Brilliant laughing, Treasures Gentlemen's Club, Las Vegas, Nevada, 2018; Getting stage-ready, Show Palace Gentlemen's Club, Queens, New York, 2017 

Foto degli strip club statunitensi e messicani prima della pandemia

Nel suo nuovo libro fotografico, Elizabeth Waterman racconta l'emancipazione e l'erotismo di chi ha animato quei palchi dal 2016 al 2020.

di Alina Cortese
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08 marzo 2022, 5:00am

Brilliant laughing, Treasures Gentlemen's Club, Las Vegas, Nevada, 2018; Getting stage-ready, Show Palace Gentlemen's Club, Queens, New York, 2017 

Elizabeth Waterman è una fotografa americana con base a Los Angeles che dal 2016 al 2020 ha scattato decine di fotografie negli strip club statunitensi e messicani, raccontando l’essenza di chi ne anima i palchi. Queste immagini sono confluite nel libro Moneygame, una raccolta di 132 pagine pubblicata da XYZ Books che indaga come le stripper abbiano il pieno controllo della propria sessualità, emancipandosi dall’oggettificazione del male gaze desiderante e senza mai scendere a compromessi.

Attraverso i suoi scatti, Elizabeth celebra le professioniste di questo settore immortalando figure autorevoli e padrone del proprio corpo e della propria sessualità—un potere che esercitano tra piroette mozzafiato e dimostrazioni atletiche straordinarie. Ma Moneygame non è solo una raccolta di fotografie: grazie anche all’aiuto di associazioni non-profit come Sex Workers Outreach Project-USA—a cui verranno devoluti parte dei proventi del libro—il volume diventa un mezzo privilegiato per eliminare lo stigma a cui ancora oggi sono soggette sex worker e la loro community, aiutando a creare una narrazione nuova e lontana da stereotipi e pregiudizi.

Noi abbiamo parlato direttamente con Elizabeth del suo libro Moneygame, della percezione degli strip club oggigiorno e di cosa voglia dire raccontare questa realtà attraverso la fotografia.

On Stage, Club W, Bronx, New York, 2018
On Stage, Club W, Bronx, New York, 2018

**Ciao Elizabeth! Raccontaci com’è nata l'idea del libro.
**La mia migliore amica ha lavorato come spogliarellista a Tokyo e Londra e mi ha raccontato le storie più incredibili. Mi parlava di come affascinava tutti quelli che incontrava, esprimendo la propria sessualità nel modo più aggraziato e potente possibile. Aveva… scoperto qualcosa. Così, i suoi racconti e la sua esperienza hanno suscitato in me una forte curiosità verso quel mondo.

Poi, quando ho visto per la prima volta le ballerine fare pole dancing nei club di Brooklyn e Manhattan, ne sono rimasta ipnotizzata. Avevano una fiducia irremovibile nella loro sessualità, una consapevolezza che non avevo mai visto prima. Sapevo che c’era una storia che mi stava aspettando nel mondo delle spogliarelliste e degli strip club

Brilliant laughing, Treasures Gentlemen's Club , Las Vegas, Nevada, 2018
Brilliant laughing, Treasures Gentlemen's Club, Las Vegas, Nevada, 2018

**Hai scelto di intraprendere la tua ricerca visiva in un ambiente spesso considerato chiuso e diffidente. Come è stato il tuo approccio a questo mondo?
**All'inizio del progetto, ho setacciato New York in cerca di uno strip club dove potessi scattare le mie foto. Per mesi non ho trovato alcun posto, ma a luglio 2016 ho finalmente scoperto un club nel Queens dove il manager mi ha dato il via libera. Ci sono andata settimana dopo settimana e aiutavo le ballerine a raccogliere le banconote da un dollaro che i clienti spargevano sul palco. Così, le spogliarelliste hanno cominciato ad aprirsi con me, a mostrarsi più aperte. Ho mostrato loro i miei lavori ed erano contente di come le avessi scattate. Da quel momento, hanno iniziato a offrirsi volontarie per posare sul palo. La maggior parte dei proprietari del club, dei gestori e delle house moms—figure che supervisionano le stripper—sono stati molto amichevoli con me. Gli strip club non sono ambienti così chiusi come si potrebbe pensare.

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Siren blowing smoke, Treasures Gentlemen's Club, Las Vegas, Nevada, 2018

**Come sono percepiti gli strip club e le persone che ci lavorano negli Stati Uniti?
**Ai giorni nostri, molti americani di età inferiore ai 40 anni non hanno obiezioni morali verso la cultura degli strip club e lavorare come spogliarellista non è soggetto allo stesso stigma di trent'anni fa. Gli strip club si presentano in molte forme e il pubblico e la clientela li considerano in modo diverso. I night club, per esempio, sono frequentati sia da uomini che da donne mentre i gentlemen’s club si rivolgono maggiormente agli uomini. Gli elementi della cultura dello strip club sono ormai mainstream. Ad esempio, Cardi B sostiene apertamente le stripper nei suoi testi rap e FKA Twigs fa pole dance nei suoi video musicali. Lo strip è diventato di moda.

Detto questo, alcune sfumature conservatrici di stigma e pregiudizio permangono ancora, degradando le professioniste che lavorano nel settore. Gli arcaici valori puritani radicati nella nostra cultura hanno portato a leggi che discriminano le sex worker, a una mancanza di tutele legali per le spogliarelliste e a una loro rappresentazione negativa sui media mainstream. Quindi esiste una contraddizione tra ciò che accade tutti i giorni e ciò che si professa. È importante prenderne atto.

Gem and Tokyo, Show Palace Gentlemen's Club, Queens, New York, 2017
Gem and Tokyo, Show Palace Gentlemen's Club, Queens, New York, 2017

Quale ritieni sia il tuo ruolo di fotografa nel ritrarre questo universo spesso legato a una rappresentazione visiva che soddisfa il male gaze**?
**Il mondo dello stripping e degli strip club ha molte dimensioni e sfaccettature. Innegabilmente, è un'industria che capitalizza sulle fantasie e la lussuria degli uomini, ma c'è molto di più. Le ballerine sono anche artiste professioniste, performer, atlete e imprenditrici affermate. Questa è la storia che voglio raccontare.

**Come hai selezionato i soggetti dei tuoi scatti?
**Ho lavorato in modo intuitivo. Cercavo modi in cui potermi relazionare e connettere con le ballerine. Chi conosco che potrebbe conoscere qualcun’altra? Chi ha un vestito interessante o una presenza scenica unica?

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**Come si è sviluppato il tuo rapporto con loro durante lo sviluppo del tuo progetto?
**Mi sono imbattuta in alcune delle spogliarelliste in club diversi, a volte in città diverse. Alcune mi hanno presentato le loro famiglie e, nel tempo, il nostro legame è diventato più forte.

Moneygame è il risultato di quattro anni di ricerca in lungo e in largo negli Stati Uniti e in Messico. Hai fotografato club di Las Vegas, Los Angeles, Tijuana… Come scegli il posto giusto e il momento giusto?In tutta onestà, visto che questo progetto è stato totalmente autofinanziato, sono semplicemente andata quando e dove potessi permettermi di andare. Ho vissuto sia a Los Angeles che a New York per alcuni anni e quando ero lì ho girato regolarmente per alcuni club del posto. Ogni volta che avevo la possibilità di viaggiare a Las Vegas, New Orleans, Miami o Tijuana (e un amico si offriva di ospitarmi), coglievo al volo l’occasione. Ci sono così tante città che vorrei ancora visitare: Atlanta, Portland, Tampa… hanno tutti dei club fantastici.

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Table dance, Sam’s Hofbrau, Downtown Los Angeles, California, 2019

**I social media hanno influenzato il tuo lavoro?
**I social media sono una risorsa formidabile. Negli anni in cui ho sviluppato Moneygame sono entrata in contatto con realtà e persone proprio grazie a questi mezzi. Ecco alcune tra le importanti organizzazioni e spogliarelliste che ho scoperto sui social media: @jacqthestripper, @soldiers_of_pole_, @thequeenofsexy, @swop_usa.

**Hai incontrato difficoltà nello sviluppo del progetto?
**Il mondo degli strip club ha le sue regole. In linea di massima, mi sono sentita sicura e libera di fotografare ciò che volessi, ma ci sono state alcune eccezioni degne di nota. Una volta, un cliente ha pensato che stessi scattando una foto a lui ed è diventato aggressivo con me—era ubriaco e preoccupato che la sua fidanzata potesse scoprire che frequentava degli strip club! Un'altra volta, il proprietario di un club ha pensato che fossi una giornalista che stava facendo un articolo di denuncia e lo staff mi ha cacciato. I buttafuori possono essere molto duri!

Ho anche assistito a un'irruzione della polizia in un club. I poliziotti stavano cercando ballerine minorenni, quindi tutte le ragazze hanno dovuto presentare le proprie patenti di guida e con loro anche io. In tutte queste situazioni, ho scoperto che la comunicazione è fondamentale. E quando succedevano queste cose, raccontavo alla mia amica tutte le esperienze negative per trovare conforto. Alla fine, sono un'anima sensibile! Non ho lasciato che quegli eventi mi scoraggiassero o distogliessero dal mio lavoro, ma ho continuato a imparare e a perfezionare il modo in cui interagire con lo staff del club, i clienti e le ragazze.

Backbend, G5ive, Miami, Florida, 2019
Backbend, G5ive, Miami, Florida, 2019

**Quindi, cos’hai imparato da questa esperienza?
**Sto ancora elaborando tutto quello che ho imparato in questi anni, ma sono sicura di una cosa: sono sbalordita dalla tensione erotica di queste professioniste. Sono cresciuta in una casa abbastanza conservatrice dove non si potevano indossare gonne corte o mostrare troppa pelle. Per me, le spogliarelliste rappresentano un’energia femminile illimitata ed è attraverso questa che ho cercato di immortalarle in Moneygame. Personalmente, è stato molto liberatorio. E ho imparato tantissime cose anche sulle unghie finte!

Backbend, G5ive, Miami, Florida, 2019
Backbend, G5ive, Miami, Florida, 2019
Backbend, G5ive, Miami, Florida, 2019
Backbend, G5ive, Miami, Florida, 2019
Posing for the camera, Sin City Cabaret, Bronx, New York, 2017
Posing for the camera, Sin City Cabaret, Bronx, New York, 2017
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Foto degli strip club statunitensi e messicani prima della pandemia

Crediti

Testo: Alina Cortese
Fotografie: Elizabeth Waterman

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