essere una musa

Uno sguardo alle relazioni professionali, sentimentali e d'amicizia tra modelle e creativi meglio riuscite della storia.

di Jack Sunnucks
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06 aprile 2017, 9:10am

Photography Nick Knight, Styling Edward Enninful. Body Dolce & Gabbana. Harness Fleet Llya. Stocking Atsuko Kudo. Shoes Azzedine Alaïa. [The 30th Birthday Issue, no. 308, Pre-Fall 2010]

Per certi versi, definire una donna la 'musa' di un artista è ormai ripetitivo, ma non esiste una parola più efficace e adatta per descrivere il contributo che queste modelle hanno dato alla storia di stilisti e fotografi. Chiunque può fare la modella; basta essere alte, fotogeniche, slanciate e stacanoviste. Ma essere una musa è completamente diverso — ci vogliono personalità e carattere, qualità difficili da mantenere quando si lavora per mesi interi senza interruzione, prendendo un aereo al giorno e passando infinite ore tra set e passerelle. Le donne che si sono guadagnate questo titolo hanno quel qualcosa in più. Sono più di una tela bianca su cui lo stilista può dipingere le proprie idee; loro sono l'idea stessa. Da Naomi e Azzedine a Darie e Phoebe, abbiamo raccolto per voi alcune delle migliori coppie di musa&stilista.

Naomi Campbell e Azzedine Alaia
Forse la relazione tra modella e stilista più famosa è quella tra Naomi Campbell e Azzedine Alaïa, tanto che Naomi lo chiama 'papà'. Alaïa ha incontrato per la prima volta Naomi a Parigi, durante il suo primo giorno di lavoro. La modella aveva appena 16 anni, era appena stata derubata ed era senza soldi né passaporto, quando un amico l'ha portata a casa di Alaïa, dove lo stilista stava preparando la cena per il suo staff. Nonostante non parlasse francese, la coppia diventò presto inseparabile; ogni volta che Naomi era a Parigi, Alaïa la ospitava a casa sua e l'ha poi portata a New York per trovare un agente. Ovviamente, essendo un'adolescente a migliaia di chilometri da casa, Naomi voleva andare a ballare, ma né lo stilista, né la madre della modella erano d'accordo. Per evitare che sgattaiolasse fuori di casa nel bel mezzo della notte, Alaïa la faceva dormire nella stanza sopra la sua, così che lei dovesse per forza attraversare la sua camera per poter uscire. Dopo quasi 30 anni di collaborazione lavorativa, Naomi ha finto per impersonare l'essenza stessa delle collezioni firmate Alaïa — simboleggiata dall'immagine della statuaria dea in maglione di lana e tacchi vertiginosi.

Lisa Fonssagrives e Irving Penn
Prima delle top model, molto prima in effetti, c'era Lisa Fonssagrives, incantevole modella svedese nata nel 1911. Il suo nome potrebbe non dirvi nulla, ma il suo viso è indimenticabile: quasi ogni numero di Vogue degli anni '50 ospitava quel volto aristocratico, con sopracciglia perfettamente arcuate, mentre posa indossando un cappotto Balenciaga o in un abito a scacchi, magari appendendosi alla Tour Eiffel. Fonssagrives era una ballerina in Europa prima di diventare una modella di successo e trasferirsi a New York negli anni '40, dove ha incontrato il fotografo Irving Penn, che più tardi è diventato suo marito. Molti degli scatti più memorabili di Penn hanno come protagonista la moglie, che non ha mai perso la sua raffinatezza, né il suo portamento regale anche quando ha indossato un cappello fatto di piume di pollo. La modella svedese aveva il corpo perfetto per gli austeri capi di Cristobal Balenciaga: i tagli severi le conferivano un'aria ancor più aristocratica. È anche stata la prima modella ad apparire sulla copertina del TIME, con l'indimenticabile titolo "Do illusions sell refrigerators." Avendo conquistato il mondo della moda e quello dei frigoriferi, ha deciso negli anni successivi di mandare in pensione la sua carriera come modella per dedicare il suo tempo alla scultura.

