Back to school: incontriamo gli studenti del Polimoda

Abbiamo varcato la soglia dell'istituto fiorentino per chiedere alla nuova generazione di creativi come va il ritorno a scuola irl, che trend si aspettano nel prossimo futuro e quali sono le loro fisse del momento.

di Redazione i-D
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11 ottobre 2021, 1:02pm

Nuovo anno, nuovi talenti emergenti da conoscere. Questo è il motto che guida Back to School, la nostra rubrica che si spinge nelle università di moda italiane per dare voce alle nuove generazioni di talenti che le abitano e che, attraverso i loro punti di vista personali, stanno alzando l’asticella dell’intero settore, affermandosi come designer, progettistə e pensatorə del futuro.


E dopo la pausa data dalla prassi di tutti gli istituti di adottare la didattica a distanza, torniamo con la prima puntata del nostro tour nelle scuole e università di moda italiane con la prima edizione del 2021, ambientata negli spazi del Polimoda di Firenze.

Scopri con noi chi sono i talenti emergenti dei corsi di Fashion Design, Fashion Styling e Fashion Marketing and Communications del Polimoda di Firenze, e leggi le loro interviste qui sotto!

Polimoda interviste studenti back to school

Jordan Littleton, 19, Eugene (Oregon, USA)

@jordanplittleton

Cosa studi?
Studio Fashion Styling a Polimoda.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
I miei obiettivi per quest’anno sono di collaborare con sempre più artistə, di essere pubblicato su dei magazine di moda e di continuare a migliorare la mia pratica.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Sono ossessionato alla collezione F/W 1995 di Jean Paul Gaultier, mi ispira soprattutto per i riferimenti alla tecnologia e al cinema sci-fi. Poi c’è Josef Albers, un artista che mi intriga molto ultimamente e, infine, l’album Moanin’ di Art Blakey and the Jazz Messengers.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Vedo sempre più collaborazioni tra grandi marchi, e sono sicuro che ce ne saranno molte altre. Poi, da eterno ottimista, mi auguro che sempre più persone e brand compreranno usato o inizieranno a seguire il motto di Vivienne Westwood: “Compra meno, compra meglio, fallo durare.”

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Vorrei vedere più riviste sperimentare con editoriali e styling senza utilizzare i full look di un singolo brand, dando invece sempre più spazio a brand emergenti, Vorrei anche che i brand siano più inclusivi non solo a livello di casting ma anche a livello di team interno.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Il mio stile cambia in base al mio umore e al tempo atmosferico, ma in generale mi piace giocare con elementi in pelle, colori scuri, piccoli accessori fluo.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Non ho un motto specifico, ma mi rivedo in un detto di Jean Paul Gaultier: “La mia eccentricità è diventata la mia direzione.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Collaborativa, unica, globale.

Dove ti vedi da grande?
Vorrei lavorare come stylist per un brand o per una rivista. Mi piace collaborare con designer e dare ai loro lavori un volto nuovo, raccontarne una nuova storia.

Polimoda interviste studenti back to school

ElenaAzeglio, 19, Firenze (Italia)

@m.e.rak

Cosa studi?
Frequento il primo anno del corso di Fashion Design a Polimoda.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Uscire dalla mia comfort zone, sia a livello personale che creativo, è sicuramente il mio obiettivo principale. E penso che Firenze sia il posto adatto per affrontare questa sfida.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Il tartan, i guanti velati, il dream pop.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Molti brand si stanno muovendo verso un approccio fluido alla moda, che prescinda dal binarismo di genere, e sono certa che questo sarà il futuro dell’industria.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Una vera attenzione alla sostenibilità ambientale. Una volontà che non sia solo apparente di cambiare veramente il modo in cui la moda si pone rispetto all'ambiente.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Mi piace pensare al mio stile come un esperimento in continua evoluzione: mi diverto moltissimo a giocare con le forme e le texture, cercando di creare contrasti interessanti e inaspettati.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Reinventarsi ogni giorno, essere una creatura (o creazione) diversa ogni momento.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Scomoda, fluida, luminosa.

Dove ti vedi da grande?
Mi vedo in una grande città, sogno Amsterdam e Berlino, circondata da colori, rumori e personaggi unici.

