Le City Girls su come hanno conquistato fama e soldi a suon di testi controversi

Il duo più esuberante e fuori controllo del rap si apre con i-D, riflettendo sul passato, il presente e il futuro della loro ascesa nel mondo della musica.

di Clover Hope
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21 giugno 2021, 11:09am

Negli ultimi tre anni, il duo di Miami City Girls ha monopolizzato il mondo del rap con i loro testi che parlano del percorso che le ha portate dalle stalle alle stelle, costellato da aneddoti su soldi, pussy power e truffe. Sono coscienti che gli slogan più efficaci nella vita sono quelli schietti: quindi versi come "Non vado al lavoro, Bitch, io sono un lavoro" e "Non c’è caz*o come quello di un milionario", trasformano i loro dischi in portali direttamente dentro ai loro desideri in quanto donne. Dal mixtape del 2018 Period fino al loro album di debutto Girl Code, passando per a City On Lock del 2020, Jatavia Johnson (JT) e Caresha Brownlee (Yung Miami) hanno costruito un impero in continua espansione che inneggia a piaceri fisici, sempre onorando il tradizionale umorismo della loro città natale.

La loro partecipazione nel remix di In My Feelings di Drake nel 2018 ha portato il duo a un accordo con la Quality Control Records di Atlanta. Da allora, le City Girls hanno rivendicato il titolo di artiste più controverse della scena di Miami con singoli come Act Up con Cardi B, e Pussy Talk feat Doja Cat. E il loro singolo più recente, Twerkulator, ha perfino rotto TikTok. Nel loro percorso, la coppia di artiste ha comunque dovuto affrontare alcuni ostacoli che hanno minacciato di interrompere la loro scalata verso il successo: lo scorso anno, durante la pandemia, JT ha archiviato una condanna a due anni di carcere per frode con carta di credito. Ma con un flow di aforismi impossibile da stoppare ("Don’t nothin’ but this cash make this pussy talk", ecc.) e diverse avventure, le due amiche si sono assicurate molto più di un paio di borse.

**Da dove state chiamando, Miami?
**JT: Miami.

Rispetto ai vostri progetti precedenti, quali vibes volevate suscitare con City On Lock**?
**JT: Doveva essere un mixtape divertente che si è trasformato in un album molto serio, ma a ripensarci il Covid e molte altre tragedie sono successe nel 2020—non è stato un anno divertente. E quando è nato City On Lock abbiamo subito pensato: questo sarà un album.

Se doveste fare un moodboard per rappresentare l'album, che immagini mettereste?
JT: Ci metterei una barca, belle macchine, unghie lunghe e un sacco di soldi. Gente con soldi.

Uncle Luke una volta ha detto che Miami è la patria dell’"Ode al dollaro onnipotente". Secondo voi, da dove proviene questa mentalità incentrata sul denaro?
JT: La lotta.

Yung Miami: Sì, stavo per dire la lotta. Siamo davvero del ghetto, quindi abbiamo fatto di tutto per tirare avanti. Tutto quello che mia madre ha fatto è stato sopravvivere, non ha mai avuto un lavoro, quindi questa fame del denaro viene dal lottare e aver visto i nostri genitori lottare.

In che momento vi siete rese conto del valore dei soldi?
Yung Miami: Da bambina non ho mai capito il valore dei soldi. Da adulta, avendo delle responsabilità e dei figli, l’ho dovuto imparare per forza.

JT: Cazzo, ho imparato il valore dei soldi molto presto. Perché quando sei a scuola, vuoi poter andare alla fiera del libro. Vuoi poter fare cose diverse. Hai sempre bisogno di soldi per comprare qualcosa dal camioncino dei gelati. Ma quando invecchi, sai che i soldi non sono solo un pezzo di carta e devi sapere come… non puoi semplicemente… Sto cercando di sembrare intelligente, ma ho sempre avuto bisogno di soldi [ride]. Il denaro dà potere alle donne. Quando non hai soldi, sei solo depresso e odi il mondo. Qual è l'anatomia di una buona canzone da strip club?

