il cinema ha (quasi) sempre raccontato l'aids nel modo sbagliato

Oggi è la giornata mondiale contro l'Aids. Per anni considerato il "cancro dei gay", abbiamo scelto sette film che ne parlano per capire come il cinema abbia influenzato il modo in cui pensiamo a questa malattia.

di Silvia Pilloni
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30 novembre 2018, 11:36am

Era il 1981 quando negli Stati Uniti furono registrati i primi casi di morti dovute all'Aids. Nello stesso anno, la stampa battezzò la malattia con l’espressione “cancro dei gay”, segnando per sempre il modo in cui sarebbe stata percepita dall’opinione pubblica. Da allora sono passati 37 anni, e intanto l’Aids è diventata la peggiore epidemia mai registrata nella storia recente. Le proporzioni del fenomeno sono enormi, con oltre 77 milioni di contagi e 35 milioni di decessi, di cui quasi un milione soltanto nel 2017.

Ma se negli Stati Uniti gli uomini gay sono sempre stati la parte di popolazione più colpita, diffondendosi nei diversi continenti il virus dell'Hiv ha colpito senza fare differenze di età, genere o orientamento sessuale. In Italia, i casi di contagio attribuibili a rapporti sessuali non protetti sono l'84,3% del totale, ma al contrario di quello che siamo portati a pensare la modalità di trasmissione più frequente non è un rapporto sessuale fra due uomini (38,5% dei casi), bensì uno eterosessuale (oltre il 45,8%).

Nonostante questo, a quasi quarant'anni di distanza l'etichetta di “malattia dei gay” è ancora fin troppo viva in tutto l’Occidente, per diverse e complesse motivazioni. Innanzitutto, se è vero che rispetto alla totalità di nuovi contagi quelli dovuti a rapporti eterosessuali sono maggiori, è altrettanto indubbio che le minori dimensioni della popolazione omosessuale fanno sì che l'incidenza della malattia sia percepita come significativamente più alta all'interno della comunità gay. In secondo luogo, fin dal principio la comunità gay ha reagito al diffondersi della malattia organizzando presidi, distribuendo opuscoli informativi, tenendo manifestazioni di piazza ed esponendosi in prima persona. Quelli dello scoppio dell’epidemia di Hiv sono infatti gli anni successivi ai moti di Stonewall e all'assassinio di Harvey Milk, cioè proprio quel periodo in cui il movimento omosessuale si è strutturato come lo conosciamo oggi, e la risposta all'Hiv e la lotta al pregiudizio sono state parti fondanti di questo processo.

Esiste però una ragione in più alla base di questo ragionamento: al cinema e in TV, l'Hiv è sempre stato rappresentato come indissolubilmente legato a personaggi omosessuali. In occasione della Giornata Mondiale contro l'Aids, ecco una selezione di pellicole che hanno raccontato questa malattia, e che nel farlo hanno in molti casi corroborato l’idea di “cancro dei gay” anche quando nascevano all’interno della stessa comunità LGBTQ.

Longtime companion (Che mi dici di Willy) – 1989

È il primo film americano sul tema ad avere una distribuzione nazionale e una nomination agli Oscar (nel 1991 per Bruce Davison come miglior attore non protagonista, che ottiene nello stesso anno il Golden Globe per la parte). Racconta l'esplosione dell'epidemia a partire dal luglio 1981, quando il New York Times pubblica il primo articolo sulla malattia all’epoca ancora totalmente sconosciuta. Procede per salti temporali, seguendo la vita di un gruppo di omosessuali toccati più o meno direttamente dal virus, ma mantenendo una sorta di delicatezza e riserbo verso gli aspetti più crudi della malattia che verranno invece mostrati in maniera più diretta dalle pellicole successive.

Inerenza Hiv (da 0 a 3): 3
Inerenza Gay (da 0 a 3): 3
Personaggi eterosessuali malati di Aids: 0

Philadelphia – 1993

Probabilmente uno dei film più famosi di sempre sull'argomento, anche grazie alla presenza di Tom Hanks, alle numerose nomination e ai due Oscar vinti (miglior attore protagonista e miglior canzone originale). Al centro della narrazione questa volta non c’è l’epidemia, ma i pregiudizi e le discriminazioni verso i malati di Aids e gli omosessuali negli anni ‘80 e ‘90: quando un superiore nota una lesione sulla pelle di Andrew Beckett che riconduce al sarcoma di Kaposi e, quindi, all'Aids, il giovane viene licenziato. Dopo essere stato rifiutato da numerosi avvocati, Andy riesce infine a trovare una persona disposta a rappresentarlo nella causa contro i suoi datori di lavoro per discriminazione.

Inerenza Hiv (da 0 a 3): 3
Inerenza Gay (da 0 a 3): 3
Personaggi eterosessuali malati di Aids: 0

Gia – 1998

È un film tv prodotto e distribuito dalla HBO su Gia Carangi, una delle modelle più famose degli anni ‘70 e ‘80, interpretata da Angelina Jolie. Dall'adolescenza, al successo, passando per l’abuso di droghe - soprattutto cocaina e eroina - il film segue i 26 anni di vita e le relazioni della modella, molte delle quali omosessuali. Gia è stata una delle prime donne famose a morire per complicazioni legate all'Aids e questo è uno dei pochi film con una protagonista femminile. Ha ottenuto due Golden Globes e un Primetime Emmy Awards.