Polimoda interviste studenti back to school

Devon Kelly, 18, Toronto (Canada)

@klamode_

Cosa studi?
Studio Fashion Design a Polimoda.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Il mio obiettivo è migliorare come artista e sperimentare con nuove tecniche, così da poter dare una forma concreta alle mie visioni.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Le stampe colorate, l’anatomia umana, i corsetti.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Credo che la moda (in particolare, quella occidentale) stia seguendo un trend rivolto al riciclo e alla sostenibilità, e vedo anche una forte tensione al mixare elementi pop dei decenni passati. Lo abbiamo riscontrato con il ritorno dello stile Y2K, il revival dei look anni ‘60 e ‘70. Sembra che tutti stiano guardando al passato per dare a quei trend nuove direzioni. In più, credo che dopo il lockdown della pandemia, ci sia un’attenzione particolare al proprio stile personale e alla sperimentazione.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Alla moda manca un impegno concreto verso le urgenze ambientali. E quei passi che sta facendo stanno creando un mercato della moda sì sostenibile, ma meno accessibile. Sviluppare nuove tecnologie che creino capi sostenibili e alla portata di tutti è essenziale, e credo che questo sia uno degli obiettivi più imminenti da raggiungere.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Lo definirei grandpa chic. Indosso molti pezzi oversize che potresti trovare nell’armadio di tuo nonno, cercando a mio modo di renderli eleganti.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Credo nel lottare per ottenere il posto a cui sai di appartenere.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Promettente, storica, sperimentale.

Dove ti vedi da grande?
Mi vedo con il mio brand, con un progetto rilevante che si inserisca nel settore e, spero, anche nella storia della moda.

Polimoda interviste studenti back to school

Bruno Carmando, 22, Firenze (Italia)

@brunhoe

Cosa studi?
Studio Fashion Design Management a Polimoda.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Il mio obiettivo principale è quello di impiegare questi mesi per una crescita personale e artistica che mi consenta di affrontare i progetti con sicurezza e determinazione. 

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
La filosofia esoterica, le sopracciglia anni ‘20, i pancake.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Fluidità, retrofuturismo, massimalismo, una moda più referenziale.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Sicuramente più inclusività sulle passerelle, coinvolgendo modellə di tutte le taglie ed etnie. Vorrei inoltre che si continuasse a sfumare la linea che divide la sfera “maschile” da quella “femminile”, creando una moda fluida, lontana dai costrutti sociali.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Mi baso molto su come i vestiti mi fanno sentire e su quale parte della mia personalità evidenziano. Amo tutto ciò che è nero, leather e che scopra un pò di pelle. 

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
“Whatever”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Nonostante Firenze sia una città piuttosto piccola, presenta una scena creativa abbastanza attiva. È magnifico circondarsi di persone con cui non solo si è affini ma le quali ti motivano e stimolano la tua creatività in tutte le sue sfaccettature.

Dove ti vedi da grande?
Ovunque mi senta sereno e realizzato. Preferirei però vivere in una capitale europea, dove poter avere stimoli culturali e sociali, ma soprattutto i mezzi giusti per poter concretizzare i miei progetti e la mia creatività. 

Polimoda interviste studenti back to school

Leigh Howell, 20, Port of Spain (Trinidad e Tobago)

@itslleighh

Cosa studi?
Studio Fashion Art Direction.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Vorrei continuare a collaborare con sempre più artistə, specialmente del mio paese natale, i Caraibi, creando delle piattaforme che rappresentino e diano accesso e voce alla mia community. Voglio indagare territori inesplorati e sperimentare con la mia pratica, seguendo le evoluzioni del mio percorso personale. Intendo decostruire la mia identità per esplorare le mie radici e ritrarre questo percorso all’interno del mio lavoro.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Stampe a ciliegia, il colore rosso (specialmente per il rossetto), le candele di Natale.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
La Cultura della Resilienza di cui parla il teorico Martin Raymond è ciò che vedo nel futuro della moda, un trend che ti spinga a ragionare in modo critico, a essere più agile, efficiente ed empowered. Un modo di vivere e di pensare che ci renda capaci di creare una cultura sfaccettata, autentica e sovversiva.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
A mio parere, ad oggi mancano ancora molte cose nell’industria della moda. Inclusività, comunicazione tra brand e clienti, rappresentazione, risorse per giovani creativi. Sono convinta che queste conversazioni esistano, ma credo debbano diventare il centro dell’interesse di tutto il settore.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Fierce, fun e femme, questo è l’equilibrio che cerco nel mio look.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
“Prendi il tuo spazio, anche se alcune persone affermano che non ti appartiene.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Trasversale, locale, appassionata.

Dove ti vedi da grande?
Vorrei continuare i miei studi frequentando un master in Design della Lingerie. Mi piace anche molto il mondo dello styling e della direzione artistica per i videoclip musicali. Spero di poter esplorare tutti questi mondi.

