L'erotismo lesbico degli scatti di Renée Jacobs

Una nuova mostra dei lavori della fotografa dimostra una volta per tutte che il female gaze non deve necessariamente essere desessualizzato.

di Miss Rosen
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01 aprile 2022, 10:19am

Il nudo femminile, che risale agli albori dell'arte, è stato uno dei soggetti più diffusi nell’ambito artistico, storicamente dominato da uomini che hanno sempre relegato in un angolo il lavoro delle artiste lesbiche. Con l'avvento dei movimenti di liberazione femminili e LGBTIQ+ negli anni '70, una nuova generazione di artiste è salita alla ribalta, ma le storie queer erano continuavano ancora a essere in gran parte codificate nella rappresentazione dell’identità di genere.

Quando Harmony Hammond organizzò la mostra A Lesbian Show nel 1978 al Green Street Workshop di New York, alla pittrice Jodi Price fu detto senza mezzi termini dal suo gallerista che "se avesse esposto le sue opere come lesbica, avrebbe potuto dire addio allo spazio dedicato al suo lavoro in galleria."

a naked woman stands next to barrels wearing a corset around her waist
Chris

"La missione di noi lesbiche è stata quella di liberarci da questo sguardo [maschile] e riconfigurare i termini della rappresentazione erotica lesbica," ha scritto Harmony nel 2000 in Lesbian Art in America: A Contemporary History. Vedendo emergere una nuova generazione di artiste queer, Harmony ha capito che il nuovo millennio avrebbe portato un'era in cui “l'artista lesbica va dove vuole, quando vuole, come vuole, e prova un piacere perverso nel farlo.” Questo nuovo gruppo di giovani artiste era consapevole dell’annoso problema dello sguardo maschile, "ma non gliene fregava niente. Invece, assumono sguardi diversi e fanno semplicemente il loro lavoro, non importa chi sta guardando".

Negli ultimi due decenni, il mondo dell'arte ha iniziato ad accogliere le opere di artiste come Mickalene Thomas, Catherine Opie, Collier Schorr e Lola Flash. Eppure, nonostante i recenti progressi, la fotografa e avvocata per i diritti civili Renée Jacobs sostiene che le donne queer non hanno mai avuto il loro Robert Mapplethorpe.

una donna nuda a letto con la mano tra le gambe
Desiree

La visibilità e la rappresentazione di donne lesbiche sono state a lungo parte integrante della pratica di Renée. Ha iniziato negli anni '80, lavorando come fotoreporter freelance per il New York Times mentre era ancora al college. All'età di 24 anni ha pubblicato il suo primo libro fotografico, Slow Burn: A Photodocument of Centralia, Pennsylvania, che documenta uno dei più grandi disastri ambientali causati dall'essere umano.

Dopo aver completato il libro, Renée si sentì alla deriva e decise di perseguire una carriera nel diritto ambientale. Ha ricevuto una borsa di studio una delle migliori scuole del settore e si è trasferita a Portland, Oregon, per poi passare ai diritti civili e al diritto costituzionale durante l’ultimo anno. Dopo la laurea nel 1990, la vita di Renée cambiò radicalmente.

serie di foto di donne nude

"Una mia amica aveva scritto una commedia su una squadra lesbica di softball," racconta Renée, all'epoca ancora molto riservata. "La sua ragazza aveva scritto i pezzi musicali. Ho passato un po' di tempo con loro, innamorandomi subito della prima base. A mia insaputa, lei aveva detto alla squadra che era loro dovere aiutarmi a trovare la mia lesbica interiore quel fine settimana. Missione compiuta.”

Dopo essere tornata a Portland stordita, confusa e negando la propria sessualità, Renée ricevette una telefonata dall’amica: la sua ragazza era stata licenziata dal suo lavoro di insegnante dopo che il preside aveva visto il suo nome sui volantini che pubblicizzavano lo spettacolo. Renée accettò immediatamente di prendere il caso pro bono. "A quel tempo, i casi sui diritti delle persone LGBTIQ+ erano pochi e distanti tra loro, ma non sono stata ostacolata dall’assenza di leggi che proteggevano le persone gay sul lavoro, perché era un caso semplice, potevo appigliarmi al primo emendamento,” racconta. “Era come se qualcuno avesse licenziato Tom Hanks per via di Philadelphia.”

due donne che si baciano nude
Persy e Krista

Renée vinse la causa e ricevette un premio dall'American Civil Liberties Union, che le costò il licenziamento dopo aver ricevuto outing dall’amica sceneggiatrice su un giornale locale. "Non puoi nemmeno immaginare quanto fosse omofoba la gente a quei tempi,” dice. "Lo etichettarono come 'tagli di bilancio', ma due dei tre licenziati erano di persone LGBTIQ+," afferma. "Questa situazione mi ha fatto iniziare un lungo e tortuoso percorso di coming out, acting out, repressione, confusione, sensazione di impotenza.”

