il daddy cool è l'ultima musa dell'abbigliamento uomo

Perché un'industria ossessionata da sogni adolescenziali e subculture giovanili ha scelto d'ispirarsi alla figura del Papà?

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giu 29 2017, 10:20am

Vetements spring/summer 18

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

"Giovani papà al parco con i loro figli nel weekend," si legge nella nota per la collezione primavera/estate 18 di Balenciaga. Nella verde cornice del parco parigino Bois De Boulogne, la sfilata ha mostrato esattamente questo: papà, con bambini come accessori—i loro veri figli, come richiesto da Demna ai suoi modelli—portati in braccio, quasi fossero l'ultima tendenza in fatto di borse. Anche i capi visti in passerella erano tipicamente da papà. In particolare, un blazer oversize squisitamente sgraziato indossato con jeans risvoltati e mocassini in pelle color cuoio.

Il Papà come musa è un tema che sobbolle nel mondo underground già da qualche stagione, ma—come accaduto per la maggior parte dei trend più hyped del momento—è stato messo in moto e poi portato a pieno regime da Demna, più precisamente dal tema aziendale scelto dallo stilista per la collezione autunno/inverno 17 di Balenciaga. Protagoniste della sfilata sono state le non particolarmente eleganti, ma comunque folgoranti scarpe da ginnastica, insieme a completi sartoriali e cravatte della perfetta taglia sbagliata. Un'ode al Papà che accompagna i figli a scuola prima di andare al lavoro. "Questi, sono quegli stessi uomini, fuori dall'ufficio, rilassati e visti nei loro momenti più felici," prosegue la nota di questa stagione.

Balenciaga primavera/estate 18

Ma Demna non si è limitato a Balenciaga. Basta osservare lo stesso figlio prediletto dello stilista georgiano, Vetements. Tra le strade di Zurigo—dove il brand ha recentemente trasferito il suo quartier generale—Demna e il suo team hanno arruolato persone normali per il lookbook primavera/estate 18. Il risultato? 54 fotografie a grandezza naturale di ragazzi, ragazze, uomini e donne ordinari, tutti con camicie infilate nei pantaloni, trainers da nerd, completi da ufficio, capi rivisitati dall'archivio Vetements e elementi d'abbigliamento sportivo. Mi ha ricordato come si vestiva il mio Papà quando ero un bambino. Di questi 54 ritratti, tre immortalano altrettante famiglie al completo, mentre sette o otto potrebbero tranquillamente essere padri nella vita reale.

Tuttavia, Demna non è l'unico: anche Martine Rose, la donna più ricercata nel settore dell'abbigliamento sportivo, ha fatto riferimento alla figura del Papà nella sua linea personale. Magari non in modo tanto esplicito quanto Balenciaga, ma la sua collezione primavera/estate 18 è comunque un chiaro omaggio al tipo che fa sport all'aperto: ciclista, scalatore e golfista. E tutti sappiamo che questi sono gli hobby preferiti dal Papà. I capi erano perfetti, come sempre, ma va fatta una menzione speciale per i pantaloncini cargo abbinati a cintura di pelle, parka e maglione in lana. 100 per cento a prova di Papà.

Martine Rose primavera/estate 18

Modelli che avrebbero facilmente potuto essere scambiati per Papà si sono visti un po' ovunque sulle passerelle. E se nelle sfilate donna si vedono modelle di tutte le età già da qualche anno (Joan Didion nella campagna primavera/estate 15 di Celine, Benedetta Barzoni per Simone Rocha autunno/inverno 17, Lauren Hutton nella nuova campagna di intimo Calvin Klein sono solo le prime che mi vengono in mente), nell'industria della moda non c'è mai stata grande attenzione per i DILF. Unica eccezione degna di nota: Prada, le cui collezioni uomo hanno sempre cast eterogenei e brillanti. Ma, durante le ultime stagioni, anche l'abbigliamento maschile ha sfoggiato Papà in abbondanza. Erano le barbe incanutite dei modelli in tuta di Pigalle, i Papà hipster di Junya Watanabe e i capelli pettinati con la brillantina di Yang Li, rendendo sempre più palese l'età di chi sfilava in passerella. 