JT: Lo strip club è una questione di abilità. Si tratta di far sentire tutti lì dentro come se avessero bisogno di spendere tutti i loro soldi. Hai bisogno di un ritmo hot. Nella canzone devi parlare bene di tutti quelli che hanno i soldi. Devi dire tipo, "Dove sono quelli che spendono soldi?" E poi il beat deve impazzire così possono lanciare i soldi e fare altre str*nzate.

Yung Miami: Mi piace scuotere il culo ovunque vada, quindi se il ritmo è davvero buono e posso twerkare, sono a posto. Hai bisogno di una canzone che ti faccia venire voglia di ballare. Hai bisogno di una canzone che ti faccia sentire di essere "that bitch".

le cantanti city girls per l'issue estate 2021 di i-d
JT (sinistra) indossa cappotto Givenchy A/I 21. Top Frankies Bikinis. Leggings Maison AlaÏa. Necklace Shay Jewelry. Yung Miami (destra) indossa cappotto e leggings Givenchy A/I21. Top Skims. Collana (indossata in tutto l'editoriale) Bylolita.

Siete mai rimaste sconvolte da uno dei vostri testi?
Yung Miami: Quando ho detto tipo, "Tiralo fuori, fallo gocciolare, mettilo dritto nel mio culo". Ho pensato tipo, "Oh mio Dio, perché dovrei dire quella merda?" Perché non faccio nemmeno sesso anal, davvero [ride]. È stato uno shock.

Com'eravate al liceo?
Yung Miami: Sono stata una tifosa per tutta la mia vita, quindi quando ho iniziato il liceo, sono diventata subito una cheerleader. Ero la ragazza popolare della scuola.

JT: Ero stufa della scuola al liceo. L'ho superata. Non mentirò, la scuola la saltavo. Quando sono entrata al liceo, ero sola. La vita stava diventando dura. Non ho avuto tempo per andare a lezione. Ho iniziato a saltarla. Ma poi sono tornata, mi sono diplomata e basta.

Com'è nato il primo mixtape Period**?
**JT: Io e Caresha volevamo solo divertirci. Abbiamo avuto tipo un mese per fare quel mixtape perché eravamo nei guai per non aver lavorato affatto. Abbiamo firmato con una label, eravamo emozionatissime ma non stavamo lavorando, quindi P [Pierre "P" Thomas, confondatore di Quality Control] ci ha imposto un limite di tempo. Ed è uno dei nostri migliori lavori secondo me. Non c'erano precedenti né linee guida. Era solo: potete fare quello che volete, dire quello che volete, non avete niente da perdere. Quando l’abbiamo lanciato la gente lo ha accolto bene, e ora siamo diventate le City Girls.

una delle due city girls issue estate 2021 i-d
JT indossa tutti i vestiti Hood By Air A/I 21. Collana Shay Jewelry. Scarpe Rene Caovilla.

Come vi siete adattate ad avere più di quello che avete avuto crescendo? È travolgente?
JT: È una bella sensazione. Prima truffavo e ho anche lavorato da Burger King, Whole Foods. Ho lavorato pure in un call center. Ma non mi faceva guadagnare abbastanza, quindi ho iniziato a truffare, e poi mi sono messa nei guai e per un periodo di tempo non sono stata in grado di fare davvero quello che volevo fare. Abbiamo firmato con la label subito dopo. Lottare, per me, è stato sempre dover lavorare sodo per ottenere le cose. Ed è una cosa bellissima che ora possiamo fare soldi semplicemente essendo noi stesse e facendo musica. Non dobbiamo lavorare così duramente.

