perché le donne indossano abiti da uomo?

Sofia Prantera, creatrice del brand unisex Aries, ci parla del fascino degli abiti cross-gender.

di Stuart Brumfitt
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09 marzo 2016, 10:15am

Con una carriera iniziata nel mondo dello streetwear e skatewear, Sofia Prantera, creatrice di Aries, è la persona perfetta per parlare dell'effetto che la moda uomo ha avuto sullo stile femminile e l'estetica del proprio brand. Mai la classica donna tutta trucco e tacchi, ciò che l'ha sempre attirata è la scena attorno al London's Slam City Skates e il modo di vestire delle crew maschili. L'abbiamo incontrata per parlare dello stile tomboy, "da maschiaccio", una parola di cui non è una grande fan.

Eri un maschiaccio anche tu?
Non sono sicura mi piaccia questo termine, perché ora ho un figlio e una figlia e ho realizzato che dicendo "maschiaccio" si fa in qualche modo una distinzione di genere. La tua bambina potrebbe pensare che indossare dei jeans voglia dire comportarsi come un bambino e questo mi ha portato a pensare che preferisco utilizzare gender fluid. Come le nuove generazioni che scelgono semplicemente ciò che piace loro e lo indossano, mettendo in atto una sorta di fusione. L'altro giorno ho incontrato questo ragazzo di 22 anni che si definiva gender fluid. Era fantastico, si vestiva come si sarebbe vestita una giovane me, ma indossava anche smalto e un po' di trucco. Sembrava una ragazza che si veste come un ragazzo. Ho pensato a quanto più semplice sarebbe il mondo se non esistessero limitazioni come "questo è da donna, questo è da uomo." Non ho mai voluto vestirmi da ragazzo, ma mi affascinavano i ragazzi cool e volevo assomigliare loro. Non mi è mai interessato essere la ragazza con rossetto e reggiseno.

Perché preferivi il modo di vestire maschile?
C'è una vena di nonchalance nel vestirsi da uomo, o per lo meno una comodità che non esiste nei capi per le donne. Le persone si stanno progressivamente spingendo verso questo look più unisex. Spero che nel futuro non esista nessuna separazione tra capi da uomo e da donna. Mi irritano le uniformi scolastiche e il fatto che le ragazze indossino le gonne e i maschi i pantaloni.

L'altro giorno stavo guardando il tennis alla TV e mi sembrava così strano e sessista che le donne giochino in quelle gonne striminzite che lasciano ben poco all'immaginazione.
Quando sei una donna ne sei consapevole. Non frequentavo una di quelle scuole con l'obbligo di indossare l'uniforme ed ero davvero scioccata dal fatto che esistessero posti dove le ragazze erano costrette a vestirsi in quel determinato modo anche se non ne avevano voglia. Mia figlia, per esempio, sicuramente non lo farebbe. Indossa sempre jeans e t-shirt larghe e da H&M dobbiamo fare shopping nel reparto bambini perché dalle bambine ci sono solo brillantini e paillettes.

Quanti anni avevi quando hanno iniziato a piacerti i vestiti maschili?
Penso che sia sempre stato così, non ricordo di aver mai desiderato una gonna. Quando avevo otto, nove anni, volevo sempre assomigliare a un bambino. Mi piace il modo in cui i vestiti cadono sul tuo corpo se sei un ragazzo e mi è sempre piaciuta l'idea di avere un'aria più casual. Questo, però, non significa che non abbinerei vestiti maschili a un minuscolo top trasparente. Ricordo che mio papà era contrario a ogni forma di femminilità, il che era davvero strano. Diceva cose tipo "Oh mio Dio per favore non farti fare le unghie." Io per esempio non potrei mai mettermi lo smalto, non mi piace. Mi piace vederlo sugli altri. Ho sempre pensato che le donne un po' maschiaccio fossero veramente cool, come lo sono quando non hanno paura di essere apertamente sensuali.

