credeteci o no, kim kardashian ha assunto un paparazzo personale

Elizabeth Taylor aveva fatto lo stesso negli anni '60, ma per motivi molto, molto diversi.

di Philippa Snow; traduzione di Gaia Caccianiga
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15 febbraio 2019, 11:08am

Immagine via Instagram

Kim Kardashian ci è familiare quanto il logo di McDonald’s o una lattina di Coca Cola. È onnipresente ormai da anni, ma è difficile capire esattamente quando sia diventata così famosa. L'anno decisivo è stato il 2007, quando Kim fu protagonista di una serie di eventi che, uno dopo l'altro, ne cementarono la fama. È un questo anno infatti che viene diffuso in rete il suo sex tape con Ray J (girato però tempo prima, nel 2004). A ottobre fa il suo debutto televisivo Al passo con i Kardashian, reality show tutto incentrato sulle vicissitudini della famiglia Kardashian-Jenner. Passano altri due mesi e Kim posa per Playboy (dichiarando di averlo fatto "con classe" ma grazie al suo "culo grosso").

Altre cose che le sono successe (o che ha fatto succedere) negli anni successivi e che l'hanno aiutata a costruire il suo personaggio sono: partecipare a Disaster Movie (2008). Fare da volto alla campagna pubblicitaria della catena di fast food Carl’s Jr. (2010). Avere una sua statua di cera da Madame Tussauds (sempre 2010). Diventare la terza celebrità protagonista di un reality più ricca di Hollywood (incredibilmente, ancora 2010). Firmare un contratto di rinnovo da 50 milioni di dollari per Al passo con i Kardashian (2011). Comparire nel video musicale di Bound 2, nuda su una moto mentre si accoppia con il futuro marito Kanye West (2013).

Arriviamo così al 2014, anno in cui Kim apre il suo profilo Instagram e trova finalmente la sua vera vocazione. Da lì in poi crea un'app per smartphone, un suo brand e una linea di make-up. Intanto, non dimentica certo di sponsorizzare corsetti modellanti, prodotti sbiancanti per denti e tisane che promettono miracoli. Al momento Kim vale circa 350 milioni di dollari. Detta altrimenti, il suo prodotto di maggior successo è se stessa. Il suo viso e il suo corpo ci sono familiari come un qualsiasi logo, ma sempre in evoluzione: più il tempo passa più diventa perfetta, sempre più diversa da noi comuni mortali. "Abbiamo il bisogno che ci sia qualcosa di più dietro [Kim Kardashian], uno scopo o un motivo, qualcosa che ci spieghi ciò che significa vivere ai giorni nostri," ha scritto Brian Moylan sul Time nel 2014, dopo l’uscita del numero Break The Internet del magazine PAPER. "Ma non c’è nessuna spiegazione," concludeva immediatamente dopo. "Il culo di Kim Kardashian è solo una vana promessa."

Ma, alla fine, il desiderio sessuale è spesso solo una vana promessa.

Un anno dopo l’uscita dell’articolo sul Time, Kim Kardashian ha pubblicato un libro che racchiude i suoi migliori selfie, sagacemente intitolato Selfish ed edito niente meno che da Rizzoli.

Se teniamo conto di tutto ciò, è impossibile non notare che ciò che Kim Kardashian vuole è vedere la sua immagine ovunque. Kim pubblicizza se stessa, è il suo miglior asset e investimento: senza di lei non esisterebbe il brand Kardashian, e non c’è sponsorizzazione migliore per lo stile di vita Kardashian che la sua bellezza spudoratamente finta. Se, come dice Wikipedia, Kim è sulle scene dal 2007, significa che ormai ha passato più di un decennio cambiando e perfezionando il suo aspetto. Kim è un eterno lavoro in corso, più lungo dell’Ulisse di James Joyce.

Nel 2017, i paparazzi hanno iniziato a lamentarsi perché la famiglia Kardashian si serve di foto scattate da loro sui social e online senza pagarne i diritti d'utilizzo. Le reality star sono rimaste sorprese, non si aspettavano questa reazione. Quando poi gli stessi paparazzi hanno iniziato ad attaccare i fan, costringendoli a chiudere i siti dedicati alle loro dive preferite, Kim ha dato di matto. Potrebbe essere per il grande affetto che prova per i suoi devoti fan, ma sicuramente anche perché si è vista privata di ciò che l’ha resa famosa: la libera distribuzione della sua immagine.

"Detesto che le agenzie di paparazzi abbiano fatto chiudere gli account gestiti dai fan!" ha twittato nell'agosto dell’anno scorso. "Uffa, dobbiamo trovare una soluzione! Forse dobbiamo aprire un’agenzia tutta nostra? Così i fan possono postare tutte le foto che vogliono!!! Devo parlarne con la mia famiglia!"

Si può pensare tutto di Kim, ma è innegabile che sia un’eccezionale donna d’affari che sa come fare soldi. Sei mesi dopo, infatti, ha trovato un ingegnoso modo risolvere la situazione dell’embargo sulle sue foto scattate dai paparazzi. "Cmq, [sic]" ha scritto la scorsa settimana sui social, "siccome le agenzie di paparazzi non permettono ai fan di postare le mie foto, d’ora in poi userò un fotografo personale, così potrete pubblicare tutto quello che vorrete. E se pubblicherò qualche immagine che appartiene a un’agenzia li taggherò perché ho il permesso. Ma per favore voi non ripostate quelle immagini."

Kim Kardashian, da fan sfegatata di Elizabeth Taylor, avrà sicuramente pensato a lei, che alla fine degli anni ‘60 ingaggiò Gianni Bozzacchi per farsi scattare foto. Come Kim, Taylor voleva controllare la sua immagine, ma lei non aveva Instagram, Twitter, o il Daily Mail. Però, al contrario della Kardashian, Taylor era anche una grande attrice. Il suo aspetto era parte del suo lavoro, ma non era tutto. Non era onnipresente e non veniva analizzata costantemente da occhi critici come una donna moderna che ha fatto un porno amatoriale e un reality di 13 stagioni.

Questa storia è particolarmente bizzarra, proprio come il 2019. Ma è più strano che una donna famosa venga denunciata per aver diffuso foto di se stessa o l’idea che i fan di Kim Kardashian credano che abbia deciso di assumere un fotografo personale per altruismo, spinta solo dall’amore che prova nei loro confronti?

Kim non deve essere spinta dall’amore quando ha un impero da gestire, e quando il suo aspetto è una macchina stampa soldi. Il marchio Kardashian è rappresentato dal suo stile personale, dalle sue curve, e dalla sua capacità di essere semplicemente Kim agli occhi del pubblico. Il suo prodotto più redditizio, nonostante i profumi, le app e i cosmetici, è se stessa. Kim, che ha lanciato delle emoji con le sue sembianze, le Kimoji, è lei stessa un’emoji in carne e ossa (potrebbe essere quello che raffigura una bella ragazza che fa soldi.) “Sono un’imprenditrice,” ha dichiarato. “’Ambizione è il mio secondo nome.” Possiamo quindi dedurre che nessuna causa potrà fermare la statuaria Kimberly Ambizione Kardashian.

Come ha detto una volta: "Se aveste un impero da gestire, sapreste cosa serve per farlo funzionare, ma è palese che voi non ne abbiate uno."

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK

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