cosa vale la pena guardarsi su netflix a novembre

Timothée Chalamet​, un Ryan Gosling d'epoca e la versione giapponese di "Queer Eye", ad esempio. Che ci pare sia abbastanza, no?

di Benedetta Pini
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29 ottobre 2019, 6:00am

Screenshot dal trailer del film Il Re, disponibile su Netflix dall'1 novembre

Vorremmo potervi dire che l'inverno è dietro l'angolo, che divano e copertina vi aspettano ogni sera sul divano, che il freddo farà presto passare la voglia di uscire anche ai vostri amici senza che vi dobbiate sentire in colpa ogni volta che li paccate, dovendovi pure sforzare per inventare scuse attendibili. E invece il cambiamento climatico ci sta costringendo a vivere in un'eterna primavera, con tutto ciò che ne consegue: never ending SAD (disturbo affettivo stagionale), vestirsi a strati perché la temperatura potrebbe scendere o salire di botto e in generale non avere la più pallida idea di cosa abbia senso indossare. Ma, soprattutto, il momento di chiudersi in letargo tra le braccia di Netflix sembra sempre più lontano più ci avviciniamo all'inverno. Un po' come se fossimo intrappolati nel paradosso di Zenone.

Beh, possiamo comunque fregarcene e basta, senza copertina, tanto fa lo stesso. Anche perché questo mese arriveranno un sacco di novità super interessanti su Netflix. Prima di tutto potremo rivedere Timothée Chalamet e Ryan Gosling. E poi il predecessore di Mean Girls che forse non tutti conoscete, vi assicuriamo che è ancora più pazzesco. Per le persone particolarmente emotive, ci sono una tenera commedia natalizia e un film di animazione dolcissimo. Se volete andare più sul pesante, troverete Martin Scorsese e un film disturbante sulle dinamiche dei regimi dittatoriali. Ah, potrebbe anche arrivare la quarta stagione di Rick e Morty, ma al momento si tratta solo di una voce... dita incrociate!

Amiche Cattive (1 novembre)

Se avete amato film come Schegge di follia (1988) o Mean Girls (2004), non potete non conoscere Amiche cattive. Uscito nel 1999, fu un vero e proprio disastro di incassi e al cinema lo videro in pochissimi. Solo di recente ha iniziato a farsi conoscere, tanto che Netflix ha deciso di riproporcelo, cavalcando la wave in corso dei revival anni '90. L'estetica del film trasuda infatti di estetica anni '90, il mood dei personaggi pure e la trama è geniale: Courtney, Marcie, Julie e Liz sono le ragazze più popolari della scuola che bullizzano chiunque si trovino davanti, spinte da un senso dell'umorismo a dir poco estremo. Per festeggiare il compleanno di Liz (Charlotte Ayanna) decidono infatti di inscenare il suo rapimento: la chiudono nel bagagliaio di un'auto e le mettono in bocca un'enorme caramella jawbreaker per impedirle di urlare, ma quella che doveva essere una sorpresa un po' black humour si trasforma in tragedia. Liz finisce morta soffocata nel bagagliaio dell'auto e c'è anche una testimone oculare dell'accaduto, così le tre ragazze iniziano un piano malefico per riuscire a mantenere il loro segreto.

Drive (1 novembre)

Questo è il film che ha consacrato definitivamente Ryan Gosling come l'attore che recita senza bisogno di parlare. Non che prima di questo film avesse impersonato figure particolarmente esuberanti, ma qui la trama noir, l'estetica lisergica e la cupezza del personaggio lo rendono l'interprete giusto nel ruolo giusto. E quando accade, il successo è immediato: la critica è impazzita, il pubblico pure e, se non avete visto il film, sicuramente vi sarà capitato di beccare meme in giro. Ryan Gosling è un pilota senza nome che ufficialmente lavora come meccanico in un'officina ma per arrotondare fa lo stuntman e anche l'autista per rapinatori. Tra storie d'amore strazianti, debiti, minacce criminali e speranze, il film vi toglierà il fiato per 100 minuti esatti.

Queer Eye in Giappone (1 novembre)

Reboot della serie del 2003 Queer Eye for the Straight Guy, la serie Netflix è un successo ormai accertato da quattro stagioni, con la sua squadra di esperti di cinque settori di lifestyle: Antoni Porowski per l'enogastronomia, Tan France per la moda, Karamo Brown per la cultura, Bobby Berk per il design e Jonathan Van Ness per l'acconciatura. Loro sono i Fab Five e hanno una missione ben specifica: mettere le loro conoscenze al servizio di una persona per prepararla ad affrontare un'occasione speciale, non solo a livello estetico ma anche psicologico, insegnandogli il valore della sicurezza in se stess* per affrontare ogni situazione di vita con serenità. Lo spin-off sarà ambientato in Giappone, e non vediamo l'ora di scoprire cosa succederà durante questo incontro di due culture così lontane!

