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i sexy shop diventano spazi per promuovere l'educazione sessuale

Queste giovani donne stanno creando nuovi spazi in cui parlare di piacere femminile, sessualità e prevenzione.

di Wendy Syfret
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25 maggio 2017, 9:15am

I sexy shop sono luoghi che cercano sempre di incoraggiare un dialogo aperto e sereno sul piacere sessuale. E anche se noi adoriamo questi negozi, va detto che non tutti hanno saputo tenere il passo con l'evolversi dei tempi: grazie a internet oggi il sesso è un argomento trattato prendendo in considerazione nuovi punti di vista, specialmente quelli delle donne e della comunità LGBTQ+.

Zoe Ligon ha aperto il suo shop online Spectrum Boutique dopo aver lavorato come manager di un sexy shop newyorkese molto conosciuto e apprezzato. Questa esperienza le ha fatto capire quanto sono importanti questi spazi, ma anche che non sempre riescono a soddisfare i bisogni meno ovvi dei loro clienti. Parlando con noi di i-D, Zoe ha commentato così il fenomeno: "adoravo ogni negozio di sex toys in città, ma per me era sempre più chiaro che non stavano prestando la minima attenzione alla fascia di popolazione tra i 18 e i 25 anni, forse perché non hanno lo stesso rapporto con i social media che abbiamo noi nativi digitali." Con l'apertura di Spectrum Zoe è entrata a far parte del gruppo sempre più numeroso di giovani donne che si servono del mercato di sex toys e affini come strumento per portare la rivoluzione sessuale in atto online nella vita reale delle persone.

Zoe Ligon ha aperto un sexy shop online per rivolgersi a una clientela più giovane. Immagine via @shopspectrumboutique.

Certo, che le donne affermino la loro rilevanza nel panorama del piacere sessuale non è un concetto particolarmente nuovo. Sandra Bruche di SheVibe ha aperto la sua azienda 12 anni fa perché convinta che i sexy shop e i loro prodotti non corrispondessero alle sue aspettative e a quelle del sesso femminile in generale. In un'email indirizzata ad i-D ci ha scritto di essersi crucciata non poco in quegli anni, perché la conversazione mainstream era fossilizzata sul concetto di "donne che appagano gli uomini… qualunque spazio noi occupassimo veniva considerato un atto radicale, estremo. Eravamo oggetti usati come mezzi per raggiungere un obiettivo, cioè l'orgasmo maschile."

In questi 12 anni il cliente-tipo di un sexy shop è cambiato: i consumatori oggi vogliono retailer che sappiano rispecchiare i loro rapporti con sesso e genere. Ma, oltre a vendere sex toy, queste donne stanno cogliendo al volo l'occasione per fare educazione sessuale e incoraggiare le persone a sentirsi a loro agio con la loro sessualità.

Parlando del suo approccio aziendale, Zoe afferma: "mi piace rendere tutto un po' ironico. Molte società promuovono un'idea positiva del sesso, ma ne parlano ancora con una sorta di discrezione; i millennials invece vogliono sentirsi dire le cose senza tanti giri di parole." E la sua teoria si sta rivelando corretta: Zoe non è solo una business woman, è una It Girl. Il suo account su Instagram è un mix di dildo, lubrificanti e invidiabili tagli di capelli. Il suo modo di fare diretto e amichevole le ha permesso di guadagnarsi oltre 30k followers curiosi, giovani e positivi, ma forse riluttanti a entrare in un sexy shop. Per questo il suo shop online ha tanto successo.

Lo shop online di Zoe è sostenuto anche dalla consistente presenza su Instagram della fondatrice. Immagine via @thongria.

Questa piattaforma per il coinvolgimento delle nuove generazioni nel discorso sul piacere sessuale è ciò che ha inizialmente attratto Vanessa Cuccia, fondatrice di Chakrubs, compagnia che vende prodotti per il benessere sessuale. Proprio come Zoe, anche Vanessa aveva vissuto in prima persona l'aria di positività che si respira nei sexy shop più innovativi. Ex dipendente della società losangelina Pleasure Chest, Vanessa aveva accettato il lavoro nella speranza che la aiutasse ad affrontare i traumi della sua adolescenza e ha spiegato ad i-D che uno spazio privo di giudizi le ha permesso di "rompere le barriere di vergogna di cui mi circondavo."

Ma proprio durante quest'esperienza si è resa conto che all'industria dei sex toys mancava ancora qualcosa. Mentre Sandra aveva notato un'assenza di prospettiva incentrata sulla donna e Zoe la mancanza di un rapporto diretto con le nuove generazioni, Vanessa ha capito che "non c'era alcun dialogo che coinvolgesse sia sesso, sia spiritualità." Così ha aperto una piattaforma online di vendita di prodotti per il piacere sessuale dove poter offrire ai clienti qualcosa in più che un orgasmo e dove questi potessero avvalersi del sesso come strumento di discussione per temi più ampi, compreso anche il modo in cui vediamo il nostro corpo.

Entrare a far parte di un'industria ancora definita da ciò che gli uomini pensano del sesso ha permesso a Vanessa di notare quanti sconosciuti si rivolgessero a lei in cerca di nuove nozioni di sessualità. I suoi clienti volevano parlare di femminismo, salute sessuale, benessere emotivo e delle loro esperienze.

Vanessa ha creato una linea di cristalli per il benessere sessuale mentre cercava un approccio più spirituale alla sessualità. Immagine via @chakrubs.

Al centro del percorso di Vanessa c'è la ricerca di un approccio più sensibile e diversificato all'educazione sessuale: non tutti si sentono a loro agio entrando in un sexy shop per lasciarsi consigliare e fare domande riguardanti il piacere sessuale, ma grazie a queste attività gestite da donne e portate avanti principalmente online, chi si trova in imbarazzo nei locali fisici ha ora un luogo virtuale in cui fare ricerche su ciò che l'educazione sessuale ricevuta a scuola ha brillantemente glissato.

E se le storie delle donne con cui abbiamo parlato spaziavano dal pragmatismo alla spiritualità, tutte loro sono accomunate dalla coscienza del ruolo che ricoprono nell'educare i loro clienti a una sessualità positiva. Questo può significare parlare di orgasmi, di malattie sessualmente trasmissibili o di tutti quei temi tralasciati dall'educazione sessuale canonica. "Mi ha fatto infuriare moltissimo rendermi conto che sono dovuta diventare un'educatrice sessuale per imparare queste cose!"

"Nel migliore dei casi i corsi di educazione sessuale sono carenti e nel peggiore sono completamente inesistenti, generando in molti studenti sensazioni di vergogna ed esclusione," aggiunge Sandra. Sono queste donne che, parlando e consigliando la loro giovane clientela, colmano quotidianamente tali lacune.

Immagine via @shopspectrumboutique

È difficile comprendere appieno l'impatto che l'ondata di donne che aprono e gestiscono sexy shop avrà in futuro—perché stanno facendo molto più che aiutare sconosciuti a venire. "Tutti traggono benefici dall'avere un'istruzione adeguata," continua Zoe. "Tutti interagiamo con i nostri corpi, anche se non siamo attratti dal sesso opposto."

Parlare di sesso e capire come proteggere il nostro corpo ha inoltre ramificazioni nei campi più disparati. Una chiacchierata sul miglior modo di masturbarsi può velocemente trasformarsi in una discussione su temi complessi come la cultura dello stupro e del consenso. Permettere alle persone di avere un contesto adatto in cui trattare tali argomenti non può che avere benefici sia sul breve, sia sul lungo termine.

In passato, in molti ci siamo zittiti solo perché nessuno ci ha dato una mano ad aprir bocca e iniziare a parlare. Ma fortunatamente, quando si tratta di invocare grandi cambiamenti derivati da altrettanto grandi argomenti abbiamo le nostre sorelle virtuali ad aiutarci. "Quello che conta è costruirsi una rete di persone con cui ci si sente liberi di parlare," conclude Zoe. "Tutti hanno bisogno di un parere oggettivo, di qualcuno che veda la situazione dall'esterno e possa aiutarci. E io voglio essere quella persona."

Crediti


Testo Wendy Syfret
Immagini via Instagram