Screenshot dal trailer di The King

10 film che ci svolteranno il festival del cinema di venezia

Due paroline magiche per convincere anche voi: Timothée Chalamet.

di Benedetta Pini
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28 agosto 2019, 9:59am

Screenshot dal trailer di The King

Ci sono tanti tipi di festival, più o meno per ogni forma d'arte, che sia musica, performance, teatro, editoria, fumetti, cibo vegano... E poi ci sono i festival di cinema, che hanno tutta una categoria a parte. Al suo interno trova spazio una varietà piuttosto diversificata di tipologie di festival: dalle semplici rassegne tematiche, geografiche o di genere ai festival più generalisti, passando per iniziative talmente di nicchia da chiedersi come sia possibile che esistano davvero - come Corto e Fieno, il festival del cinema rurale. Oltre all'approccio della selezione, gran parte dei festival di cinema la fanno gli accrediti e il luogo. L'accredito a Venezia non è solo un generico "press", ma segue una gerarchia che tutti agognano di scalare, passando dal verde, giallo, blu e poi l'agognato rosso. Ma quelli davvero cool l'accredito a malapena lo mostrano per accedere alle sale; anche se, per togliere ogni dubbio su quale gradino occupi ognuno, le file per entrare sono separate e gestite a seconda della priorità.

Tutto succede al Lido, una striscia di terra desolata, con schiere di tristi e freddi palazzi anni '60, qualche rara villa imponente, un mare dalla dubbia balneabilità e una serie di impalcature, luci, chioschetti e bar montati esclusivamente per il Festival, che danno un tocco di brio - rigorosamente fuori moda. Per 12 giorni non vedi altro, se non lo schermo del cinema, dove passi dalle 6 alle 10 ore al giorno; entri che c'è la luce, esci che è buio. Per poi correre a prenderti uno Spritz, l'unica cosa che assurdamente ha un costo più basso rispetto al resto d'Italia, mentre per una bottiglia d'acqua ti chiedono un rene. Ah, e non dimentichiamoci i tramezzini: avete presente il serpente che si mangia l'elefante nel Piccolo Principe? Ecco, hanno esattamente quella forma lì, ma al posto dell'elefante c'è un paradiso di uova, tonno, prosciutto, maionese...

Comunque, veniamo ai film. Di fronte a un programma denso come quello del Festival di Venezia, è davvero difficile capire come muoversi e riuscire a incastrare tutto quello che si vuole vedere; senza calcolare che si può venire rimbalzati a un film, vedendo saltare tutti i nostri programmi a effetto domino. Per darvi una mano a capirci qualcosa, abbiamo selezionato 10 visioni assolutamente da non perdere e da segnarvi in agenda, perché presto arriveranno tutti - o quasi - in sala.

Marriage Story - Storia di un matrimonio, USA, 2019, Noah Baumbach | Concorso

Crisi deriva dal latino crisis e dal greco krisis, "scelta", "decisione", derivato di "distinguere", "giudicare". Quando un matrimonio si rompe si trova davanti a una crisi che comporta una scelta: lasciare che si spezzi o fare in modo di tenerlo unito. A vivere, subire e affrontare questa crisi sono Nicole (Scarlett Johansson) e Charlie (Adam Drive), ognuno in modo completamente diverso, ed è questo il fascino del film: Baumbach sviscera ognuna delle loro sensibilità in modo complesso e stratificato. Perché la verità non è mai una sola, ma si può lavorare insieme per trovarne una da condividere. Segnatevi questo film, perché è in arrivo in autunno su Netflix!

Guest of Honour, Atom Egoyan, Canada, 2019 | Concorso

guest of honour

Veronica ha solo 20 anni si trova a dover affrontare un’accusa di molestie sessuali su uno studente minorenne e altri ragazzi. Lei quell’atto non l’ha mai compiuto, e non c’è dubbio. Ma vuole assolutamente rimanere in prigione, perché sente il bisogno di dover scontare una punizione per una colpa commessa molti anni prima, un oscuro segreto legato al suo passato familiare. Jim, suo padre, non si dà pace. È un ispettore di cibo in una città multiculturale che controlla i ristoranti del luogo a gestione familiare, su cui esercita un forte potere, fino a poter abusarne. Questo dramma psicologica denso e affascinante trascinerà Veronica e Jim in una dinamica personale e lavorativa complessa e misteriosa, portandosi dietro lo spettatore.