Inerenza Hiv (da 0 a 3): 2
Inerenza Gay (da 0 a 3): 2
Personaggi eterosessuali malati di Aids: 0

Le fate ignoranti - anno 2001

Con una nomination al Festival di Berlino e al David di Donatello, Le fate ignoranti è uno dei film più famosi di Ferzan Ozpetek. Ambientato in una Roma in cui si incrociano quartieri, classi sociali e etnie diverse, racconta la storia di Antonia che, dopo la morte improvvisa del marito, scopre la seconda vita che lui conduceva di nascosto, con un compagno da oltre sette anni e un intero gruppo di amici. Cosa c'entra l'Aids? Del palazzo-tribù dell'amante del marito di Antonia fa parte anche un uomo che sta morendo proprio di complicazioni legate a questa malattia.

Inerenza Hiv (da 0 a 3): 1
Inerenza Gay (da 0 a 3): 3
Personaggi eterosessuali con Aids: 1

Dallas Buyers Club - 2013

Qui gli Oscar vinti sono addirittura tre (miglior attore protagonista, miglior attore non protagonista, miglior trucco), a cui si aggiungono due Golden Globe. È la prima grande produzione di Hollywood con un protagonista eterosessuale malato di Aids, ben 32 anni dopo i primi casi documentati. Ma nel film Ron Woodroof non solo non è omosessuale. È anche razzista e omofobo, e infatti nelle prime scene lo vediamo in preda alla rabbia perché gli è stata diagnosticata la “malattia dei gay”. Ron dovrà fare i conti con la sua condizione e cambiare opinione nei confronti delle persone omosessuali e transessuali, con cui avrà a che fare quotidianamente nel suo buyers club, un club privato attraverso cui i malati di Aids del Texas riuscivano a procurarsi terapie non ancora riconosciute dalla FDA.

Inerenza Hiv (da 0 a 3): 3
Inerenza Gay (da 0 a 3): 2
Personaggi eterosessuali con Aids: 1

The normal heart – anno 2014

Di nuovo un film tv, e di nuovo della HBO, ma con attori di grande calibro: Julia Roberts, Mark Ruffalo e Jim Parsons (lo Sheldon Cooper di T he Big Bang Theory). È in assoluto uno dei film più belli di sempre sull'argomento, basato sull'opera teatrale omonima dell'attivista gay Larry Kramer.

Come Longtime Companion, anche The Normal Heart ripercorre lo scoppio dell'epidemia di Hiv all'inizio degli anni ‘80 in America, ma se la prima pellicola aveva uno sguardo quasi distaccato, questa ci porta all'interno della comunità gay mostrandoci tutta la sofferenza, la forza e le difficoltà del movimento che per anni si è scontrato con un muro di indifferenza. Fra i due film sono passati 25 anni, e si sentono tutti.

Inerenza Hiv (da 0 a 3): 3
Inerenza Gay (da 0 a 3): 3
Personaggi eterosessuali con Aids: 0

120 battiti al minuto – 2017

Anche questo è un film che ci catapulta all'interno del movimento gay e dei diritti per i malati di Aids. Questa volta però siamo a Parigi negli anni ‘90 e la differenza si vede subito, sia nella struttura del film (meno Hollywoodiano e più espressionista) sia nella crudezza tutta europea di mostrare la sofferenza, il lutto e la reazione umana a tratti spiazzante a sentimenti tanto complessi. Più che per il Grand Prix al Festival di Cannes e la candidatura agli Oscar come Miglior Film Straniero, in Italia è tristemente conosciuto perché è stato vietato ai minori di 14 anni, per aver fatto flop nelle sale e per la conseguente (e imbarazzante) reazione della casa distributrice Teodora che su Twitter ha commentato “La comunità LGBT diserta il film. Ve lo meritate Adinolfi”.

Inerenza Hiv (da 0 a 3): 3
Inerenza Gay (da 0 a 3): 3
Personaggi eterosessuali con Aids: > 3


Oggi il picco di contagi della metà degli anni ‘90 è fortunatamente lontano e grazie alle nuove terapie e alle costanti ricerche chi convive con l’Aids in Occidente ha davanti una vita molto diversa da quella di qualche decennio fa. Ma c'è ancora molto da fare, soprattutto a livello di informazione e prevenzione. L'Hiv riguarda tutti: avere rapporti protetti e effettuare regolarmente test di controllo sono le uniche armi che possono proteggerci e fermare l'epidemia. Non dimentichiamolo.

Se avete dubbi, qui trovate un utile fascicolo informativo (anche se non aggiornatissimo) dell'associazione Lila. Se invece volete parlare con qualcuno o informarvi sulla sede più vicina dove effettuare i test potete rivolgervi qui.

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