quando essere gender fluid è una battaglia: vi presentiamo raffaele

Diverso, ma da chi? Lo studente IED Raffaele Negrini ci racconta difficoltà e stereotipi che ha dovuto affrontare quando si è ribellato al binarismo di genere.

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feb 9 2018, 10:51am

Questo contenuto fa parte della serie 'Best IED Students', ricerca in cui noi di i-D selezioniamo i nuovi creativi che entrano oggi a far parte dell'industria della moda. Presentando le loro tesi di laurea, i migliori studenti del corso Fashion Styling 2017 dell’Istituto Europeo IED vogliono raccontarsi e condividere con i nostri lettori il futuro della moda.

Mi chiamo Raffaele Negrini, ho 26 anni e sono nato e cresciuto in un piccolo paese di montagna nella provincia di Sondrio. Sono un ragazzo che come tanti è alla continua ricerca di se stesso, del proprio io interiore, di uno scopo nella vita e della propria felicità. Per questo motivo, ci metto poco a capire che la micro-realtà in cui vivo non fa al mio caso, o viceversa—perché le persone particolari, quelle che escono dai canoni stereotipati italiani, vengono derise, umiliate ed emarginate.

Il mio è stato ed è ancora oggi un lungo viaggio alla scoperta di cose nuove, fresche e diverse, che mi fanno immaginare un mondo migliore e tollerante; un mondo dove un ragazzo che viola il fantomatico binarismo di genere, vestendosi o atteggiandosi come meglio crede e si sente, non viene bullizzato con epiteti che ormai conosciamo tutti. Perchè abituarsi a combattere per quel che si vuole è molto dura, forse troppo, specialmente se sei tu con il tuo mondo, con l‘amore per la moda e di là tutto il resto, comprese le persone che dovrebbero starti più vicino, con una serie di regole implicite da seguire, di cose che si possono o non si possono fare. Si inizia già dalla tenera età a convivere con la sensazione costante che ciò che si vuole è vergognoso, illegittimo, da prendere in giro, generando non poca sofferenza in chi vive questa situazione.

La fluidità di genere, che a qualcuno può sembrare una trovata postmoderna o il frutto del capitalismo, è qualcosa con cui ho sempre dovuto convivere. Dal mio punto di vista, è semplicemente la normalità. L’esigenza di definirla nasce a posteriori, nel momento in cui il mondo prova a cambiarti. Non ho mai sopportato definizioni e categorizzazioni, perchè credo che la libertà sia al primo posto in ogni cosa e mi chiedo continuamente: “Perchè definire per forza tutto ciò che facciamo o diciamo, non è meglio viverlo così com’è senza troppe sovrastrutture?!”

Vige uno sguardo così superficiale nell’educazione: ci sono le cose da maschio e quelle da femmina. Tuttavia la biologia non determina i gusti delle persone: a me piace vestirmi con i leggins e una maglia lunga, sempre con smalto nero (anche se sono un disastro a metterlo), ma non per questo voglio cambiare sesso o voglio essere definitivamente e del tutto una donna. L’estetica è un campo di esplorazione divertente: non “sbagliato” o “normale”. Bisogna sentirsi bene con se stessi e ascoltare i propri desideri, non quelli altrui. È importante insegnare ai bambini e alle bambine che il loro corpo non li inchioda a una storia o a un mondo già scritto. Una bambina che entra in cartoleria e sceglie un quaderno dei Power Rangers non deve essere criticata, mai.

Questo progetto mi ha permesso di lavorare anche su me stesso, e ora vorrei essere d’aiuto alle troppe persone che ancora oggi vengono discriminate perché "diverse". Sebbene l’ignoranza sia sempre dietro l’angolo, parlare di questi temi è importante, penso faccia bene a tutti e soprattutto alle minoranze, a chi ha qualcosa da dire che non coincide con la massa.

Così, ho creato una fanzine che parlasse di ciò che più mi sta a cuore, sperando che spinga chi la leggerà a porsi infinite domande, proprio come ho fatto io.
L’ho intitolata 18 perché è il mio numero portafortuna, che ho declinato in vari modi: 18 perché sono nato il 18, perché il formato della fanzine è 18 X 18, perché sono stati gli anni del mio cambiamento, perché la sessualità fluida potrebbe essere la sessualità del futuro, del 2018 e infine perché superata la soglia dei 18 anni non si è più adolescenti ma adulti, ed è quindi un momento di svolta.

Questa fanzine è incentrata sul mondo della gioventù e sulle sue contraddizioni. Parlo della post-adolescenza, quando formalmente si è adulti ma nell’animo ci si sente ancora ragazzini, senza aver ben chiaro chi si è o di ciò che si vuole fare da “grandi”.

Partendo da questo presupposto il layout è quindi un mix tra il mondo infantile e adulto. Dopo aver studiato a fondo il mondo della sessualità e dell’identità di genere fluida, ho creato un caleidoscopio di immagini che sostanzialmente fanno riferimento al mondo queer. Si parte con l'analisi dal punto di vista artistico del mito dell'Androgino di Aristofane: nell'Antica Grecia si c’era il mito per cui non esistevano solo due sessi, ma tre (maschile, femminile e androgino, che ha caratteristiche sia maschili che femminili).

A seguire invece volevo qualcosa che si discostasse completamente, per dare una certa varietà anche visiva; quindi mi sono ispirato al mondo creativo, rurale e di periferia di Kristin Lee Moolman e Ibrahim Kamara (Fotografo e Stylist), ambientando lo shooting nel mercato più discusso e abusivo di Milano: Piazzale Cuoco. Questa serie immortala la vasta libertà d’espressione che si può respirare al giorno d‘oggi tra i giovani. A tal proposito, ho intervistato varie personalità del panorama queer milanese, al cui interno spicca una ragazza polacca: Alice Sioux, che come la sua omonima nella commedia “Alice in Wonderland” esplora il suo personale mondo delle meraviglie. Alice è una donna che si esibisce come drag queen e il suo lavoro assomiglia a un’appropriazione di tutto ciò che è estroso, mutato in arte. Ho incorniciato questo fantastico pot-pourrì di fluidità con delle illustrazioni che vanno a rappresentare un macrocosmo in cui i giovani si esprimono attraverso un minimo comun denominatore preciso: la moda.

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Crediti


Contenuto realizzato in collaborazione con l'Università IED di Milano
Fotografo Sami Oliver Nakari
Stylist Raffaele Negrini
Illustrator Giorgia Sara Conte
Make up / hair Greta Ceccotti