lisa sorgini ci mostra che il sogno australiano non è ciò che sembra

Nel mondo della fotografa australiana il concetto di bello, assurdo e macabro vanno mano nella mano.

di Wendy Syfret
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08 febbraio 2016, 2:35pm

Lisa Sorgini ama l'Australia, ma non le interessano le foto patinate da cartolina che siamo soliti vedere dell'isola. Le piace immortalare la sensazione di solitudine e desolazione che ritrova nella natura e in città. Le sue foto hanno come protagoniste le strade di periferia, oggetti dimenticati, soggetti che non ti aspettavi e luoghi meravigliosi. Non sono mai sentimentali o smielate, ma invitano l'osservatore a interrogarsi su chi è davvero piuttosto che su ciò vorrebbe essere. 

L'Australia sembra sempre la tua musa, credi che il tuo lavoro ci sveli qualcosa in più su questo posto? 
Certamente. Mi interesso anche alla sociologia e al contrasto tra il modo in cui a questo Paese piace essere visto e ciò che è davvero per la maggior parte della gente che vive qui. È la cosa che più mi affascina. 

È interessante. C'è un'idea in particolare sull'Australia che stai cercando di stravolgere?
Non direi che sto cercando di stravolgere un'idea quanto piuttosto di fornire una prospettiva differente. Oltre a una visione progressista e sfalsata della realtà, abbiamo anche dei vuoti culturali enormi connessi tra loro. 

Forse la domanda giusta è: c'è un elemento della tua cultura a cui ti rifai spesso? 
La nostra periferia e tutte quelle vaste aree abbandonate mi hanno sempre affascinata. Le sfumature e le assurdità della vita in periferia sono seducenti, tragiche e divertenti al tempo stesso.

In tutto ciò, per contrasto, ti affascina anche la natura.
Ho scoperto di essere interessata a catturare soprattutto la sensazione di solitudine e la trovo facilmente sia in periferia che in mezzo alla natura. 

Il tuo lavoro riflette molto sulla tua terra, hai mai pensato a come sarebbe il tuo lavoro se vivessi da un'altra parte? 
Certo, ma non posso immaginare come sarebbe stato. Avere il proprio posto nel mondo è un tema importante per me e ne sono perfettamente conscia. Vorrei poter guardare la mia terra con occhi nuovi o da un'altra prospettiva.

Abbiamo parlato dei soggetti desolati dei tuoi lavori, ma spesso scatti anche cose tradizionalmente considerate "carine", come i fiori per esempio, ma risultano sempre surreali o macabre. Lo fai consciamente o meno?
Non credo sia una cosa fatta coscientemente, credo derivi dal mio modo di vedere il mondo. Bello, assurdo e macabro vanno a braccetto per me molto spesso.

C'è del sentimento in tutto ciò che faccio ma non è il tema principale quando scatto una serie o una foto singola, quanto piuttosto un aspetto secondario e spero si noti. 

@lisa.sorgini

Crediti


Testo Wendy Syfret
Foto Lisa Sorgini

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