Fotografia di Brianna Capozzi

chloë sevigny e tutte le altre donne di brianna capozzi in foto

Libere, ribelli e femminili: un nuovo libro raccoglie tutte le figure femminili che la fotografa newyorkese ha amato, stimato e scattato nel corso della sua carriera.

di Federico Rocco
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09 maggio 2018, 10:12am

Fotografia di Brianna Capozzi

Sulla copertina del terzo numero del magazine Marfa Journal c'era Chloë Sevigny che indossava un’aragosta al posto delle mutande e un cappotto in Principe di Galles. La it girl per eccellenza era distesa su un piano cucina tipo Estasi di Santa Teresa, avvolta da un'atmosfera da ristorante stellato. La mente che nel 2015 concepì e realizzò questa surreale visione è quella della fotografa newyorchese Brianna Capozzi, da sempre pioniera della fotografia al femminile.

E proprio in questi mesi che di donne in America si parla così tanto, la Capozzi ha deciso di pubblicare un volume fotografico interamente dedicato alle donne che ha amato, stimato e scattato nel corso della sua carriera. Il volume si chiamerà Well Behaved Women e comprende gli scatti fatti dalla fotografa a otto donne, muse e amiche: l'attrice e regista Chloë Sevigny, la performer e scrittrice Okwui Okpokwasili, le modelle Natasa Vojnovic, Guinevere Van Seenus e Hanne Gaby (anche attivista), la musicista Aerial East, la modella e attivista Mari Malek e Marie Capozzi, la madre di Brianna.

E le donne della Capozzi si comportano benissimo in effetti, sono ribelli e si servono della fotografia come strumento per comunicare, perché “non si trattengono dall’urlare la loro sicurezza in nome dell’arte,” come dice Brianna stessa. Sono avvolte da un’aura di surrealismo e al tempo stesso di banalità, perché Brianna vuole parlare di donne vere e di cosa vuol dire essere una donna oggi. Ecco perché lo fa con le donne che popolano la sua vita e che quindi lei conosce meglio: “Conosco queste donne da sempre, e nel tempo si è creato un rapporto tra di noi tale da potermi permettere di fare un passo indietro, di non imporre loro nulla e lasciar loro fare sul set quello che vogliono,” ha commentato la fotografa. “Mi ispira vederle esprimersi in piena libertà, sapere che si sentono a loro agio comunicando con me in maniera totalmente aperta.”

Specialmente quando si tratta di nudi perchè, come ci tiene a sottolineare, il nudo non ha un particolare significato nei suoi scatti: “Il corpo non rappresenta un tabù e se scelgo di utilizzare dei vestiti lo faccio con uno scopo preciso.” Che sia Chloë Sevigny arrampicata su un termosifone in un body bianco ottico, Aerial East completamente nuda con una treccia lunghissima di capelli a coprirle la coscia, fino a Okwui Okpokwasili e Mari Malek precipitate dalle scale di casa, tutte mostrano un lato diverso ed essenziale della loro femminilità.

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La fotografia non è solo un'arte, ma anche uno strumento di comunicazione che permette di affrontare temi complessi e taboo che preferiremmo evitare. Qui trovate l'esempio perfetto: