ezra furman è la superstar travestita del rock’n’roll

Ezra Furman è una star improbabile, indossa rossetto rosso e un vestito da donna e canta canzoni sul suo credo. Ma non potete negarlo, il ragazzo ha talento.

di Andy Morris
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06 agosto 2015, 1:24pm

"Gli strambi diventano eroi. Se questo è per te rock'n'roll, allora è questo che suoniamo noi." Ezra Furman indossa uno yarmulke, una collana di perle, un colletto marinaro, gonna, calze, calzettoni neri e un filo di rossetto dal colore acceso mentre parla alla folla davanti al Rough Trade nell'Est End di Londra. È lì per celebrare il suo nuovo album, il sesto, che ora potete trovare sugli scaffali tra John Frusciante e i Fresh And Onlys.

Ezra trova l'esperienza surreale - i suoi live sono tra i più discussi dell'anno; Bjork ha dato una controllata al suo soundcheck e grazie agli espositori con il suo nuovo LP Perpetual Motion People, deve passare in mezzo a 41 sue foto per arrivare sul palco. Il suo manager ha deciso che Furman non ha bisogno del pass da artista - se la security non riconosce il 28enne di Chicago con rossetto e gonna allora non stavano proprio prestando attenzione.

Vedere dal vivo Ezra è come guardare Jonathan Richman con del trucco addosso che canta canzoni di Loudon Wainwright, accompagnato da una band pop che sembra volerti fare fuori.

Suona magnificamente - rock'n'roll energico e agile che si dimena come un diavolo. Dedica un pezzo a un finanziere olandese che gli aveva chiesto quel giorno "Ti rendi conto che indossi un vestito da donna?" Parlando nel backstage con i-D racconta dei consigli di Lou Reed, di ammirare Fiona Apple e del perché XO di Beyonce è amore puro.

Parlaci di com'è stato indossare un vestito da donna per la prima volta sul palco?

Era l'estate del 2011 e ho pensato "Sarebbe bello uscire in pubblico con questo anziché nascondersi nella camera di qualche amica." Ma si sentiva ancora il distacco: penso che la mia band e gran parte del pubblico pensasse fosse uno scherzo. Il che è okay - c'è una distanza cognitiva. Ricordo che ho pensato: "Spero di sentirmi più a mio agio indossandolo domani." C'era anche la paura del rifiuto. Che le persone mi guardassero e ridessero e mi facessero stare male. Ma è andato tutto bene.

Qual è la tua icona di stile?

Ho un'amica che si chiama Cantwell Faulkner Muckenfuss IV: la migliore costumista che io abbia mai conosciuto. Trova cose come maglioncini viola con i lustrini a cui manca un pezzo di tessuto rettangolare che altrimenti coprirebbe i capezzoli.

Diresti di provenire da una famiglia musicale?

Non i miei genitori o antenati, ma mio fratello è in una band. Sono stato molto fortunato a trovare Sail Away di Randy Newman nella collezione dei miei genitori, lo stimo molto. I miei genitori conoscevano cantautori bravi: Graceland di Paul Simons è stato una grande eredità. Non diventa mai datato, è super figo.

Sei stato ispirato da Loaded dei Velvet Underground. Hai mai visto suonare dal vivo Lou Reed?

L'ho incontrato in realtà. Presentava al South By Southwest nel 2008 e tutte le band facevano cover di Lou Reed. Mi ha fatto un complimento per la mia versione di Heroin che avevo suonato da solo con la chitarra acustica. Mi chiese se ero fatto di eroina. Dissi di no. Disse "Bravo - stai lontano da quella merda!"

Quali qualità del punk ami in particolare?

Quando avevo 12 anni mi è sembrata un'idea brillante poter considerare un vanto essere un disadattato. È qualcosa che abbracci, anziché esserne spaventato o vergognartene tutto il tempo. Si trattava soprattutto di accettare se stessi. Dicendo "Sì, non sono come mi vorrebbero le persone con un'autorità. E forse è la mia qualità migliore piuttosto che la peggiore."

Cosa stai leggendo ultimamente?

The Ghost Network di Catie Disabato. È un giallo ma ha anche queste assurde digressioni, tipo sull'assistente cartografo di Cristoforo Colombo. E sto leggendo la Torah. Il Vecchio Testamento. Spesso.

Quanto è difficile essere ebreo praticante in tour?

Credo sia la seconda volta che sto seguendo meticolosamente lo Shabbat rispetto a come ho fatto per il resto della mia vita. Mi porto dietro una specie di "kosher finto" e mangio perlopiù vegetariano. Il mio obiettivo è pregare 3 volte al giorno. Spesso non ce la faccio perché sono esausto o non c'è un momento libero. È complicato.

C'è un artista contemporaneo che ti ispira?

Stavo pensando a Fiona Apple. È una bomba. Il suo ultimo album è un grande classico. L'ho trovato pieno di energia e forza. Ha una rabbia silenziosa ma che ribolle. Odierei essere un suo ex.

Qual è il miglior consiglio che ti sia stato dato?

Ho visto M. Ward quando avevo 18 anni e ho parlato con chi apriva il concerto quella sera, una band chiamata Devotchka. Ho chiesto a un tipo un consiglio su come essere un musicista professionale. L'unica parte che ricordo è: "Tutti pensano di sapere cosa devono fare. Ma solo tu lo sai davvero." Mi ci è voluto molto tempo per interiorizzarlo, ma ora è diventato il mio credo.

Cosa provi quando ti esibisci?

Ti sale un sacco di tensione quando sei timido. Sono represso sotto molti punti di vista a livello sociale. Specialmente se sono "fuori dal mio territorio", come accade spesso. Ora sono "nel mio territorio" in un certo senso, anche se sono in un paese straniero - c'è una foto di me appesa al muro. La maggior parte dei posti sono territorio nemico. Dove ti senti come se non potessi dire la verità, quella cosa peggiora. Esce fuori nelle canzoni.

Quale musica ti piace che potrebbe sorprendere la gente?

La gente si sorprende sempre perché mi piace Beyoncé: XO è un capolavoro. È una di quelle canzoni che sembra essere bella come l'amore vero. Ci sono alcuni dischi che sono così per me: Little Star degli Elegants è un vecchio pezzo doo-wop. Colpisce lo stesso muscolo che muove l'amore quando la sento.

Come vedi il futuro?

Tutto può accadere.

Crediti


Testo Andy Morris
Foto Phil Sharp

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