Peggy Moffitt e Rudi Gernreich
Il look che contraddistingueva Peggy Moffitt era unico, specialmente considerando che erano gli anni '60: il perfetto bob a cinque punte di Vidal Sassoon faceva da contorno a ciglia finte lunghissime e un bel tratto d'eyeliner, tutto giocato sul contrasto cromatico tra bianco e nero. La modella non era particolarmente famosa, ma dopo l'incontro con lo stilista Rudi Gernereich, assolutamente convinto che l'era del post-bikini sarebbe stata all'insegna del topless, tutto cambiò. Il "Monokini", che oggi può sembrare piuttosto démodé se paragonato al trend dei butt selfie, era venerato da Diana Vreeland e portò modella e stilista sotto la luce dei riflettori. Nel libro The Rudi Gernreich, (un must-read per chi si interessa di idee di design utopiche degli anni '60) Peggy ha dichiarato: "senza di me, sarebbe stato il designer d'avanguardia. Ci siamo resi migliori a vicenda." Meno favoloso il fatto che Peggy abbia passato gli ultimi 50 anni della sua vita parlando di monokini, novità piuttosto irrilevante su cui riflettere per così tanto tempo.

Daria Werbowy e Phoebe Philo
Forse nessuna donna ha saputo catturare l'essenza di Céline quanto Daria, anche grazie alla sbalorditiva somiglianza tra lei e il direttore creativo del brand, Phoebe Philo. Werbowy è apparsa in ben sette campagne pubblicitarie di Céline, la prima delle quali scattata nel 2011. Davanti all'obiettivo del fotografo Juergen Teller la vediamo godersi un bagno, fumare con un asciugamano come turbante, i suoi zigomi affilati come rasoi e gli occhi penetranti a ricordare lo sguardo della stilista. Werbowy e Philo però non hanno in comune sono l'aspetto — entrambe sono restie a concedere interviste e difendono con cura la loro privacy, hanno uno stile elegante che risponde a esigenze di comodità più che di glamour. Philo parla spesso del suo processo creativo, e di come sia legato a quello che lei stessa vorrebbe indossare — ha quindi perfettamente senso che lei voglia come testimonial d'eccezione una versione alternativa di sé.

Linda Evangelista e Steven Meisel
L'amore di Meisel per le modelle è ben documentato — per quasi tre decenni, essere fotografati da Meisel per Vogue Italia è stato un rito di passaggio irrinunciabile per le modelle che volevano arrivare alla fama internazionale. Karen Elson, Stella Tennant, Jessica Stam, Liya Kedebe… la lista comprende praticamente ogni nome degno di essere menzionato nel mondo della moda. C'è una modella, però, che Meisel ha fotografato con inusuale frequenza: Linda Evangelista, la top model canadese che non si alza dal letto per meno di 10.000 dollari al giorno e che sembra aver sfoggiato migliaia di hairstyle, dal biondo ossigenato al rosso fuoco, passando per il castano. Ha rappresentato personaggi diversi, dalla fighetta dell'Upper East Side che sta per sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica alla bomba sexy in stile Sofia Loren, passando per la sportiva in guantoni da boxe. Meisel, invece, ha fatto dell'enigmaticità il suo marchio di fabbrica, presentandosi al pubblico sempre con occhiali scuri e cappello, il volto incorniciato da capelli scuri e rilasciando strane interviste una volta ogni dieci anni circa. La top model, con il suo scintillante sorriso, è la luce che contrasta il buio attorno al fotografo. Linda ha infatti dichiarato in un'intervista che il loro passatempo preferito è scambiarsi pettegolezzi al telefono. Al New York Times la musa di Meisel ha invece rivelato che si sente "la bambola di Steven," descrizione accurata per una relazione in cui lui ha scelto i vestiti della modella più volte di quante possano essere contate.

Crediti


Testo Jack Sunnucks