Renée ci racconta diversi incontri che rivelano quanto l'omofobia fosse profondamente radicata negli ambienti professionali di fine anni ‘90. Nel 1995 ha fatto causa all'Oregonian per essersi rifiutato di pubblicare annunci di matrimonio tra persone dello stesso genere, perdendo la causa. “Inizialmente mi sono rivolta a un avvocato che era considerato un eroe dei diritti civili, chiedendogli di occuparsi del caso, e lui mi ha detto chiaramente: ‘No, non lo farò. Non sono d'accordo con quello stile di vita’,” racconta.

una donna nuda seduta su una panchina
Oby

Dopo essere tornata alla fotografia nel 2008, Renée ricorda che un suo mentore le consigliò di non rivelare mai il proprio orientamento sessuale o quello delle sue modelle, perché avrebbe potuto urtare i collezionisti maschi. “Mi ha anche detto di 'smorzare' la sessualità e l'erotismo nel mio lavoro, ma questo mi ha solo spinta a fare lavori ancora più erotici.”

“Avevo bisogno di fare queste foto per me stessa. Ed erano anche foto che le modelle volevano che facessi e che permetteva loro di esplorare lo spettro della propria sessualità. Vedere questo infinito e potente dei desideri delle donne mi ha fatto capire e accettare il mio di desiderio. Durante tutte le diverse carriere che ho seguito, mi è sempre stato detto di non fare coming out. Credo fermamente che la repressione sia il nemico, specialmente delle donne. La sessualità lesbica in particolare è sempre stata cancellata o sfruttata, raramente potenziata.”

una donna nuda seduta su una sedia
Jessica

Con la recente pubblicazione del libro Renée Jacobs: Polaroids edita da Galerie Edition Vevais e una prossima mostra in concomitanza con l’esposizione Helmut Newton: Private Property, Renée porta avanti alcuni dei suoi lavori più erotici. Ispirata dal libro e dal film Paris Was a Woman, l’autrice crea immagini perse nel tempo che evocano il lavoro delle artiste queer Romaine Brooks e Berenice Abbott, delle scrittrici Djuna Barnes, Colette e Renée Vivien, dei salotti di Gertrude Stein e Alice Toklas e delle librerie di Sylvia Beach e Adrienne Monnier.

Attirata dalla fotografia d'interni in stanze scarsamente illuminate, Renée usa una macchina fotografica Polaroid 110 convertita in pellicola Type 55 scaduta da tempo, che le permette di creare immagini piene di desiderio per quelle cose che non possiamo afferrare o riconoscere completamente. "Le imperfezioni della pellicola sono perfette per riflettere desideri che non emergono in superficie, desideri che a volte si vedono e si sentono solo alle periferie della nostra coscienza,” dice Renée. “Usare questo metodo per il mio lavoro era il modo ideale per coinvolgere i miei soggetti in un tipo di riflessione senza tempo sulla sessualità femminile.”

una donna in una vasca che indossa un vestito
Jade

Per Renée, l'erotismo lesbico immortalato da donne manca da troppo tempo. "Recentemente ho visto una stimata gallerista allestire in Europa una mostra di nudi femminili. Ha parlato a lungo di quanto sia stato bello farlo perché ha desessualizzato il nudo femminile,” dice. "Perché, questo è l'obiettivo? Nessuno ha detto ai fotografi maschi che possono scattare nudi solo in un modo.”

Molte cose sono cambiate da quando Renée ha assistito alle conferenze delle femministe anti-pornografia Andrea Dworkin e Catharine MacKinnon mentre era alla scuola di legge. "Pensavo che avessero assolutamente ragione, che la pornografia è sfruttamento," dice. "Questa posizione era il principale motivo per cui non ho mai voluto fotografare nudi. Poi, ho capito quanta bellezza potevano portare nella mia vita. Non ho mai pensato che avrebbero preso una piega più erotica, ma farlo è diventata una necessità. Penso che siamo solo all'inizio di questa apertura. Spero proprio che sia così.”

Renée Jacobs: seeingWOMENè in esposizione a Fotonostrum Mediterranean House of Photography a Barcelona dal 19 maggio 2022 al 24 luglio 2022.

donne con maschere venezia

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

Crediti

Tutte le foto su gentile concessione di Renée Jacobs

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