Still via TikTok

Le girlboss non sono sparite, semplicemente ora si chiamano "that girl"

Sulla scia del modello Millennial della girlboss, questa estate è esploso il nuovo trend di wellness "that girl", e abbiamo provato ad analizzarlo.

di Laura Pitcher
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06 settembre 2021, 10:37am

Still via TikTok

“Questo è il segnale perché tu diventi una ‘that girl’,” si legge in un TikTok virale sulle note di una canzone di Harry Styles, prima che questo proceda a mostrare immagini aesthetic con frasi del tipo “una colazione salutare prima di fare yoga”, “una beauty routine” e “self love”. Ultimo termine a far breccia nel vocabolario dei social media—l’espressione vaga e fuori fuoco “that girl” (in italiano “quella ragazza”)—è diventata una vera e propria fonte di ispirazione su TikTok. Ci sono migliaia di video che documentano la routine mattutina della “that girl” o le ispirazioni per l’estate della “that girl”. E con nessuna descrizione precisa su cosa s’intenda con il termine “that”, i video presentano temi e pratiche comuni—svegliarsi presto alla mattina, scattare immagini patinate, fare allenamento, fare il letto tutti i giorni e mangiare in maniera salutare.

Ma se si analizza nel profondo questo trend, i contenuti alla “that girl” assomigliano incredibilmente a un movimento culturale tipicamente Millennial; il canone estetico e di lifestyle chiamato “girlboss”, che valorizzava la produttività chiamandosi femminista. Stranamente, il trend “that girl” sembra essere nato proprio dopo l’abolizione collettiva dell’archetipo alla girlboss e della profusione di meme “girlboss, gaslight, gatekeep.” Mentre la Gen Z dice di aver rifiutato apertamente l’aspirazione alla sola produttività, il focus si è spostato su un’ossessione per le tabelle di marcia, con il trend “that girl” che ci spinge a dare inizio o a portare avanti una lista infinita di progetti per migliorarci su molteplici punti di vista.

Come altri video di fitness sui social media, essere una “that girl” significa vivere sulla base di idee mainstream di cosa significhi il benessere. Eppure, non esiste un obiettivo finale. Nessuna maratona per cui allenarsi, nessun motivo per cui svegliarsi alle 5 di mattina, se non il fatto di sembrare produttivi ed efficienti. Carl Cederström, Professore Associato alla Stockholm University e co-autore di The Wellness Syndrome, afferma che questa è proprio una delle mancanze più grandi della cultura del benessere odierna, e che internet sta spingendo il benessere a diventare una vera e propria ideologia.

“La cultura del self-help di solito non ha nessun obiettivo. Non ci si chiede mai perché facciamo tutte quelle cose che ci consigliano di fare. Le facciamo e basta,” ha raccontato Carl a i-D. “Raramente troverai un libro che ti dice perché dovresti perdere peso.” Questo significa che il nostro approccio alla salute è guidato da un’estetica piuttosto che da nozioni scientifiche, escludendo così una sezione di persone dall’essere considerate in salute e alimentando dinamiche tossiche come la grassofobia. Alcune ricerche specificano che il benessere vero è esattamente il contrario, come lo studio del 2015 che dimostra che le persone grasse che si sentono discriminate hanno una lunghezza di vita minore di quelle che non subiscono discriminazioni.

Carl spiega che agli albori della cultura girlboss, abbiamo visto una conversione tra lavoro e benessere, slittando da un’etica del lavoro a un’etica dell’allenamento. Questo, racconta, fa parte di un’idea capitalista del lavorare 24/7, alimentata anche dal periodo pandemico di isolamento (dove la prima risposta allo stare a casa è stato creare delle rigorose tabelle produttive da seguire minuziosamente). “Siamo anche portati a pensare a noi stessi come delle piccole aziende o corporation,” racconta. “La linea sottile tra vita personale e professionale diventa ancora più labile in questi video, dove si capisce perfettamente che il lavoro non ha mai fine. Il lavoro è la vita in sé.” 

Quello per cui è stata fortemente criticata la cultura girlboss—sessismo, aspirazioni capitaliste e un finto empowerment—è valido anche per la sua evoluzione contemporanea. Giovani donne su TikTok hanno iniziato a condividere video in cui raccontano la fatica di diventare una “that girl” o come essere una “that girl” senza tutto l’immaginario o estetica. E anche gli uomini sull’app stanno iniziando a cibarsi di questo fenomeno, postando messaggi ispirazionali e empowering dal loro punto di vista maschile rispetto a questo ideale femminile irrealizzabile.

“La donna alpha non sta in gruppo. Spesso è da sola, ha un piccolo giro di persone, conosce il suo potere e lavora in silenzio,” afferma un video virale creato da @chrisgqperry1. Presto, alcune donne hanno iniziato a duettare con il video creando contenuti fitness, come se isolarsi dagli altri e non partecipare alle attività sociali fosse il segnale di una salute o valore personale ottimale. Ancora una volta, è la scienza a parlare, e uno studio del 2017 ha dimostrato quanto l’ascesa di una società individualista abbia avuto conseguenze negative per la salute mentale.

Laurie Santos, Professoressa di Psicologia alla Yale University, offre molti spunti scientifici per aumentare la propria felicità e benessere nel suo famoso corso, The Science of Well-Being. Questo include anche partecipare a piccole azioni di felicità e dare priorità alle connessioni sociali, entrambi aspetti centrali del benessere comunitario.

“Essendo una persona che studia la felicità, è fantastico vedere che le persone stiano prestando così tanta attenzione al proprio benessere mentale e fisico. Ma credo che dovremmo farlo seguendo delle ragioni specifiche, e non solamente seguendo una corrente ispirazionale ed estetica che ci spinge a doverlo fare e basta,” afferma. “Ogni volta che vedo le persone cimentarsi in pratiche di benessere senza dimostrare nessun tipo di compassione verso se stessi, mi preoccupo che le loro pratiche li stia invece facendo diventare persone ancora più stressate e scontente—perché subiscono anche in quel momento una forte pressione.”

Laurie afferma che il problema maggiore della cultura “that girl” è il fatto che questa corrente estetica non accetti alcun tipo di compassione. “Sentiamo che dobbiamo diventare quella ‘that girl’, che dobbiamo fare qualcosa sempre, in ogni istante,” afferma. La pandemia, per esempio, ha portato molte persone a dare un nuovo peso ai propri hobby e lavoretti, racconta, ma prendersi cura del nostro benessere deve sempre andare a braccetto con pazienza, accettazione e compassione.

L’ultimo anno ha segnato la fine della cultura girlboss per come la conoscevamo, ma l’enfasi sulla produttività e l’individualismo non ha mai smesso di dominare sui social media. Invece che lottare per diventare CEO, lottiamo per diventare la migliore versione di noi stess* seguendo i consigli della “that girl”. Ma questo non prende in considerazione il succo della questione: la lotta stessa.

Finché continueremo a tendere verso degli ideali irrealizzabili e a pensarci come dei progetti in costruzione, la mentalità capitalista non scemerà e la nostra salute mentale ne soffrirà continuamente. Al contrario, studi dimostrano che dovremmo prenderci cura di noi stessi senza pressioni, indirizzando le nostre energie nel prenderci cura anche dei nostri cari e delle persone attorno a noi. Fortunatamente, non serve che vi svegliate alle 5 per farlo, e non serve che facciate fotografie patinate o colazioni iperproteiche. Puoi svegliarti più tardi, non farti il letto, uscire con gli amici a bere qualcosa ed essere lo stesso una “that girl” (qualunque cosa significhi).

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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