Ma la moda è un'industria ossessionata dai sogni adolescenziali e dalle subculture giovanili. Tipicamente, le giovanissime modelle si godono qualche anno di notorietà prima ancora di arrivare ai 20 anni per poi cadere velocemente nel dimenticatoio, mentre le celebrità del settore cercano un equilibrio precario tra compiti a casa, pubertà, passerelle e appuntamenti di lavoro (Lily Rose Depp ha fatto la sua prima apparizione ufficiale a 15 anni in uno scintillante abito Chanel). Quindi, perché la moda uomo oggi fa le fusa al Papà?

GmbH primavera/estate 18

Come sappiamo, il mondo che ci circonda influenza in modo determinante quello che vediamo in passerella. Da ormai un anno Trump, Brexit e Theresa May dominano le prime pagine di quotidiani e televisioni. Allora, forse, l'ascesa del Papà nella moda ha qualcosa a che fare con gli accadimenti politici di oggi. Dopo tutto, Jeremy Corbyn è il Papà definitivo. Il suo guardaroba, fatto di camice senza cravatta e giacche sbottonate (leggermente troppo grandi, sempre), polo e pantaloncini al ginocchio abbinati a calzettoni di spugna (uno dei trend più in voga nella primavera/estate 18), ha dato origine a articoli su diverse testate di moda. La conclusione: Corbyn è molto Vetements. E ancora, l'invito per la sfilata Martine Rose ss 18 aveva come protagonista Jeremy Clarkson, fotografato con la sua bici mentre sfoggia la sua celebre tuta impermeabile. In vero stile Papà, il caschetto era saldamente allacciato sotto il mento. La sicurezza prima di tutto, ovviamente. Non dimentichiamo il tributo della collezione Balenciaga autunno/inverno 17 al leader socialista Bernie Sanders, in cui la maison francese ha rielaborato il logo della sua campagna presidenziale, inserendolo su cappellini e t-shirt. Tra rassicuranti politiche di sinistra e un carattere all'apparenza caloroso, c'è davvero un qualcosa del Papà in Bernie e Jeremy che va al di là delle loro scelte in materia d'abbigliamento.

Ma gli abiti stessi? Da qualche stagione a questa parte, l'industria della moda ha una relazione piuttosto seria con normcore, gorpcore e tutto quello che può essere etichettato come anti-fashion. L'ossessione di Miuccia Prada per la normalità, vista nella collezione uomo autunno/inverno 17, ne è un esempio: il primo look in passerella era così da Papà che più da Papà non si può (un papà italiano che sa vestirsi bene, comunque). Maglioncino con scollo a V, camicia azzurra da ufficio, stringate in cuoio e pantaloni in velluto a coste. Una scelta eccellente.

Prada autunno/inverno 17

Il Papà è una delle muse più improbabili e contemporaneamente più imperiture nel mondo della moda: una specie solitamente imbarazzante, qualcuno che in genere fa pessime battute e ha un senso dello stile terribilmente datato. Nella cultura pop, il Papà viene sottovalutato e rappresentato come inutile, oppure del tutto incompetente. In Mean Girls ad esempio, la mamma di Regina George osserva la figlioletta nel suo costume da coniglietta. "Non le sta benissimo, tesoro?" chiede la cool mum. Il papà invece se ne sta semplicemente lì accanto, braccia incrociate e neanche il minimo accenno d'emozione nello sguardo. Sul piccolo schermo, la figura del Papà scemotto è uno dei topos più ricorrenti, di cui Homer Simpson è il caso più eclatante. Papà Scemotti. Esiste davvero qualcosa di più anti-fashion?

Significa che inizieremo a vedere i giovani d'oggi vestirsi come il Papà? Se gli abiti sono così interessanti, sì. Probabilmente. Dovresti iniziare a frugare nei meandri dell'armadio del Papà? Forse. Se lo fai, noi non diremo nulla. Parola di Papà.

Crediti


Testo Billie Brand
Fotografia Mitchell Sams