un ritratto colorato dei giovani della città che non dorme mai

In occasione della prima grande mostra di Moore in Belgio, incontriamo il fotografo per parlare di com'è invecchiare nella città che non dorme mai.

di i-D Staff
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06 luglio 2016, 2:18pm

Che si tratti di ragazze e ragazzi in preda alla passione, top model che cercano di entrare nei propri appartamenti arrampicandosi su una scala antincendio o di un bagno vestiti in una piscina chiusa, il talento di Chad Moore è quello di riuscire a catturare i momenti più spettacolari di una gioventù spericolata e fiduciosa. Il fatto che possa contare alcuni tra i ragazzi più cool di New York nella sua cerchia di amici è sicuramente un vantaggio. I soggetti delle sue fotografie sono la prossima generazione di musicisti, artisti, fotografi e modelli: Julia Cumming dei Sunflower Bean, Petra Collins, Meghan Collison e la sua migliore amica Miss Tilda Lindstam.

Dopo aver abbandonato i suoi studi di economia nella sua città natale in Florida, Tampa, per trasferirsi nella Grande Mela e fare da assistente a Ryan McGinley, Moore si è immerso nella vibrante creatività della scena del centro di New York. Ora in Belgio, alla Antwerp Stieglitz At Amber è possibile visitare la sua prima mostra personale. L'exhibition si concentra sulla giovinezza, quel momento in cui si è sospesi tra la libertà dell'infanzia e i limiti e le responsabilità dell'età adulta. Insieme alle 15 fotografie che si possono ammirare sui muri della galleria, il pavimento, ispirato da un karaoke bar di New York, è stato ricoperto di 200 stampe protette da uno strato di plexiglass trasparente. 

Quando e perché ti sei trasferito a New York?
Nel settembre del 2008, quindi ormai più di sette anni fa. Mi sono trasferito nella Grande Mela per fotografare, suppongo… Beh, per portare su un altro livello il lavoro che stavo già facendo e per circondarmi di persone simili a me. Avevo visitato la città più volte e per me è sempre stata l'unico luogo in cui potessi essere veramente me stesso. Frequentavo l'università a Tampa, ma ero consapevole del fatto che il corso di studi che avevo intrapreso non faceva per me. Non aveva senso rimanere lì.

Com'è stato crescere in Florida e in che modo è diversa da New York?
New York è tutta un'altra cosa, anche se crescere in Florida non è stato male. Tampa è uno dei posti più normali in Florida -- non ci sono troppe spiagge e cose così. Mi ritengo molto fortunato ad avere avuto la possibilità di viaggiare molto, anche grazie alla BMX. Trasferirsi a New York non è stato traumatico. 

Tu e i tuoi amici fate parte di una fiorente comunità di giovani creativi a New York. Come riesci a conciliare vita personale e lavoro?
Per me sono due facce della stessa medaglia, non faccio grosse distinzioni. Trascorro tutto il giorno a lavorare alle foto o a scattare. Il mio lavoro non si riduce al momento in cui scatto, ma è un'esperienza totalizzante. Non fotografo necessariamente ogni giorno, ma ci penso ogni giorno. Le mie immagini documentano la mia esistenza. Certo, a volte sei costretto a concentrarti su altro, come editoriali e progetti commerciali, ma per il resto credo che si tratti semplicemente di uno stile di vita.

Qual'è il tuo soggetto più frequente?
Credo sia la mia amica Tilda. Passo moltissimo tempo con lei, è una persona davvero divertente. Ho difficoltà nel fotografare le persone con le quali non condivido un legame speciale.

Perché At Amber?
Il nome della mostra è il titolo di una canzone di Morrissey, At Amber. Ambra è anche il colore della luce gialla dei semafori di New York. Quando ti trovi davanti a quel colore puoi scegliere se accelerare, sfidare il rosso oppure fermarti, trattenerti. Penso sia un concetto che si adatta bene alle fotografie che ho scelto.

Perché siamo così affascinati dall'idea della giovinezza?
Credo che ci siano molte ragioni diverse, ma principalmente la mancanza di responsabilità e la libertà che si ha quando si è giovani. 

C'è una fotografia che ti sta particolarmente a cuore, magari perché cela una storia particolare?
Questi scatti raccontano talmente tante storie che potrei andare avanti per giorni. Ce n'è una dove si vede Olivia con un occhio nero che si era fatta per Halloween. Amo quella foto. Poi ce n'è una dove Tilda cerca di entrare nel proprio appartamento arrampicandosi per la scala antincendio.

Cosa ti piace dello scattare corpi nudi?
Fotografare qualcuno nudo ti permette di realizzare una fotografia senza tempo. Non ci sono abiti a darti un'indicazione temporale. Non voglio dire con questo che tutte le foto di nudo sono senza tempo a prescindere. Per me non ha una valenza sessuale scattare qualcuno nudo. 

I tuoi soggetti sono felici di essere scattati nudi?
Assolutamente. Non fotograferei mai qualcuno nudo senza permesso. Sono fortunato a lavorare con amici che capiscono cosa cerco e che si sentono a loro agio quando lavorano con me. 

Hai scattato alcune foto di coppe che si baciano prima e dopo il sesso. Cosa speri di catturare con queste immagini?
Queste foto appartengono ad un mondo a parte all'interno del mio linguaggio fotografico. Non credo debba essere visto come qualcosa di estremo mostrare una foto di due persone che si baciano o che fanno sesso, non mostro queste foto per shoccare qualcuno, semplicemente tralasciare questi aspetti della vita sarebbe un peccato per la mia fotografia. Cerco di dimostrare che il sesso è una cosa naturale, e spesso nemmeno tanto interessante. Molte di queste foto sono intime in modo stereotipato, e credo di essere riuscito a cogliere più intimità in qualche ritratto piuttosto. È curioso pensare all'intimità nell'arte nel corso della storia: la gente ha dipinto persone che fanno sesso dall'alba dei tempi, ma le foto aggiungono qualcosa in più.

C'è un momento della tua adolescenza che ti manca particolarmente?
A volte mi mancano i viaggi in BMX, ma sono fortunato a fare un lavoro che amo. Vivo in una città piena di energia, viaggio e vedo nuovi posti ed incontro persone nuove, interessanti. Ciò mi permette di non essere troppo nostalgico, anche se vedo le mie foto come una sorta di nostalgia immaginaria, una visione idealizzata della mia vita.

Credi di voler continuare a rappresentare la giovinezza nelle tue foto, o forse crescendo vorresti cambiare soggetti?
Non credo che i miei lavori siano necessariamente legati alla giovinezza, solo ad uno spirito particolare che si manifesta soprattutto quando si è giovani. Scatto spesso le stesse persone e non smetterò di interessarmi a loro solo perché invecchiano. Credo che l'unico aspetto della giovinezza che permane nelle mie foto sia la percezione che hai della vita quando sei giovane: un senso di speranza. 

Qual è il momento migliore per scattare una foto?
Quando vedo qualcosa che amo.

A cosa stai lavorando al momento?
Lavoro sempre a cose nuove. Terrò una mostra a Tokyo a dicembre in concomitanza con l'uscita di un libro con scatti che ho realizzato dell'attrice Fumi Nikaido; sono davvero emozionato, adoro andare a Tokyo. Ho lavorato in studio ultimamente, il che mi permette di stare in pace. Forse uscirà un mio libro i prossimo anno che includerà molti di questi lavori. 

chad-moore.com

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