vi presentiamo adebayo oke-lawal, designer di orange culture

Abbiamo intervistato il giovane designer nel backstage di "Constellation Africa", evento organizzato da Fondazione Pitti Discovery ed Ethical Fashion Initiative.

di Gloria Maria Cappelletti
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19 giugno 2015, 10:15am

Unire più stili sulla stessa passerella è complicato quanto organizzare una mostra collettiva ed esporre il lavoro di più artisti. Ma Fondazione Pitti Discovery ha sempre promosso e avuto una particolare attenzione verso la moda in senso poliedrico. Questa stagione si conferma l'interesse multi etnico grazie all'evento "Constellation Africa" con il coinvolgimento di Ethical Fashion Initiave che ha selezionato 4 designer africani emergenti per PU88: MaXhosa by Laduma, Orange Culture, Dent de Man, Projecto Mental. Tra questi giovani ci ha colpito particolarmente la collezione Orange Culture che ha riproposto una silhouette anni '70 "sexy and groovey" senza cadere nel vintage. Ecco cosa ci ha raccontato il designer Adebayo Oke-Lawal.

Raccontaci di te. Avevi in mente di entrare nel mondo della moda, o è una di quelle cose che è semplicemente successa?

Sinceramente volevo lavorare nella moda da quando avevo 10 anni. Riempivo i miei libri di scuola con schizzi di abiti e conservano copie dei cataloghi di abiti di Argos per capire come dovevano essere le illustrazioni. Per me non è mai stato qualcosa in cui mi sono ritrovato, è sempre stata parte di ciò che sapevo che dovevo diventare.

Quando hai iniziato la tua collezione Orange Culture?

Ho iniziato Orange Culture nell'aprile 2011, dopo aver lavorato per un paio di brands, è stato uno degli inizi più spaventosi ma una decisione che sono sempre grato di aver preso.

Qual è stata la tua ispirazione principale?

Come brand, la mia ispirazione principale e' la mia esperienza personale, sono l'esatto opposto dell'ideologia maschile dell'uomo africano. Sono sempre stato molto delicato e in contatto con le mie emozioni, e come giovane uomo in Nigeria questo non era esattamente nella norma. Colgo ispirazione dalle esperienze che ho avuto crescendo in questo stato mentale e guardando la gente che, o mi castigava, o mi amava per questo, così ho voluto raccontare alle persone di un nuovo uomo nigeriano, nel senso di uomo africano del giorno d'oggi.

Quando hai iniziato a collaborare con Ethical Fashion Initiative?

Ho iniziato quest'anno, a febbraio, ed è stata una delle migliori esperienze che abbia mai fatto, ho trovato un team di persone incredibili, con la passione di creare un mondo della moda sano e che nel frattempo supporta i brands giovani Sono molto grato di farne parte.

Come ti senti ad essere stato invitato a sfilare la tua collezione a PITTI Uomo, l'avresti mai immaginato?

Quando l'ho scoperto, sono rimasto di sasso, sono così grato e onorato di essere stato selezionato e prego solo che la gente possa relazionarsi al brand mentre racconto la mia storia. 

Sei amico degli altri designers che fanno parte dell'evento Constellation Africa: Dent de Man, MaXhosa by Laduma e Projecto Mental, o li hai incontrati a Pitti per la prima volta?

Ho incontrato Laduma a Londra, abbiamo fatto una mostra insieme chiamata International Fashion Showcase. Laduma è un uomo di grande talento. Ho seguito Projecto Mental e Dent de Man da lontano e sono entrambi una grande ispirazione; sono stato molto contento di incontrali a Pitti per la prima volta.

È la tua prima volta in Italia? Ti piace Firenze?

È la mia seconda volta in Italia e amo Firenze, se potessi vivere ovunque a parte in Lagos, vivrei a Firenze!

Quali sono i tuoi piani per il futuro?

Voglio portare Orange Culture in tutto il mondo. Andremo in Sud Africa per la settimana della moda maschile dopo l'Italia. Dopo questi due show, dobbiamo ancora impegnarci senza sosta e lavorare tanto - il viaggio continua perché Orange Culture è determinato a conquistare il mondo!

Crediti


Testo Gloria Maria Cappelletti
Foto Tassili Calatroni