Atypical - Stagione 3 (1 novembre)

Sam ha 18 anni ed è affetto dalla Sindrome di Asperger, ma ciò non significa che non ha gli stessi desideri e drammi di qualunque altro ragazzo della sua eta: ora è alle prese con i primi amori e la volontà di avere una sua indipendenza dalla famiglia. Peccato che nessuno, o quasi, lo percepisca come una persona "normale", a partire da sua madre: ansiosa e apprensiva, finisce col soffocarlo, soprattutto adesso che Sam sta per lasciare casa per andare al college. Eppure, Sam ha una sua modalità comunicativa, come ognuno di noi ha la propria, quindi, alla fine, chi è che rientra nel concetto di "normalità" e chi no? La risposta di Atypical è radicale: tutti e nessuno, perché alla fine non importa.

Noi siamo l’onda - Stagione 1 (1 novembre)

Nell'aprile del 1967 il professore di storia Ron Jones idea l'esperimento The Third Wave coinvolgendo gli studenti del liceo Cubberley High di Palo Alto, California. Sotto forma di gioco d'azione, il docente fonda un movimento dittatoriale sotto la sua guida, imponendo una disciplina severissima e pesanti punizioni per chi contravviene alle regole. Piano piano si crea una comunità all'interno della classe, che progressivamente si espande in tutta la scuola. L'intento era quello di spiegare come fosse stata possibile la nascita del nazismo e la dimostrazione fu incredibile: il professore dovette interrompere dopo soli cinque giorni l'esperimento per evitare che degenerasse. Sulla base del racconto di Jones, nel 1984 Todd Strasser scrive un romanzo diventato un libro di testo scolastico in Germania e nel 2008 esce il film L'onda. Ora questa vicenda è diventata una serie TV, da vedere assolutamente per non abbassare mai la guardia, oggi più che mai.

Il Re (1 novembre)

Se vi manca Timothée Chalamet, eccovi un'ottima notizia per voi! L'attore più cool del momento interpreta il principe Hal, l'erede al trono d'Inghilterra che non ne vuole assolutamente sapere di vivere a corte, arroccato e alienato dal mondo, e il suo animo ribelle lo spinge a vivere in una dimensione normale, tra il popolo. Alla morte del padre, un tiranno violento, Hal viene nominato Re Enrico V e non può più continuare a fare quello che vuole: è costretto a trasferirsi a corte e accettare proprio quella dimensione che aveva rifiutato.

Let it Snow (8 novembre)

Immaginate di vivere in una cittadina di provincia, di essere all'ultimo anno di liceo e di aver superato indenni il primo semestre. Ormai è già la vigilia di Natale ed è quasi finita, sembra tutto in discesa e il college sembra appena dietro l'angolo. Vicinissimo eppure ancora irraggiungibile, così come l'indipendenza dai genitori e la libertà di esprimervi appieno. All'improvviso una tempesta di neve blocca tutti, costringendovi a rimanere incastrati in situazioni assurde, nel bene e nel male. Tra incontri imprevedibili, ritorni inaspettati, confronti dolorosi e rivelazioni bellissime, i rapporti tra i ragazzi della cittadina verranno stravolti in modo inaspettato. Preparatevi a vederne di ogni.

The Irishman (27 novembre)

La diatriba tra chi è pro e chi è contro Netflix forse non si risolverà mai, ma in questo caso i detrattori dovranno ammettere la sconfitta, perché senza la piattaforma streaming il film di Scorsese non avrebbe mai visto la luce. Dopo una serie di rifiuti da varie case di produzione per via del budget eccessivamente alto, Scorsese è finito tra le braccia di Netflix e ha sfornato l'ennesimo potenziale capolavoro. Col suo stile elegantissimo, classico e moderno allo stesso tempo, il regista torna a parlare di mafia, sicari, veterani di guerra e criminalità, a cavallo tra Stati Uniti e Italia. Certo, vederlo nel piccolo schermo non sarà la stessa cosa, ma potete attrezzarvi con schermi, proiettori e casse di qualità per godervelo al massimo.

Dov’è il mio Corpo (29 novembre)

È ora di superare il pregiudizio che vuole l'animazione esclusivamente per bambini, come ormai hanno dimostrato un'infinità di film, da Porco Rosso (1992) di Hayao Miyazaki ad Anomalisa (2015) di Charlie Kaufman e Duke Johnson. Presentato al Festival di Cannes, Dov'è il mio corpo non avrebbe avuto una distribuzione in Italia se non fosse stato per Netflix (mentre in Francia non ha avuto problemi), e per fortuna! Il film ha una trama dolce, delicata e originalissima: una mano mozzata ibernata in un laboratorio di un ospedale parigino riesce a fuggire e vaga alla ricerca del suo corpo perduto. Non vi sveliamo altro, ma vi diciamo che il film riflette sulla bellezza dei sogni, sull'amore, sulle difficoltà dell'adolescenza e sulle problematiche di chi è costretto a vivere lontano dal proprio paese d'origine.

Perché film e serie tv fanno parte della nostra vita molto più di quanto pensiamo:

Crediti

Testo di Benedetta Pini

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