discorso. Più si mantiene il punto su questo, e più il resto diventa accessorio.

Datemi un riferimento di figura femminile di spicco che stimate come approccio e attitudine nella scena musicale italiana o internazionale.
Idra: Grand River
Elasi: Björk
Plastica: Myss Keta
Kim: Sevdaliza
Pentesilea: Catnapp
Whitemary: Miley Cyrus

Intervista a Poche, il collettivo musicale composto da Elasi, Plastica, Whitemary, Idra, Kimerica, sul gender gap nell'industria musicale italiana
La modella indossa abito bustier Anna Kiki. Foulard A Better Mistake. Orecchino MARIOS. Decollete a punta Simon Craker.
Intervista a Poche, il collettivo musicale composto da Elasi, Plastica, Whitemary, Idra, Kimerica, sul gender gap nell'industria musicale italiana
Intervista a Poche, il collettivo musicale composto da Elasi, Plastica, Whitemary, Idra, Kimerica, sul gender gap nell'industria musicale italiana
La modella indossa maglia Anna Kiki. Pantaloncini A Better Mistake. Scarpe Buffalo.
Intervista a Poche, il collettivo musicale composto da Elasi, Plastica, Whitemary, Idra, Kimerica, sul gender gap nell'industria musicale italiana
La modella indossa giacca e pantaloni Simon Craker. Orecchini Multiring. Orecchino a catena AlterAlter.
Intervista a Poche, il collettivo musicale composto da Elasi, Plastica, Whitemary, Idra, Kimerica, sul gender gap nell'industria musicale italiana
La modella indossa vestito MARIOS. Corsetto Uncinetti Molesti. Pantaloni Henrion. Sandali con plateau Simon Craker. Orecchini dall'archivio della stylist.
Intervista a Poche, il collettivo musicale composto da Elasi, Plastica, Whitemary, Idra, Kimerica, sul gender gap nell'industria musicale italiana
La modella indossa abito bustier Anna Kiki. Foulard A Better Mistake. Orecchino MARIOS. Decollete a punta Simon Craker.
Intervista a Poche, il collettivo musicale composto da Elasi, Plastica, Whitemary, Idra, Kimerica, sul gender gap nell'industria musicale italiana
La modella indossa T-shirt MARIOS. Bikini top e cappellino Uncinetti Molesti. Pantaloni zebrati A Better Mistake. Orecchini Hannah Jewett. Anelli Chubbi Club.
Intervista a Poche, il collettivo musicale composto da Elasi, Plastica, Whitemary, Idra, Kimerica, sul gender gap nell'industria musicale italiana
La modella indossa hoodie A Better Mistake. Pantaloncini e Calze MARIOS. Orecchino Simon Craker. Occhiali LAMARCA. Platform in vinile dall'archivio della modella.
Intervista a Poche, il collettivo musicale composto da Elasi, Plastica, Whitemary, Idra, Kimerica, sul gender gap nell'industria musicale italiana
La modella indossa maglia Anna Kiki. Pantaloncini A Better Mistake. Scarpe Buffalo.
Intervista a Poche, il collettivo musicale composto da Elasi, Plastica, Whitemary, Idra, Kimerica, sul gender gap nell'industria musicale italiana
La modella indossa giacca Simon Craker. Orecchini Multiring. Orecchino a catena AlterAlter.

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Crediti

Testo di Carlotta Magistris
Talent: Elasi, Plastica, Whitemary, Idra, Kimerica, Pentesilea
Art Direction & Styling: Enrica Miller e Clara Aqua
Fotografo: Fabrizio Narcisi
Make-up: Davide Perfetti

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