i 15 migliori film del 2015

Da Mustang a The Lobster passando per Love, ecco la nostra classifica dei film da rivedere uno dopo l'altro prima che quest'anno giunga al termine.

di Francesco Governa
|
02 dicembre 2015, 10:30am

Mustang 
Quattro sorelle scatenano uno scandalo in paese dopo essersi messe a giocare, assieme a dei ragazzini, in spiaggia dopo la scuola. La casa diventerà una prigione forzata. La voglia di libertà crescerà ogni giorno di più. Oppressione e delicatezza nelle immagini. Un'ode alla leggerezza rinchiusa. Un film "piccolo" ed immenso nella sua naturalezza.

Il fascino indiscreto dell'amore (Tokyo Fiancée) 
C'è tutto il garbo dell'equivoco e dei cliché (la scoperta dell'amore e la sua rincorsa) nel film di Stefan Liberski. Sognare ad occhi aperti, sguardi svampiti, attoniti e ingenui verso il mondo circostante. Un Giappone etereo, fotografato diversamente e lontano dall'immaginario collettivo.

Microbe and Gasoline  
Michel Gondry è un genio creativo come pochi. Sue le "commedie" più elaborate e tremendamente affascinanti degli ultimi anni. Un patrimonio del cinema. Qui, però, decide di lasciare tecnicismi e rompicapi per regalarci un film adolescenziale avventuroso e ricco di temi importanti. Non mancano, comunque sia, i suoi soliti manierismi, quei guizzi capaci di farti urlare al capolavoro.

The Wolfpack 
La vera storia di sei fratelli, segregati in casa dal padre per evitare "contaminazioni" dal mondo esterno, che riscrivono e mettono in scena grandi film classici, uno su tutti Pulp Fiction. Prodotto da Vice, The Wolfpack è metacinema che mette in luce lo struggente processo di formazione e la presa di coscienza dei sei ragazzi. Una dichiarazione d'amore per la vita e per il cinema. I fratelli Angulo prossime star mondiali.

Amy 
Soffice e duro. Tormentoso ma mai retorico. Veritiero ed inesorabile. È malessere e gioia. Mistero e sofferenza. Un tributo giusto e non necrologico su uno dei personaggi entrati ormai nella storia della musica. E non solo.

The Tribe
A differenza di ciò che si potrebbe pensare, non è un film sui sordomuti ma l'esigenza di raccontare personaggi e storia attraverso le azioni e i gesti. Il linguaggio del corpo al servizio del cinema. La sensazione è netta: essere dentro al film. Annusarlo. Toccarlo. The Tribe è già un cult.

Dheepan 
Con Dheepan, Jacques Audiard vince la Palma d'Oro all'ultimo Festival di Cannes. Il riscontro di critica è pressoché unanime. Un racconto crudo, di certo più lieve di quelli a cui il regista ci ha abituato da sempre. È selvaggio nel narrare fatti legati a corpi sporchi, sudati e in costante bilico. È cinema d'urgenza. Spietato e sconvolgente. Quello di cui si sente il bisogno.

The Whispering Star
Un androide che consegna, silenziosamente, pacchi tra vari sistemi solari perché ogni tipo di rumore superiore a 30 decibel può uccidere. Basterebbe questo per infondere curiosità tra il pubblico. Quello che, però, ne esce fuori è un film tecnicamente pauroso (bianco e nero, interminabili riprese fisse, lunghe carrellate) di un regista folle ma pragmatico. Estetica (tele)trasportata ai massimi livelli. Un "sussurro" nella fantascienza odierna.

Birdman 
Si è detto e scritto di tutto. Inàrritu nuovo eroe della settima arte. Lunghissimi piani sequenza (con dei tagli, naturalmente). Tecnicamente ineccepibile e perfetto, recitato all'ennesima potenza e con una colonna sonora caratterizzata dai soli colpi di batteria. "L'imprevedibile virtù dell'ignoranza". Il prevedibile sbanco agli Oscar.

Cobain: Montage of Heck
Altro documentario su un simbolo indelebile. Un lavoro meticoloso e fin troppo intimo, dove la privacy viene spiattellata al pubblico. Emblematici, in questo senso, i filmini domestici di Kurt e Courtney, corpi inermi e pieni di droga. Affascinante ed ipnotico affresco su un ragazzo incapace di sconfiggere il fragile. E il male interiore.

Love
Durante l'ultima edizione del Festival di Cannes, ad un'ora tarda e quasi in sordina viene proiettato l'ultimo film di Gaspar Noé, il provocatore. Non viene risparmiato nulla: penetrazioni mirabolanti, masturbazioni nel dettaglio, la voglia di creare scompiglio. Come se non bastasse, il tutto viene servito nel formato 3D. Porno d'autore coloratissimo, trasognato e spinto al limite.

Grandma
Gigantesco film indie, scritto e diretto da Paul Weitz (si, quello di American Pie…), su una nonna lesbica e fusa di testa, disposta a fare di tutto pur di aiutare sua nipote dalle rogne della gravidanza. La vera forza di Granma sta nei dialoghi, capaci di tracciare brillantemente gli aspetti, palesi e nascosti, dei personaggi costretti ad interagire di fronte alle imprevedibilità della vita.

Land of Mine 
Il periodo è quello immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale. L'esercito danese impone ai soldati tedeschi di rimuovere tutte le mine, innescate dai crucchi stessi, sparse per tutto il territorio. Il soggetto è originale ed atipico. La potenza straordinaria risiede nella psicologia dei personaggi, nel rapporto tra il sergente danese e i ragazzini tedeschi. Insidioso, forte, ansiogeno e malinconico.

Whiplash
Prendete un genere, quello musicale. Ritmatelo a suon di batteria jazz. Scrivetelo come fosse un dramma psicologico. Dirigetelo perfettamente, con attenzione ai dettagli che fanno, sempre, la differenza. Montatelo in maniera superba (e da premio Oscar). Recitatelo come fosse l'ultima prova attoriale. Otterrete questo lungometraggio sfolgorante e magnetico.

The Lobster
Il film di Lanthimos è stratificato e pieno di sovrastrutture, intricato e dai ritmi convulsi. Asettico e di denuncia. Qui la fantascienza è soltanto un pretesto per trattare temi come la costante disorganizzazione sociale. Trama a dir poco geniale, realizzazione sfacciatamente fuori da ogni logica narrativa e cinematografica. 

Crediti


Testo Francesco Governa
Fotogramma del film Tokyo Fiancée

Tagged:
Film
Love
2015
gaspar noe
whiplash
cobain
The Lobster
Mustang
film 2015
tokyo fiancée