Polimoda interviste studenti back to school

Julian Cerro, Firenze (Italia)

@julianarchangel

Cosa studi?
Frequento il quarto anno di Fashion Design al Polimoda.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Uno dei tanti credo sia quello di consolidarmi come persona, artista e designer. Attraverso il mio lavoro, ho la possibilità di indagare me stessa e tutto ciò che mi circonda, mettendomi in gioco volta per volta.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
La lingerie, il gelato gusto gianduia e le cineserie.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Prevedo una nuova concezione di erotismo, una relazione tra capo e persona più intimo e personale, corpi più scoperti avvolti in giochi di trasparenze e ricami.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Credo che sia un ambiente fin troppo saturo per poter pensare che manchi un qualcosa al suo interno, è la formula stessa che andrebbe rivisitata.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Lo descriverei come un incontro passionale tra il fanciullesco e l’erotico. Colori e texture ricercate sono fondamentali per me, ma è la spontaneità che mi guida nel vestirmi.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
’’Lavora ogni giorno sui tuoi pensieri piuttosto che concentrarti sul tuo comportamento. È il tuo pensiero che crea i tuoi sentimenti e, alla fine, anche tue azioni.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Preziosa, nostalgica e irriverente.

Dove ti vedi da grande?
Sognando a occhi aperti e con grandi ambizioni, spero di poter avere la possibilità di dar vita al mio brand, circondandomi di talenti che pian piano ne possano far parte. Ma sono sempre pronta a nuovi stimoli e opportunità.

Polimoda interviste studenti back to school

Pushpak Sen, 26, Kolkata (India)

@thebongmunda

Cosa studi?
Frequento il Master in Fashion Marketing and Communications a Polimoda.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
I miei obiettivi sono innanzitutto imparare l’italiano il prima possibile, così da poter avere delle conversazioni più interessanti con le persone che ho conosciuto qui. Poi vorrei viaggiare in tutto il paese, e rappresentare il mio paese indossando il saree.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Balenciaga, pasta alla Carbonara, Lil Nas.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Dopo la pandemia, credo che ci sia una forte tensione nostalgica verso il passato. Sono convinto che torneremo a scoprire l’artigianalità, e capiremo realmente il valore della sostenibilità, perché sia il pianeta che la manodopera artigianale si stanno estinguendo.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Rappresentazione, rappresentazione, rappresentazione. Ci sono così tante storie e culture da raccontare, così tante correnti artistiche e tecniche da mostrare, ed è l’ora che la moda diventi una piattaforma democratica per tuttə.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Vintage, classico, etnico–prendo ispirazione da mia madre e dalle donne che mi hanno reso quello che sono oggi.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Mi hanno detto che potevo essere qualsiasi cosa, così sono diventato favoloso!

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Romantica, poetica, senza tempo.

Dove ti vedi da grande?
Vorrei diventare un mentore per giovani creativi e mostrare loro il loro valore come individui e progettisti, aiutandoli a trovare la loro strada.

Polimoda interviste studenti back to school

Amina Vanneling, Svezia

@amina.dsn

Cosa studi?
Studio Fashion Design a Polimoda.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
I miei obiettivi sono imparare il più possibile, espandere le mie visioni e migliorare i miei punti di forza, mettendomi sempre alla prova.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
I ravioli, i mocassini e l’arte.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
È difficile riuscire a separare i trend di oggi da quelli che stanno già germogliando per il futuro. Ma credo che vedremo sempre più colori accesi, tagli oversize e abiti in 3D.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Penso che l’industria debba prendere dei provvedimenti per il problema delle taglie, creando abiti che soddisfino sempre più forme e tipologie di corpi. Anche la trasparenza dei processi di produzione è un elemento imprescindibile, e deve diventare la prassi nell’intero settore. Infine, normalizzare un vestiario non binario–credo che sia un cambiamento che debba arrivare una volta per tutte.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Lo definirei un mix tra vestiario maschile e femminile, con un’attenzione al dettaglio e agli accessori.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
"Fare di più, parlare di meno."

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Accattivante, sognante e un’infinita fonte di ispirazione.

Dove ti vedi da grande?
Mi vedo parte dell’industria con un mio brand o progetto personale, facendo quello che mi fa stare bene e sperimentando costantemente.

Polimoda interviste studenti back to school

Takuya Nishibori, 28, Tokyo (Giappone)

@takuya_nishibori

Cosa studi?
Fashion Design a Polimoda.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Vorrei riuscire a conoscermi più a fondo.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Bill Owens, il Neo-impressionismo, la Multipla (Fiat).

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
L’unico trend che vorrei vedere è quello rivolto a una moda più sostenibile.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Realtà.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Un mix di moda occidentale e giapponese.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Voler essere qualcun altro è solo uno spreco della persona che sei.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Tradizionale, artigianale, internazionale.

Dove ti vedi da grande?
Da qualche parte in Europa.

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Crediti

Fotografia di Marco Gualtieri

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