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winona forever—l'unica vera icona degli anni '90

Ok Stranger Things, ma prima?

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08 luglio 2016, 10:52am

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Grazie a Netflix e al suo ruolo di madre terrorizzata e insicura, gli ipnotici occhioni di Winona sono tornati a perseguitarci come accadeva ormai quasi due decenni fa. Gli anni '90, infatti, sono stati letteralmente dominati da Winona.

All'arrivo degli anni '00, Winona sembra essere lentamente caduta nel dimenticatoio. Certo, ha continuato a recitare (era un'ex ballerina nell'acclamatissimo Black Swan del 2010 e ha interpretato la madre di Spock in Star Treck), ma nulla di ciò che ha fatto ha raggiunto l'incisività dei ruoli che aveva ricoperto nel decennio precedente. Cos'è accaduto? Forse ha avuto a che fare con l'episodio di taccheggio del 2001, o con la continua battaglia contro la depressione; o forse questo declino è semplicemente attribuibile alla riluttanza di Hollywood nell'ingaggiare qualsiasi donna che abbia superato i 25 anni. Probabilmente, si tratta di un mix di tutte e tre le ipotesi.

Nonostante questo, Winona sarà sempre la padrona indiscussa degli anni '90, un'era che l'ha vista farsi strada tra i ruoli cupi e romantici dei capolavori di Tim Burton e che la ha permesso di guadagnarsi un CV ricco di ruoli unici e di spessore. In Beetlejuice era Lydia Deetz, la ragazza gotica che levitava sui toni di Shake Senora. Era misteriosa e introversa, l'epitomo dell'adolescente alienata che si trova bene con i nerd, ma che ha anche una passione per la musica 'underground'. Con quegli occhi grandi e intensi, era impossibile resisterle. Lo sapeva bene anche Johnny Depp, che era il suo compagno al momento dell'uscita di Edward mani di forbice nel 1990. La coppia era e continua ad essere una tra le preferite del grande pubblico. Non ci dimenticheremo mai il tatuaggio "Winona Forever" di Depp e gli occhioni adoranti con cui la guardava.

All'epoca in cui la sua carriera è decollata aveva solamente 19 anni. Il suo nome è presto diventato sinonimo di credibilità artistica e cinema indie alternativo di qualità. Gli adolescenti di tutto il mondo potevano rispecchiarsi nei ruoli che interpretava: outsider romantiche e ribelli. Anche quando l'hanno voluta per ruoli in film da budget stellari, Winona non è mai scesa a compromessi, scegliendo solamente i ruoli più interessanti dei film più interessanti. Ricordare la Winona di quegli anni è ricordare un'attrice di talento che si è ribellata alla visione stigmatizzata di donna che veniva perpetrata delle grande produzioni.

Tutti ricordiamo il momento in cui ci siamo innamorati di Winona. Per me è stato in Taxisti di notte di Jim Jarmusch, quando guidava il taxi sulle strade di Los Angeles facendo bolle con le gomme da masticare. Impossibile dimenticare il modo in cui si accendeva la sigaretta per poi sedersi in macchina con il cappellino in testa. Questo è probabilmente il momento più androgino di Winona: flanella, capelli scompigliati, guance macchiate di olio. Era proprio in Taxisti di notte che, in risposta alla richiesta di un passeggero che le chiedeva di recitare in un film di Hollywood, ha affermato che la fama non era per lei. In quel momento sembra essere Winona a parlare, non il personaggio che interpreta.

Uno dei capolavori di Winona è la sua interpretazione di Lelaina Pierce in Reality Bites. Se lo si guarda a vent'anni è come vedere le proprie ansie e paure per il futuro condensate in un unico personaggio, in una rappresentazione impeccabile della crisi esistenziale dalla quale spesso si passa a quell'età. Chi avrebbe mai detto e che un film diretto da Ben Stiller avrebbe reso possibile una cosa simile? Una performance tanto profonda, romantica, dolorosa e sincera?

Se si cerca 'attrici degli anni '90' su Google ci si trova subito davanti a moltissimi volti noti: Cameron Diaz, Carmen Electra, Alicia Silverstone. L'apparizione più incoerente sembra proprio essere Winona, con i suoi capelli corti, la pelle diafana e gli occhi luminosi. Oltre ad essere unica nell'aspetto, però, lo era per i ruoli che interpretava.

Negli anni '90 è passata dal recitare il ruolo di un'insonne in Celebrity di Woody Allen a quello di un cyborg in Alien: la clonazione. Non c'era regista al mondo che non sognasse di avere il suo volto sul cartellone del proprio prossimo film. Lei però aveva un progetto speciale in mente, un progetto che cercava di realizzare ormai da anni. Ragazze interrotte del 1999, film che ha prodotto e nel quale ha recitato, dove interpreta il ruolo di Susanna, una giovane donna malata di depressione che si trova a passare un periodo di 18 mesi in un ospedale psichiatrico. Per Winona si trattava di una parte davvero personale: lei stessa aveva provato quella sensazione di solitudine e isolamento. In un'intervista di quel periodo parla dei suoi problemi con l'ansia: "Pensavo cose come 'non voglio più essere qui.' "

Parlando di ciò che l'ha spinta ad accettare quel ruolo, spiega: "Pensavo si trattasse di un personaggio scritto benissimo e la trovavo così accattivante, familiare e intelligente", ed è una cosa che si potrebbe dire della maggioranza dei ruoli che ha interpretato. A quell'epoca Winona era un'icona di stile, un'attrice versatile e anche un'eccellente imitatrice di Bjork, ma la sua originalità era da attribuirsi principalmente alla sua attenta selezione dei ruoli che sceglieva di recitare e una particolare attenzione per il modo in cui la rispecchiavano in quanto persona. La Winona degli anni '90 era la regina del grande schermo. Hey, siamo ottimisti: stanno per arrivare Stranger Things e Beetlejuice 2. È il momento del ritorno di Winona?

@OliverLunn

Crediti

Testo Oliver Lunn