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il necrologio di tom hardy per il suo cane probabilmente vi spezzerà il cuore

***ATTENZIONE: il contenuto di questo articolo è altamente commovente***

di Georgie Wright
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13 giugno 2017, 3:57pm

Prendete un fazzoletto di carta. E un altro. Forse meglio prendere direttamente l'intero pacchetto e qualche goccia di collirio, perché state per piangere. Disperarvi. Crollare, addirittura. Usando le parole della Digital Director di i-D Hanna Hanra, "sono scoppiata in lacrime con il mio cane in braccio e mi sono asciugata il viso con le sue orecchie. Poi l'ho coccolata per almeno 20 minuti."

Il cane di Tom Hardy è morto. E l'attore ha scritto un necrologio per lui. Se avete un animale domestico, capirete. Esatto, proprio Tom Hardy, famoso per recitare in ruoli da duro, come il capo di una gang o il cacciatore, non è davvero un uomo dal cuore di pietra, anzi: sembra provare emozioni profonde, in larga parte dirette al suo cane.

*prendere il secondo fazzoletto*

Chiaramente l'atteggiamento spregiudicato dei suoi personaggi l'ha influenzato anche nella vita reale, perché il saggio si apre con un drammatico episodio in cui lui rischia la vita per salvare un animale dall'essere investito in autostrada, mentre "corre come una saetta impazzita verso un tragico destino." Ma è bastato un fischio di Tom e il cane "ha deciso di correre dritto verso di me, ma nel buio vedevo solo i suoi occhi e lo sentivo abbaiare furiosamente. Quindi ho pensato 'cazzo, questo non è un cane!'"

Invece era davvero un cane, per la precisione un cucciolo randagio di 11 settimane che hanno chiamato Woodstock. Tom prosegue spiegando come Woodie sia stato probabilmente uno dei cani più amati di Hollywood, battendo anche Lo Squalo nella classifica del TIME degli animali più influenti del cinema. Il saggio va avanti con una serie di aneddoti divertenti, come quando "ha mangiato degli escrementi, ma quando l'abbiamo rincorso per fargli sputare tutto lui ha mangiato ancora più in fretta, perché pensava che volessimo rubargli il cibo."

 RIP Woodstock. Siamo vicini a Tom in questo momento difficile.

Ultima cosa, se qualcuno tra voi lettori per caso si trova in Nuova Zelanda, magari nei dintorni di Wellington, sarebbe così gentile da passare dal mio cane, dargli un abbraccio da parte mia, dirgli che mi manca e che ci vedremo presto su Skype? 

Crediti


Testo Georgie Wright

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