La mafia non è più quella di una volta, Franco Maresco, Italia 2019 | Concorso

la mafia non è più quella di una volta

Da una parte gli scatti di Letizia Battaglia, immagini eterne che hanno raccontato le guerre di mafia in Italia, in particolare a Palermo, raccontata nel suo decadente splendore. I morti di mafia, le tradizioni, gli sguardi, le donne, i bambini, le feste, i drammi, la quotidianità e, soprattutto, le contraddizioni di una città indecifrabile. Dall’altra parte la sua antitesi, Ciccio Mira (già protagonista di Belluscone nel 2014), un impresario di cantanti neomelodici. Rispetto a com’era in Belluscone nel 2014 ora sembra cambiato e forse lo è davvero: cerca riscatto come uomo e come manager, e per farlo organizza un evento allo Zen di Palermo, I neomelodici per Falcone e Borsellino. Ma l’epilogo è grottesco e straziante: forse certe cose non cambiano mai.

Joker, Todd Philips, USA 2019 | Concorso

joker

Joaquin Phoenix è Arthur Fleck, un aspirante cabarettista di scarso successo che cerca di sbarcare il lunario lavorando come pagliaccio. Alienato ed emarginato dalla società, è un uomo profondamente frustrato, incapace di interagire col mondo che lo circonda. La frustrazione cresce sempre di più, fino a trasformarsi in una rabbia folle e irrazionale: decide che è arrivato il momento di ribellarsi a un’esistenza patetica e scatena una serie di eventi diabolici. Arthur Fleck è Joker , una delle peggiori menti criminali che la storia di Gotham abbia mai visto. In sala dal 3 ottobre!

The Kingmaker, Lauren Greenfield, USA, 2019 | Fuori Concorso

the kingmaker

Imelda Marcos è una delle figure più controverse e stravaganti della storia delle Filippine, nonché una delle politiche asiatiche più influenti del XX secolo. una donna piena di fascino. Lauren Greenfield recupera interviste, footage inedito e materiale d’archivio per costruire il ritratto di una donna piena di fascino, che l’ha resa la First Lady più influente di sempre, al fianco del marito Ferdinand Marcos. Rimasto in carica ininterrottamente dal 1965 al 1986, instaurò un regime dittatoriale di legge marziale dal 1972 al 1981, definito “Dittatura coniugale” per la grande importanza rivestita anche da Imelda. Ma nel 1986 tutto si rompe: la Rivoluzione del Rosario rovescia il governo viene e i coniugi sono costretti all’esilio nelle Hawaii, mentre tutti i beni accumulati da loro nel corso di anni di lusso, stravaganze, capricci e comfort sfrenati vengono sequestrati (per un totale di 3.400 milioni di dollari, provenienti dal denaro pubblico). Un bottino di oggetti assurdi, tra cui la collezione di Imelda di 2700 scarpe - quando ancora lo shopping online non esisteva! -, che l’hanno resa una fashion icon nel suo paese. Attualmente la collezione è conservata presso il Museo delle Scarpe di Marikina. Ma anche gioielli e quadri di Van Gogh, Picasso e Monet. Altra storia incredibile: tra un incarico politico e l’altro, Imelda ha lanciato una linea di abbigliamento, gioielli e profumi chiamata Imeldífico. Oggi il nome viene ancora usato come espressione per definire qualcosa ostentato, stravagante, sontuoso.

The King, David Michod, UK/Ungheria, 2019 | Fuori Concorso

the king

Se vi manca Timothée Chalamet, abbiamo un'ottima notizia per voi. Sta arrivando un nuovo film che lo vede protagonista e verrà distribuito da Netflix! Per ora non ci sono informazioni sulla data, ma tenetelo d'occhio. Hal è l'erede al trono d'Inghilterra, ma non ne vuole assolutamente sapere di vivere a corte, arroccato e alienato dal mondo, e il suo animo ribelle lo spinge a vivere in una dimensione normale, tra il popolo. Alla morte del padre, un tiranno violento, Hal viene nominato Re Enrico V e non può più continuare a fare quello che vuole: è costretto a trasferirsi a corte e accettare proprio quella dimensione che aveva rifiutato. A quel punto viene investito da una serie di responsabilità della corona, come le guerre esterne, ma anche quelle interne al palazzo.