È facile essere etichettate in un solo tipo di rap. Siete preoccupate di non essere riconosciute per altri lati della vostra personalità?
JT: Alla gente piacciamo per ragioni diverse. Ogni volta che scrivo un verso, penso alla versatilità. Voglio essere me stessa, qualunque sia il mood in cui sono in quel momento. Non dico quello che la gente vuole sentire. Nessuno mi può etichettare. Abbiamo molto altro da dimostrare. Abbiamo molto altro da fare. Siamo state rinchiuse. Sono stata rinchiusa. Abbiamo questa canzone su City On Lock; è l'ultima canzone ed è una canzone personale. I nostri veri fan sanno che abbiamo fatto tutto questo. Sanno che parliamo di merda vera.

foto di city girls issue estate 2021 i-d
Yung Miami indossa giacca Louis Vuitton A/I 21. Reggiseno e pantaloncini Fendi. Scarpe Mia Becar.

Qual è il segreto per andare d’accordo come amiche nel settore?
JT: Ci diamo l'un l'altra la libertà di essere chi vogliamo essere. Entrambe facciamo le nostre cose. E poi ci riuniamo quando è il momento di fare musica insieme. Ma lei non mi mette pressione, e io non metto pressione a lei, quindi non è…

Yung Miami: Non è pesante.

JT: Sì, non controllo il modo in cui rappa. E lei non controlla come rappo io. A volte, i gruppi si disgregano perché qualcuno nel gruppo pensa di essere il capo. Noi non lo facciamo. E ci rispettiamo.

**Su cosa si sbagliano i fan riguardo voi e la vostra musica?
**JT: Lascia che ti dica una cosa. Mettilo nell’intervista. A questo punto non me ne frega un ca*zo di quello che pensa nessuno. Fine dei giochi. Queste persone si inventeranno comunque quello che vogliono. Non mi conoscono. Sono dannatamente sicura che non mi conoscono. Quindi non mi interessa cosa pensano. Twitter e il mondo di Internet sono fuori controllo. Punto. La gente ha dato a Internet un dito, e quello si è fo*tuto il braccio. Persone che fanno cose solo per i tweet, i momenti virali, i commenti. Non è nemmeno più odio vero.

Yung Miami: Potresti donare un milione di dollari, e direbbero: "Tutto quello che hai donato è stato solo un milione di dollari?" Potresti essere una persona fo*tutamente perfetta, e continueranno a trovare qualcosa di te che non va bene. Alla fine, si tratta della tua vita. Non puoi vivere per rendere felici gli altri.

Quali altre espressioni artistiche state considerando, oltre alla musica?
JT: Siamo le It girls. Potremmo fare qualsiasi cosa. Potremmo diventare star del cinema. Potremmo essere trasformate in icone della moda perché siamo belle ragazze, siamo trendsetter e la gente ama il nostro gergo. La gente ci ama. Staremmo bene nei film, sulle passerelle. Staremmo bene sulle copertine delle riviste. Ovunque.

Yung Miami: Voglio recitare perché guardo molti film e penso tipo, "Accidenti, avrei potuto interpretare quel ruolo". Voglio sfilare. Voglio essere ogni fottuta cosa. Voglio essere come Rihanna. Voglio essere in grado di fare una linea di abbigliamento, una linea di lingerie. Non c'è limite.

Cpver City Girls di i-d con wink i-d in bianco e nero issue estate 2021

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

Crediti

Fotografie: Gray Sorrenti
Fashion director: Carlos Nazario

Capelli: Jawara per Art Partner con prodotti Dyson e Fekkai.
MUA: Frankie Boyd per Streeters con prodotti Pat McGrath Labs.
Unghie: Tenille Daly per Moya Moya Sea Of Creations LLC con prodotti Aprés Nails Official.
Assistente fotografia: Jared Zagha e Jose Arizmendi.
Tecnico digitale: Carlos Rojas.
Assistenti styling: Christine Nicholson, José Cordero, Alexa Levine, Jennifer De La Cruz e Cari Pacheco.
Sarto: Thao Huynh.
Assistenti capelli: Matt Benns e Terrie Comrie.
Assistente MUA: Meghan Yarde.
Produzione: JC Brillembourg.
Produttrice sul set: Lissandra Giangrandi.
Assistente produzione: Andres Montbrum.
Casting director: Samuel Ellis Scheinman per DMCASTING.

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