Fotografia di Maurizio Annese

an ollie day with lorenzo savoldi

Il fotografo Maurizio Annese ci presenta i volti dello skateboard che ancora non conosciamo, ma che presto vedremo ovunque. Tra un trick e l'altro, oggi si inizia con Lorenzo Savoldi.

di Maurizio Annese; foto di Maurizio Annese
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14 maggio 2018, 12:45pm

Fotografia di Maurizio Annese

L'anno scorso il fotografo Maurizio Annese ha preso la sua analogica ed è andato a dare un'occhiata a Copenhagen Open, il più grande evento di skater d'Europa. Il risultato è un reportage che ha fatto il botto, su internet e IRL. Maurizio però scatta la scena dello skateboarding italiano da molto più di un anno, e dire che la conosce bene sarebbe un eufemismo. Così gli abbiamo chiesto di fotografare per noi le nuove promesse di questo ambiente, sicuri che avrebbe beccato tutti i nomi emergenti giusti. E così è stato: "An Ollie Day With" è la rubrica in cui Maurizio intervista e fotografa i nuovi skater italiani.

Iniziamo con Lorenzo Savoldi, membro della crew PASTAFROLLA che si racconta così: "My mustache game is better than yours."

Ciao Lorenzo. Di dove sei? E dove vivi oggi?
Vivo a Brescia.

Posto preferito in cui fare skate?
Non ne ho uno particolare, mi piace skateare in giro per la città. Anche se New York è da sempre il mio spot preferito.

Se potessi partire adesso per andare in qualsiasi posto a skateare dove andresti?
New York, ovvio.

Cosa ne pensi della scena skate italiana?
Penso che non sia così male, visto che sempre più skater italiani stanno spaccando anche fuori dall'Italia. Però non è ancora al livello di altre nazioni europee.

Quali sono i tuoi progetti nei prossimi mesi?
Prima di tutto devo pensare a diplomarmi, poi non so... Ho voglia di skateare e divertirmi con i miei amici prima di cominciare l'università.

Cos’altro ti piace fare oltre skateare?
Mi piace cercare di esprimermi in altri modi oltre allo skate, fare collage è uno di questi. Da poco ho aperto un profilo Instagram apposta, dove pubblico tutto ciò che mi passa per la testa (@graveyard_666). E poi amo anche pogare :)

Il tuo miglior trick?
Essere sempre buttato fuori dai locali.

A quanti anni hai cominciato?
Circa 14, non ricordo con precisione...

Come vedi il fatto che che molti skater sono coinvolti anche in altri circuiti creativi?
Credo che arte e skate abbiano lo stesso contenuto, ma forma differente. Sono entrambi modi per esprimere la tua creatività: quando skatei vedi la città sotto un altro punto di vista che fa decadere la sua funzione primaria e la fa diventare come una tela bianca.

Qual è la tua giornata tipo?
Scuola, skate, studio.

Ci sono dei trend che girano intorno al mondo skate che non ti piacciono?
Sì, ma non ci faccio troppo caso. È giusto che ognuno segua i trend che preferisce.

Quanto conta il modo in cui ti vesti quando fai skate?
Non conta, lo skate è fatto di trick, non di vestiti. Questo non toglie però che mi piaccia seguire un certo stile.

Il tuo ricordo più bello su tavola?
La motivazione che ti spinge a provare ancora e che ti dà la fotta.

In che modo lo skateboarding ha segnato la persona che sei oggi?
Passare l'adolescenza in skate mi ha cambiato totalmente. O meglio, mi ha avvicinato a prospettive che altrimenti non avrei mai raggiunto, né contemplato.

Qual è la cosa più coraggiosa che hai fatto?
Tre feste in una sera senza collassare.

L'obiettivo del giorno?
Cercare un modo valido per copiare alla maturità.

IG @lorenzo_savoldi

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Prima di iniziare la sua rubrica, Maurizio ha fotografato per noi Ivan, uno dei migliori skater emergenti d'Italia. Trovate tutto qui:

Crediti


Intervista e Fotografia di Maurizio Annese