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      news Eloisa Reverie Vezzosi 9 ottobre 2015

      troublemakers: la storia della land art alla fondazione prada

      A Milano fino al 12 ottobre è possibile assistere all'anteprima europea del film di James Crump.

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      Come mai ha scelto di rappresentare proprio oggi questo movimento artistico?
      "Volevo comunicare ai giovani artisti l'anticonformismo di questi land artist che non si omologavano al mercato e operavano liberi" ha affermato James Crump dopo l'anteprima per la stampa del suo "Troublemakers: The Story of Land Art". La Fondazione Prada di Milano ospiterà infatti la première europea del film che sarà proiettato gratuitamente l'11 e il 12 ottobre alle 12.00 e alle 18.00 (previa prenotazione). Al secondo spettacolo di domenica seguirà inoltre una conversazione tra il regista e Germano Celant aperta al pubblico in sala.

      Michael Heizer's "Circular Surface, Planar Displacement Drawing", 1969 © Gianfranco Gorgoni. Courtesy Getty Research Institute, Los Angeles (2008.R.6).

      "Troublemakers" racconta le origini della Land art tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta attraverso le voci di artisti e dei diretti testimoni, tra cui Vito Acconci, Carl Andre, Walter De Maria, Michael Heizer, lo stesso Germano Celant, Paula Cooper, Virginia Dwan, Gianfranco Gorgoni, e molti altri. Iil soggetto dell'arte diventa la terra, "una tela più grande a cui poter guardare", e gli earthwork rappresentano i simboli di un ribellione nei confronti di spazi chiusi e statiche convenzioni. Niente più pittura, scultura tradizionale o pura fotografia, gli artisti intervenivano su laghi, deserti, montagne, pianure. Gli sterminati spazi del sud-ovest americano si trasformano in istallazioni monumentali e il cielo resta il prossimo passo, la terra promessa da conquistare.

      Si tratta di un'arte ancor più antica della stessa pittura, strettamente connessa al miracolo della natura. Col passare dei secoli si sono visti nuovi approcci nei confronti della nostra Madre Terra. E se già Leonardo da Vinci studiava i fiumi per cambiarne il corso, oggi i giovani artisti che usano il mondo come materia della propria opera "devono confrontarsi con ecologisti che vedono i loro lavori come un danno," ha commentato il regista. Allora cosa rappresenta questo film?
      "'Troublemakers' incarna la quintessenza dell'America. Ho voluto che questo lavoro arrivasse anche agli occhi del pubblico non americano e che in questo modo ne rappresentasse il legame con l'Europa, incarnato anche da figure e voci europee presenti." 

      Vi lasciamo col trailer ufficiale del film che dimostra che la Land art non è stata "semplicemente" una storia o una leggenda ma assoluta verità. 

      troublemakersthefilm.com

      Crediti

      Testo Eloisa Reverie Vezzosi 
      Foto su cortese concessione di Fondazione Prada

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      Tematiche:james crump, fondazione prada, troublemakers: the story of land art, arte, news, film, milano, land art, eloisa reverie vezzosi

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