Woman, Yann Arthus-Bertrand, Anastasia Mikova, Francia, 2019 | Fuori Concorso

Woman

Nel 2015 Yann Arthus-Bertrand esce con un film che ha dell’incredibile: due anni di riprese, per un totale di 2020 interviste in 60 paesi diversi. Un coro potentissimo che dà voce a chi non ne ha. Ad accompagnare questi visi e le loro emozioni ci sono le immagini aeree della Terra, dove l’umanità cerca una sintonia al proprio interno e verso l’esterno, con la natura. Stiamo parlando di Human, un documentario in cui 110 persone di tutto il pianeta riflettono su varie tematiche sulla vita, l'esistenza, il mondo. Ma non aspettatevi spiegoni o didascalie: ogni intervistato parla la propria lingua e compare su uno sfondo nero; quindi, a meno che non conosciate 110 lingue, di molti non potrete intuire la provenienza geografica, e sarete completamente liber da ogni tipo di preconcetto. Siamo tutti esseri umani. Woman è l’esito di un viaggio in Congo dedicato esclusivamente alle donne, dove i due registi hanno raccolto testimonianze, racconti, visi, sguardi e lacrime. La struttura è la stessa identica del precedente, aspettatevi interviste forti e immagini mozzafiato.

Giants Being Lonely, Grear Patterson, USA, 2019 | Orizzonti

giants being lonely

Suola superiore, ultimo anno. Bobby, Caroline e Adam stanno vivendo quel momento di passaggio pieno di energia e di paure che è l'abbandono dell'infanzia per entrare nell'anticamera del mondo adulto. In questo momento la scoperta più sconvolgente è quella dell'amore: che cosa significa amare ed essere amati. E quanto fa bene, ma anche male. A questo si aggiunge tutto ciò che comporta il diventare adulti: senso di abbandono, solitudine, peso delle responsabilità e le difficoltà nel districare la matassa delle relazioni umane.

Verdict, Raymund Ribay Gutierrez, Filippine, 2019 | Orizzonti

verdict

Una sera Dante torna a casa ubriaco e picchia la moglie Joy fino a massacrarla. In casa c'è anche loro figlia, Angel, costretta a subire psicologicamente la cieca violenza del padre, e questa volta viene colpita anche fisicamente. A questo punto Joy non ce la fa più e decide di recarsi finalmente al posto di polizia per denunciare Daniel, cacciarlo in prigione e iniziare una vita insieme alla figlia la vita che si meritano. Ma siamo nelle Filippine, dove la burocrazia nel migliore dei casi rende la giustizia di una lentezza infinita, nel peggiore la inibisce del tutto. Joy si scontrerà contro questo muro di indifferenza, come molte altre donne vittime di abuso domestico - la forma di violenza più diffusa nelle Filippine - costrette a rinunciare alla causa perché impraticabile.

Chiara Ferragni - Unposted, Elisa Amoruso, Italia, 2019 | Sconfini

Tutti noi ci siamo chiesti almeno una volta nella vita: come ha fatto Chiara Ferragni? O, in alternativa, com'è la vita di Chiara Ferragni? Attraverso interviste, video e footage personali, ma anche commenti di giornalisti, scrittori e sociologi, docenti, Elisa Amoruso restituisce la dimensione personale e lavorativa dell'influencer e del fenomeno che la vede al centro, instaurandovi un rapporto profondo, in qualche modo terapeutico, di apertura, di scoperta e di confronto sincero. Quindi niente photoshop, filtri e patina plastificata: Chiara Ferragni - Unposted fin dal titolo dichiara di voler andare oltre l'autonarrazione dell'influencer e assumere un punto di vista diretto e inedito. Il titolo del docufilm "Chiara Ferragni, Unposted", rivela il suo punto di vista, intimamente e diversamente da come solitamente lo condivide attraverso i social, affrontando argomenti mai trattati prima e che sveleranno una Chiara Ferragni mai vista fino ad oggi.

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Crediti


Testo di Benedetta Pini

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