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cosa rende i giovani queer di oggi così diversi, così affascinanti?

Abbiamo intervistato alcuni liceali italiani che hanno scelto di combattere gli stereotipi usando come armi pennelli, rossetti e mascara.

di Jacopo Bedussi
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25 maggio 2017, 2:55pm

In fatto di sotto-culture viviamo il nostro essere italiani come qualcosa che ci relega alle province dell'impero, ma è anche vero il contrario. E cioè che dalle province vere, quelle governate dalla Lega e disseminate di rotonde e centri commerciali, nascono continuamente piccole scintille impazzite di consapevolezza e rivoluzione. Lontano da Milano e dalla moda, dai moscow-mule e dallo street style di lusso, una nuova generazione di ragazzi abbatte le barriere dei generi e della coolness condivisa. E si trova a tracciare il solco per una rivoluzione di costume che non si fa sulle barricate o con gli slogan della militanza LGBT, piuttosto con una scrollata di spalle che dice 'mi piaccio così'. L'autodeterminazione prende il posto dell'ideologia, e non sente più il bisogno di giustificarsi. Ci troviamo di fronte a una deriva indivualista tanto estrema quanto auspicabile, e nella sua realizzazione bellissima e sexy. Abbiamo chiacchierato con questi giovani dandy post-internet di definizioni di sé, della vita in provincia e di make-up. Tantissimo make-up.

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Fabio Lusoli 18 anni Erbusco (BS) 5a Liceo Artistico

Il make-up
Mi piace la mia pelle, e mi piaccio anche struccato. Ma non è una questione di coprire qualcosa. È un'arte, io prendo un pennello e mi dipingo la faccia. È una sperimentazione continua. Ovviamente lo faccio per me, ma ci tengo che le persone che si intendono di make-up mi facciano magari i complimenti. È una ciliegina sulla torta. Per me non esiste un look senza make-up, serve a completarmi.

Tutti i giorni
Se ho tempo sì, mi trucco tutti i giorni prima di uscire.

Le ispirazioni
Mi ispiro molto a diverse drag. Anche se poi non copio semplicemente il make-up ma lo re-interpreto. Ho pensato spesso di farlo ma per il momento sono ancora alla ricerca di una base necessaria di accessori. Di solito per il giorno non realizzo un make-up troppo elaborato, preferisco qualcosa di più sobrio.

Adesso cosa hai in faccia?
Primer, fondotinta, correttore, contour, matita per sopracciglia, e illuminante. Mi sono piegato le ciglia con un piegaciglia per avere un effetto mascara e lentiggini finte, che ultimamente mi piacciono molto.

Il mondo LGBT
Io sono femminista al 100%. Mi riconosco come gender-fluid nel senso che mi piace il mio essere uomo, non cambierei sesso, anche se provo un'antipatia verso il genere maschile per ragioni storiche e socio-politiche. Eppure capisco che anche se esternamente sono un uomo spesso penso come una donna e ho passioni molto femminili. La mia emotività e introspezione sono molto femminili. Dall'altra parte ho una serie di dubbi ultimamente sul Gay Pride e su cosa questo significhi, penso che nel 2017 si dovrebbe trattare di un evento di accettazione universale di tutti e invece sembra che la rappresentanza di ogni minoranza cerchi un modo per primeggiare. Vorrei un evento che sposti il focus sulle persone e non sulle categorie. Io trovo assurdo dire cose come 'etero di merda', c'è una profonda contraddizione in tutto questo.

Come viene percepito il tuo look?
La gente mi prende per esibizionista. Ma come si può pensare che una persona affronti così tante lotte ogni giorno solo per esibizionismo? Io vengo da un paese di ottomila abitanti. Non andrei incontro a battute omofobe ogni giorno o minacce per strada solo per esibizionismo. Se lo faccio ogni giorno, vestirmi come voglio e truccarmi, lo faccio perché così riesco a riconoscere pienamente me stesso. So chi sono anche senza vestiti femminili e make-up, so di essere Fabio. Ma quando sono vestito come piace a me e truccato mi sento veramente me stesso. Mi guardo allo specchio e mi riconosco.

Vitor Carvalho 18 anni, Treviso, 3a Liceo Artistico

Il make-up
Io mi sono sempre truccato sin dalle medie. Ma non ero capace. Poi mi sono reso conto che il make-up non è solo coprire le imperfezioni. È una cosa molto personale, quando mi sveglio è la prima cosa che faccio. Mi diverte e mi appassiona; ogni volta vorrei provare qualcosa di nuovo.

È solo per te o anche per suscitare reazioni negli altri?
Certo è anche per suscitare reazioni negli altri. Credo che sia un qualcosa che devono poter fare uomini e donne, ognuno dev'essere libero di fare quel che gli va. E questo è un messaggio che cerco sempre di dare. Poi capita che mi prendano in giro ma non mi interessa.

