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10 cose che potreste imparare dalla mostra di wim wenders a villa panza

In mostra a Villa Panza, fino al 29 marzo, ci sono 34 fotografie scattate dal regista (anche se qui vi conviene chiamarlo fotografo), tra gli anni '60 e il 2003 con la sua Leica. La mostra organizzata dal FAI si chiama "Wim Wenders. America", e qui ci...

di Marta Stella
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23 gennaio 2015, 6:10pm

1. Smettetela di cercare a tutti i costi lo scatto perfetto con il vostro iPhone e lasciate che siano i luoghi a parlarvi. Se imparate ad ascoltarli, saranno loro a dirvi qualcosa.
"Con i miei scatti voglio testimoniare i luoghi, voglio trasmettere quel "senso del luogo" che abbiamo tutti dentro di noi ma che molto tempo fa avevamo più spiccato. Oggi abbiamo tutti in mano l'iPhone, in ogni momento possiamo sapere dove siamo e cosa abbiamo intorno. Io invece personalmente dipendo ancora molto dal mio "senso del luogo", quando scatto mi piace girare senza meta. Non sono interessato alla natura, piuttosto mi interessa cosa i luoghi possono dirci. Prendetevi del tempo per ascoltare la storia che i luoghi hanno da raccontare, anche su di voi. A volte per farlo serve avere un pizzico di modestia. Noi uomini tendiamo a considerarci sempre più grandi e in totale controllo della Terra. In realtà è il contrario, sono i luoghi e l'architettura a plasmarci."

2. Quando si fanno le cose in grande non è sempre e solo una questione di stupire.
"Le foto che vedete qui a Villa Panza non sono grandi perché io creda che le cose più grandi siano le più belle. A volte quelle più piccole sono ancora più affascinanti. Queste foto hanno queste dimensioni perché voglio portarvi da qualche parte, voglio condurvi in luoghi che mi hanno impressionato e voglio trasferire a voi quella sensazione. Esporvi a ciò che io ho creduto importante catturare in quel momento. È un modo per dare giustizia a quelle sensazioni, ma anche agli stessi posti che ho fotografato".

Western World Development, Near Four Corners, California © for the reproduced works and texts by Wim Wenders: Wim Wenders/Wenders Images/Verlag der Autoren, 1986 

3. Siate quello che volete, quando e come pare a voi.
"A differenza del passato, oggi divido il mio essere regista dall'essere fotografo. Da regista parto con una storia e cerco un luogo per ambientarla, mentre da fotografo arrivo in un luogo con la mente vuota. Non arrivo con una storia, ma voglio che sia il luogo a raccontarmela. Oggi non mischio più cinema e fotografia. Quando viaggio e lavoro, o scatto o dirigo." 

4. Lasciatevi stupire. E non vergognatevi di dirlo, anche se vi chiamate Wim Wenders.
"Credevo che oggi qui ci fossero solo una decina di persone. Non vi aspettavo così numerosi". Davvero, Wim?!?!

5. Guardate sempre al futuro ma non preoccupatevi di lasciare spazio anche al vostro lato vintage.
"Come regista mi piace usare tutte le nuove tecnologie, mentre quando fotografo sono all'antica. Queste foto sono scattate in analogico con la mia Leica e non sono post prodotte. Quando scatto poi mi piace andare in giro da solo, e se mi devo fermare a parlare con qualcuno allora lì smetto di fotografare. Scatto in completa solitudine e resto in silenzio da solo a lungo, e aspetto che sia quel luogo a sussurrarmi la sua storia". 

Blue Range, Butte, Montana © for the reproduced works and texts by Wim Wenders: Wim Wenders/Wenders Images/Verlag der Autoren, 2000

6. Il segreto per far funzionare una relazione è riuscire a farsi una bella manciata di fatti propri. Nel momento giusto, e nel posto giusto.
"Quando viaggio con Donata (la moglie, ndr), a volte passiamo giorni interi senza vederci. Certo partiamo insieme, ma poi ognuno al mattino esce e scopre il posto a modo suo. È capitato che riguardassimo insieme le foto di uno e dell'altro, e io le chiedessi dove avesse scattato quella foto perché, pur essendo stati nello stesso luogo, erano cose che io non avevo neanche visto!". 

7. Se un giorno vi chiameranno "maestro", non dimenticatevi mai di chi ha vi ha ispirato all'inizio.
Una delle mie più grandi ispirazioni come fotografo è Luigi Ghirri. Conservo ancora la prima foto che mi ha regalato, è da sempre sulla mia scrivania".

8. Se qualcosa vi interessa davvero, cercate di arrivarci in tutti i modi possibili. Anche se questo comporta ritornare a fare l'assistente di qualcuno.
"Non dovremmo sempre pensare e concentrarci soltanto su noi stessi, ed è quello che ho fatto quando quel giorno sono andato al Ground Zero. Quel giorno sono riuscito ad entrare nell'area riservatissima grazie a Joel Meyerowitz - l'unico fotografo autorizzato dal sindaco di New York - che mi ha permesso di fargli da assistente". Chapeau. 

 'Entire Family', Las Vegas, New Mexico © for the reproduced works and texts by Wim Wenders: Wim Wenders/Wenders Images/Verlag der Autoren, 1983 

9. Il significato della parola "artista" deve avere qualcosa a che fare con il vostro risveglio al mattino. E non c'entra naturalmente con la foto della vostra colazione su Instagram.
"Non smettete mai di essere curiosi e di rinnovare la vostra curiosità. Alla mia età ne ho viste tante, e quindi non necessariamente ogni mattina mi sveglio così curioso. Ma ho realizzato che bisogna rinnovare la propria curiosità ogni giorno per continuare a considerarsi degli artisti. Senza curiosità non esiste cultura". 

10. Fate che il giorno in cui vi sentirete davvero arrivati arrivi il più tardi possibile.
Mentre un certo titolo diventava La vita sopra Berlino e una signora sussurrava convinta all'amica che comunque "sto film non è poi un granché", Wim si è
commosso parlando semplicemente di una fotografia (uno scatto di Salgado). Così, per dire, a voi artisti tutti d'un pezzo.

Crediti


Testo Marta Stella
Foto courtesy Wim Wenders dalla mostra "Wim Wenders. America". Foto in apertura 'Safeway', Corpus Christie, Texas. 1983 © for the reproduced works and texts by Wim Wenders, Wim Wenders, Wenders Images, Verlag der Autoren
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