Fotografia Heather Hazzan

la bellezza secondo molly constable

"Come modella, credo sia compito dell'industria ricordare a tutti che non è necessariamente l'aspetto esteriore a definire la vera bellezza di una persona."

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13 dicembre 2017, 11:26am

Fotografia Heather Hazzan

Nata e cresciuta nello stato di New York, Molly Consable si sta facendo conoscere nell'industria della moda come una da tenere d'occhio. Capelli castani, occhi azzurri, forme morbide e bellezza sensuale, Molly che merita tutta la fama ottenuta. È stata scoperta su Instagram nel 2012 e il primo editoriale per cui ha posato è stato per il CR Fashion Book, fotografata da Tom Ford. Da allora ha lavorato con alcuni dei fotografi più importanti del mondo, da Tim Walker ad Alasdair McLellan. Oltre a essere una modella, Molly è anche una fiera attivista per la body positivity che negli anni non ha avuto paura di parlare chiaramente delle discriminazioni che ha vissuto sulla sua pelle, specialmente da parte di alcuni make-up artist che in passato hanno fatto commenti inappropriati sulle sue smagliature. Distruggendo ancora una volta le regole dell'industria, recentemente Molly è stata protagonista di un editoriale per Playboy scattato da Heather Hazzan. Su i-D, la modella e attivista condivide con noi un messaggio deciso sul vero significato della bellezza.

"Ho iniziato a truccarmi a 14 anni. Sono state le sorelle maggiori delle mie amiche a spalancarci le porte di questo nuovo mondo. Tutte sceglievano una tonalità di fondotinta troppo scura e tutte esageravano con le quantità di cipria e correttore. Erano il mio modello, quindi anche io facevo esattamente come loro e per tutta la durata del liceo ho avuto il viso di un assurdo arancione tendente al bronzo. Non sapevo neanche mettermi l'ombretto, eppure mi piaceva così tanto! Supplicavo mia madre di comprarmi qualche trousse di trucchi e poi mi divertivo a usarne il più possibile sulle palpebre, sfumandolo verso l'esterno senza alcun criterio. Quando ho finalmente capito che il mio modo di truccarmi era un vero disastro, ho iniziato a sentirmi estremamente insicura. Proprio come mi succedeva quando uscivo di casa struccata.

Quando ero piccola mia madre e mia nonna mi ripetevano continuamente quanto io fossi bella, ma ho sempre amato giocare all'aria aperta, nei boschi e tra il fango. Sentirmi bella non era importante quanto divertirmi. Solo durante l'adolescenza ho capito che le persone non pensavano davvero che io fossi bella: mi vedevano come una strana, anche se all'inizio io non mi consideravo affatto così. Ma questo è il potere delle parole, ti fanno credere a cose che neanche esistono.

“Crescendo, ho iniziato a circondarmi di persone positive, persone che mi hanno incoraggiato ad accettarmi per quella che sono e a essere chiunque io abbia scelto di essere.”

Dai 13 o 14 anni in poi ho iniziato a preoccuparmi di non essere abbastanza creativa o intelligente. Non avevo molta fiducia in me stessa. A questo si aggiunge il mio sviluppo precoce, che mi ha fatto diventare (fisicamente) una donna molto prima di tutte le mie compagne di scuola. A nessuno interessava che io fossi spiritosa o sveglia. L'unica cosa importante al liceo era un sorriso perfetto, un corpo privo di difetti e una bella chioma bionda. Non ho mai pensato di essere bella come le mie amiche.

Per molto tempo ho avuto una bruttissima relazione con me stessa. Tuttavia, crescendo ho iniziato a circondarmi di persone positive, che mi hanno incoraggiato ad accettarmi e a essere chiunque io avessi scelto di essere. Certo, a volte è difficile ricordare a noi stessi quanto siamo intelligenti e fantastici. Eppure, ho imparato a mie spese che volersi bene è fondamentale. Critiche e commenti negativi allo specchio non ci renderanno certo più sicuri di noi o più belli. Invece, più ci accettiamo, più le nostre relazioni interpersonali miglioreranno.

Cinque anni fa, quando gli hashtag hanno iniziato a diffondersi su Instagram, stavo guardando alcune immagini di modelle bellissime perché imperfette. A un certo punto ho messo like a una foto a caso che ho poi scoperto essere stata postata da quella che oggi è la mia agenzia. Hanno visto il mio like e ovviamente si sono fatti un giro sul mio profilo. Devo essergli piaciuta, perché mi hanno contattato con un commento sotto il selfie PEGGIORE di tutta la mia galleria; volevano sapere se fossi una modella. (Non lo ero). Così mi hanno mandato a New York a posare per Tom Ford.

Ho imparato molto sul concetto della bellezza lavorando in questa industria. All'inizio non riuscivo a capirla, non mi spiegavo perché dovevo essere truccata in modo così pervasivo, con ciglia finte così pesanti da non riuscire a tenere gli occhi aperti sul set. Non sapevo nulla di questo mondo. Credevo che le donne che vedevo sulle riviste avessero sempre una pelle così luminosa e perfetta, ma poi ho scoperto che non è proprio così. E in quel momento ho capito: il modo il cui appariamo ha davvero a che fare con la bellezza, perché la vera bellezza arriva da dentro.

Sono maturata molto negli ultimi anni, ma mi sento ancora insicura. Ogni santo giorno. Quest'industria è molto superficiale, credo ci voglia una forza incredibile per non sentirsi a disagio quando c'è sempre qualcuno che fissa il tuo viso e il tuo corpo, dicendoti magari di spogliarti in una stanza piena zeppa di uomini. E tu magari vuoi solo nasconderti, perché questa mattina ti sei svegliata sentendoti orribile. La pressione di dover sempre essere perfette fa sì che queste insicurezze non se ne vadano mai.

“Find what makes you feel the most at home with yourself and run with it.”

Oggi mi sento bella quando non ho la testa piena di ansie e insicurezze; quando evito di guardarmi allo specchio convincendomi di essere brutta; quando non salgo sulla bilancia cinque o sei volte al giorno; quando non provo a sollevare i miei seni per vedere come sarebbe portare una seconda. Tutti lo fanno, comunque. Credo che la cosa più importante sia non aver paura di se stessi. Un sedere prorompente, gambe non troppo lunghe, un corpo magrissimo o forme morbide non vogliono dire nulla: siamo tutti dannatamente belli. Forse a volte non ci sembra così, ma è dentro di noi che si nasconde la nostra vera bellezza. Spesso ce ne dimentichiamo, ma siamo e saremo sempre noi i maggiori sostenitori di noi stessi.

Spero che in futuro l'industria della moda continuerà ad aprirsi verso standard di bellezza alternativi e meno stereotipati. Ogni singolo essere umano merita di sentirsi amato e a suo agio con il proprio corpo. Come modella, credo sia compito dell'industria ricordare a tutti che non è necessariamente l'aspetto esteriore a definire la vera bellezza di una persona.

Molly Constable lavora con l'agenzia MiLK Management

Crediti


Fotografia Heather Hazzan
Testo Molly Constable