Alvin Sonic Mojetta e Lorenzo Ignoro Disoncelli

i-Q: no text azienda

Alberto Guerrini ha chiesto ai fondatori di NO TEXT Azienda - un collettivo che realizza documentari di moda e video musicali - di raccontaci Milano, quella periferica, dove vivono e sono nati.

di i-D Staff
|
03 marzo 2017, 2:40pm

Alvin Sonic Mojetta e Lorenzo Ignoro Disoncelli

Milano cresce, sempre più. Continua ad evolversi e registrare i cambiamenti della nuova generazione. La moda, l'arte e il design rimangono determinanti; designers, editori indipendenti, stylists e musicisti stanno rivoluzionando questa città. Alberto Guerrini ha chiesto ai fondatori di NO TEXT Azienda - un collettivo che realizza documentari di moda e video musicali - di raccontaci Milano, quella periferica, dove vivono e sono nati. 

Chi sono notext, presentatevi?
NO TEXT è Alvin Sonic Mojetta + Lorenzo Ignoro Disoncelli. Abbiamo 26 e 27 anni, diciamo che ormai è tardi per morire giovani. Siamo sopravvissuti agli anni del liceo assieme e abbiamo cominciato a fare cose proprio durante quel periodo. Lorenzo studiava recitazione e faceva parte di una compagnia teatrale indipendente e Alvin suonava in una band in giro per l'Europa e faceva fanzines con le fotocopiatrici di scuola. Le prime cose che abbiamo fatto assieme erano azioni performative ed è qui che nasce l'urgenza di documentarle con la telecamera. Cresce quindi l'interesse verso il mondo delle immagini in movimento… poi è arrivata la scuola di cinema bla bla bla... La verità è che abbiamo sempre vissuto in branco come le bestie, siamo letteralmente cresciuti assieme ad altre persone, di differenti età, sesso o interessi ed è questo che ci ha formati. Non abbiamo mai dato un nome al nostro "collettivo" così ci definivano gli altri. Noi ci siamo sempre considerati semplicemente un gruppo di amici. NO TEXT Azienda è il nostro studio, nonché il nome con il quale firmiamo i lavori commissionati. Shout-out a Domenico Nicoletti, giovane visionario ed esperto di software e soft-porn, ormai membro ufficiale del dipartimento. Il nostro motto è "Lavorare meno - Lavorare tutti"!

Quando nasce il collettivo e come?
Il gruppo è nato spontaneamente più di 10 anni fa. Abbiamo sempre utilizzato dei nomi multipli per firmare i nostri lavori, un po' per spersonalizzarci ma anche per proteggere la nostra vera identità. Eravamo in botta con Co.Br.A e l'Internazionale Situazionista quindi abbiamo cominciato ad organizzare una serie di happening usando lo pseudonimo NUOVI PROBLEMI. Questi eventi accadevano al di fuori delle gallerie convenzionali e nei posti più disparati e disperati. Abbiamo cominciato ad usare il nome NO TEXT un anno fa, grazie ad una mega-chat (IRON GIVE-A) che abbiamo creato nel 2015 (e chiuso a fine 2016) nella quale l'unica regola era appunto condividere tutto tranne che testo.

Milano è la vostra città, quali sono le zone che bazzicate di più e quali i luoghi che vi rappresentano di più?
Sì, siamo dei veri milanesi ed ovviamente la zona che preferiamo è quella dove siamo cresciuti: Nord / Est. Quella che i "creativi" chiamano Nolo ma noi no, lol. Ma non ci fermiamo lì, siamo esploratori urbani e giriamo come zingari alla ricerca di esperienze e soldi.

Qual è la cosa che odiate più della vostra città?
In generale cerchiamo di schivare l'odio. Preferiamo l'amore.

Conoscendovi la prima cosa che ho apprezzato è che riuscite in modo molto naturale a mischiare attitutine punk, trendsetting, cultura digital/social e teatro dell'assurdo; in che modo una città come Milano ha influenzato il vostro lavoro?
Siamo nati e cresciuti a Milano ma è il risultato delle esperienze che abbiamo vissuto e che ci hanno emozionato ad aver formato la nostra attitudine…Sicuramente i concerti e i rave party, ma anche i viaggi e le persone che frequentiamo. Siamo la generazione a cavallo tra infanzia analogica e adolescenza digitale, per questo abbiamo una concezione spazio-temporale geneticamente modificata ed è difficile scindere le esperienze vissute col corpo e quelle espanse e "fuori-dal-corpo" anche senza Ketamina. Siamo da sempre interessati ai movimenti sotto-culturali del passato e spesso fantastichiamo sul remix-culturale che stiamo vivendo.

Milano = Moda: raccontatemi dell'anti-moda di Stile Veritiero.
Stile veritiero non è una risposta, è una domanda. Stile veritiero nasce come reazione alla fashionizzazione priva di contenuti. Avete mai visto tutti i ragazzi che dormono fuori dai negozi per comprare la t-shirt del brand più hype del momento o il paio di scarpe? È davvero triste. Il trend che vorremmo settare è: fatevele voi le magliette che volete indossare… Oggi è molto più facile di quello che sembra. Lo stile veritiero è una menzogna perché cerca l'autenticità del singolo individuo ma nello stesso tempo chiede la spettacolarizzazione della sua vita quotidiana. Stile Veritiero è un film senza pellicola, ancora in corso di svolgimento.. Molti non lo prendono sul serio, ma si ricrederanno. Stile Veritiero è più autentico di tutto ciò che credete vero.

Cosa manca alla città di Milano per una realtà creativa come la vostra?
Non manca nulla. Il vero vuoto da colmare è dentro le persone. La testa vuota si colma anche con le ossa rotte.

Siete nati a Milano, alcuni di voi sono local al 100%, come vedete la città e come vi vedete tra 10 anni…
Milano sta cambiando pelle ed è sempre più una città europea. La amiamo ma non vogliamo marcirci dentro. Combattiamo l'amore per la stabilità e la paura del cambiamento. Siamo contro le frontiere e i confini nazionali, crediamo che ogni uomo debba poter essere libero di andare dove vuole e fermarsi quanto vuole nei luoghi che lo fanno stare bene.

Progetti futuri?
Continuare.

Fatevi una domanda e datevi una risposta.
Qual è la vostra azienda preferita? NO_TEXT.

Crediti


Testo Alberto Guerrini 
Foto Ivan Grianti

Tagged:
fashion stories
interviste di musica