Come hai imparato a truccarti?
Ho imparato tutto da solo, al massimo i tutorial su youtube ma in realtà si tratta di una ricerca molto personale.

Ti trucchi tutti i giorni?
Sì sì ovviamente, a volte entro in classe un'ora dopo perché sono in ritardo per il make-up.

La comunità LGBT
Io mi sono sempre sentito abbastanza maschile, non ho mai dubitato del mio genere. Le istanze LGBT mi interessano e sono parte della mia vita. Ultimamente i diritti trans mi stanno particolarmente a cuore perché le persone che mi hanno accompagnato nella scoperta di me stesso stanno transitando e ho capito davvero quanto questo sia importante per loro.

La provincia
Ti faccio un esempio. Qualche settimana fa stavo andando a scuola e sono stato aggredito, e non è la prima volta, da dei ragazzi che hanno iniziato a gridarmi gay e le solite cose. Io come sempre me ne sono fregato e ho proseguito per la mia strada, loro mi hanno seguito e mi hanno buttato per terra e picchiato. Però io queste cose le prendo come una sorta di crescita, perché all'inizio vivevo la mia omosessualità come qualcosa da nascondere ma poi quando vedi che queste persone sono le più stupide e vuote ti chiedi 'perché devo permettergli di giudicarmi?'. Quindi anche se sono in una città piccola queste persone devono capire che il mondo è cambiato e ogni giorno so di essere dalla parte giusta e non avranno mai il potere di cambiarmi.

Il Futuro
Ho sempre sognato di fare il modello, quindi forse finito il liceo cercherò di farlo diventare un lavoro o una parte importante della mia vita. Altrimenti c'è sempre il make-up che è la mia più grande passione.

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Davide Perfetti, 17 anni, Liceo Artistico, San Giorgio su Legnano (MI)

Il make-up
Ho iniziato a truccarmi fin da piccolo. Mi ricordo che a 7 anni rubavo i trucchi di mamma e ci giocavo. Poi ho passato una fase di conflitto interiore per cui ho abbandonato questo gioco, perché vivendo in un piccolo paese di provincia questa cosa era vista molto male, e l'ho poi ritrovato l'anno scorso. Ho ripreso manualità e dimestichezza guardando tutorial su Youtube.

Ispirazione
Da qualche mese ho preso più coscienza estetica e ho deciso di cercare ispirazione nella storia dell'arte e negli artisti che preferisco e soprattutto nella parte di ricerca sul corpo degli anni '60. Il primo in assoluto è stato Yves Klein, che è uno dei miei artisti preferiti.

LGBT
Il mio rapporto con la comunità LGBT è abbastanza povero, in realtà perché la conosco e frequento da poco ma mi ritengo femminista, e detesto la concezione maschilista della società. Io mi considero un maschio nonostante ami mostrare la mia parte femminile.

Futuro
Finito il liceo vorrei continuare nella ricerca sull'estetica. E provare a unire l'amore per l'arte al fashion. Vorrei anche poter viaggiare e fare un anno all'estero, negli Stati Uniti o a Parigi.

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Mirios Van Dood, 19 anni, Montichiari (BS), Liceo Artistico

Il make-up
Quando uso del make up sono sempre molto razionale. Cerco di avere un approccio molto maschile. Lo uso per sottolineare un'estetica più grunge, ad esempio le occhiaie. Sono legato a un mondo estetico un po' passato forse, riferimenti importanti sono la scena emo e i My Chemical Romance. Io non lo uso tutti i giorni e non sono un esperto. Diciamo più che mi spalmo della roba in faccia. Non è qualcosa di particolarmente costruito.

LGBT
Essendo bisex mi trovo a sostenere tutte quelle che sono le battaglie LGBT. E anche se molte di queste non mi riguardano personalmente le appoggio completamente.

La provincia
La mia estetica nasce da quello che vedevo nel mondo, a prescindere dal posto in cui sono nato e cresciuto. Mi ispiro a tante band degli anni '90. Viverla in provincia per me non è stato mai un problema, nonostante il make-up o i vestiti. A volte mi guardano male e le vecchiette si postano perché pensano che possa derubarle ma niente di troppo pesante.

I riferimenti
Le mie più grandi ispirazioni vengono dal mondo della musica. I My Chemical Romance come dicevo, ma anche i Sum41. E anche tante band femminili, Taylor Momsen, Alice Glass dei Crystal Castles, Chloé Sevigny e le t.a.T.u. E poi Lady Gaga, più come personaggio che come musicista, in quanto outsider. Poi... i Nirvana, Amy Winehouse e dal 2014 una mia grande ispirazione è stata la prima Lana Del Rey.

Il futuro
Sicuramente vorrei andarmene dall'Italia. Sono stato a Berlino e mi piacerebbe tornare a viverci, anche se devo imparare il tedesco. E poi ho il sogno americano nel cuore, sarà banale ma è così: la West Coast e Los Angeles.

Crediti


Testo Jacopo Bedussi
Immagini via Instagram