stella jean, è tempo di cambiare

Se il futuro è adesso, allora indossa un abito di Stella Jean. Mentre le sue creazioni sono esposte al Victoria and Albert Museum di Londra per la mostra The Glamour of Italian Fashion, preparatevi a incontrare uno dei nuovi nomi più interessanti della...

di i-D Team
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14 novembre 2014, 2:00pm

Alessandro Furchino

Ci sono giornate in cui il vento è diverso, la natura è animata e i profumi e i colori si fanno più vivi. Mentre aspettiamo Stella Jean, nuovo talento della moda italiana diretta verso un futuro sempre più colorato, globale e artigianale, vedendola arrivare è evidente che oggi sia una di quelle giornate. È l'aria che Stella porta con sé, e che travolge tutti coloro che le stanno attorno. I suoi occhi italo-haitiani non mentono: è tempo di cambiare.

Tornata da uno dei suoi frequenti viaggi la designer ci racconta il suo percorso: romana d'adozione e figlia d'arte si nutre a pane e stile, complici il padre designer di gioielli e la madre attrice. Elegante e carismatica come le più belle dame romane, Stella ci parla di come sia cresciuta con un sogno, che ha poi visto realizzarsi vincendo il concorso "Who's On Next" nel 2011 e venendo ospitata a presentare la sua collezione da Giorgio Armani durante la Milano Fashion Week nel settembre 2013. Gli abiti di Stella sono anche ora esposti alla mostra The Glamour of Italian Fashion, al Victoria and Albert Museum di Londra fino al 27 luglio di quest'anno.

Nonostante tutto, il rapido successo ottenuto ha lasciato Stella immutata, entusiasta e fiduciosa nel futuro. La sua formula tanto riuscita sta nel fondere le sue ricche eredità culturali; Roma incontra Haiti nella sua filosofia "wax and stripes": wax in omaggio alle sue radici materne e al tessuto wax tipico del costume africano, e stripes, le righe e le grafiche memori dello stile torinese paterno, creativo e bon-ton. La tradizione dunque si fonde con la modernità, e la donna femminile e armonica diventa una preziosa protagonista di questa nuova era imminente. Tanto che, quando le chiediamo come definisce la sua professione, Stella non risponde "designer" ,"art director" e nemmeno "artist" ma "storyteller"... E ora ci racconta la sua storia.

Iniziamo con un classico; definisciti in tre parole...
Métissage, antitesi, dialogo.

Parole che rispecchiano anche le collezioni che presenti. Da cosa trai ispirazione per creare?
Dalla mia storia personale, da esperienze e ricordi. Ma anche da quello che mi capita ogni giorno.

C'è qualcosa che speri possa emergere sempre dalle tue collezioni?
Vorrei trasparisse sempre un concetto di multiculturalità applicato alla moda.

Cosa significa per te creare uno stile contemporaneo?
Contemporaneo per me significa non dimenticarsi da dove veniamo, pur tenendo sempre chiaro il nostro obiettivo. Riassumendo possiamo sintetizzare dicendo che da un passato reale e da un futuro ideale nasce un presente concreto.

Qual è un momento della tua infanzia che ricordi con particolare affetto?
Ci sono moltissimi ricordi, ma posso sicuramente dire il giorno in cui mio padre mi insegnò ad andare in bicicletta.

Qual è il capo al quale non potresti mai rinunciare?
Una camicia bianca dal taglio maschile. La indosso sempre.

E tutto questo successo incredibile? Te lo aspettavi?
Per niente!

Cos'è che oggi ti fa credere nella moda?
Il fatto che, mai come prima, si stia sviluppando un dialogo/ponte generazionale rivoluzionario tra le istituzioni, i nomi che hanno fatto e ancora fanno la storia della moda italiana e gli emergenti. Credo sia iniziata l'era di una nuova consapevolezza, e ne siamo tutti testimoni.

Qual è il tuo consiglio per chi vuole intraprendere la strada del fashion design e diventare stilista?
Avere tenacia e convinzione: sono due elementi molto contagiosi e assolutamente necessari.

Passiamo alla gastronomia; da brava romana d'adozione avrai sicuramente una passione per la buona cucina. Dove ami cenare?
Tra i miei ristoranti preferiti c'è "La Tradizione" (in via Cipro, a Roma, ndr). In particolare mi piacciono i loro ottimi formaggi!

E per la musica? Dove ti piace passare il tempo per perderti tra le note di artisti del passato, o del presente?
Da Goody Music, a Flaminio, Roma. Lì puoi trovare davvero di tutto. Dalle cuffie per DJ ai CD, fino ai classici 45 giri in vinile.

Un posto particolare dove fare shopping?
Da Lucia Odescalchi, in Piazza Santi Apostoli, sempre a Roma.

Progetti futuri?
Moltissime idee ma seguo la filosofia del "fare e poi dire."

Qual è il tuo motto personale?
"Così è... Se vi pare."

Come ti vedi tra dieci anni?
Con dieci anni in più.

@stellajeanltd

stellajean.it

Crediti


Testo Sandra Nikoko
Foto: Ritratto di Alessandro Furchino
Foto: Backstage di Sonny Vandevelde 

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