Di recente c'è stata tutta quella questione legata ai boyfriend jeans. Cosa ne pensi? Potrebbe sembrare un'idea simile alla tua, ma, in qualche modo, è un qualcosa di diverso.
Pensavo si trattasse di un'idea orrenda! (ride) Penso che, a livello tecnico, quando è venuta fuori la storia dei boyfriend jeans, le persone stessero identificando i jeans più larghi come "pantaloni da ragazzo", appunto. I brand a vasta distribuzione, però, hanno accorciato il cavallo dei pantaloni. Un vero boyfriend jeans avrebbe il cavallo molto basso e la vita bassa. Io indossavo i Levi's 501s.

In che modo hai incorporato il taglio maschile tradizionale degli abiti in Aries?
Tutto ciò che produciamo è unisex. Beh, a dire il vero non proprio, perché creiamo anche vestiti che hanno una connotazione tipicamente femminile. Tutti i nostri capi in genere, però, hanno un taglio maschile. Le nostre creazioni hanno sempre le abbottonature da sinistra a destra, per esempio, come richiede lo stile tipico della moda uomo. Io personalmente sono abituata a indossare vestiti pensati per i maschi, quindi non mi piacciono le chiusure da destra a sinistra. Anzi, non penso dovrebbero nemmeno esistere differenze di questo genere.

I tuoi clienti hanno espresso il desiderio di vestirsi in un modo che non fosse spiccatamente femminile?
Guardo le donne che ci seguono e un sacco delle persone che indossano i nostri capi si vestono in modo maschile. Penso che le donne più giovani al giorno d'oggi si preoccupino molto meno della classica distinzione tra moda uomo e donna e credo siano attratte da ciò che facciamo proprio perché non sono delle fan dei vestiti esageratamente femminili.

Deve essere liberatorio non preoccuparsi di assecondare l'idea maschile di ciò che è sexy e femminile.
Ci si sente solo più sicure, forse. Sono cresciuta in Italia e gli uomini italiani sono dei marpioni. Mi ricordo quando avevo 15 anni e iniziavo a uscire la sera. Io e mia sorella avevamo i capelli decolorati e gli uomini ci correvano dietro, letteralmente. Una cosa disgustosa (ride). E se ti vesti per essere capita dai tuoi simili e non dal resto del mondo ti senti meglio, più protetta.

Deve averti dato molta soddisfazione provare a combattere contro agli stereotipi di genere italiani attraverso le tue scelte in termini di abbigliamento.
Sì e quando a 20 anni sono andata a Londra a studiare ho realizzato che qui gli uomini hanno un'idea più "adulta" di ciò che sono le donne. Non erano attratti dallo stereotipo femminile, erano attratti dalle donne vere. Questo è ciò che mi ha spronata a rimanere a Londra e dedicarmi alla moda qui. In Italia puoi essere anche un cesso, ma se i metti una gonna corta avrai tutti gli occhi su di te automaticamente. Mi faceva paura quest'idea quando ero una bambina.

Ho un'amica italiana che si è trasferita in Francia e ha trovato davvero irritante che nessuno prestasse attenzione a lei…ma non è decisamente il tuo caso!
No, per me era davvero liberatorio che le persone non mi notassero e non si voltassero a guardarti 20 volte. Credo che molte donne di questa generazione si siano riappropriate di tutto ciò che è spiccatamente femminile. L'hanno preso, studiato e gli hanno una diversa interpretazione, servendosene come ritenevano più opportuno. Mi piace questo cambiamento e lo vedo come una cosa molto positiva.

Quali donne sono le tue icone di stile?
Potrebbe sembrare un po' controverso, ma Charlotte Rampling ne Il portiere di notte era ciò che mi ispirava da giovane. Non si tratta di uno dei film migliori di sempre, ma lei era fantastica. Sprigionava severità e femminilità allo stesso tempo. Mi piace anche la giovane Patti Smith. Mi ricordo quando indossava le bretelle e i jeans a vita alta, ma riusciva comunque a conservare la propria femminilità. Se la si guarda nelle opere di Robert Mapplethorpe, per esempio, dove era immortalata in pose molto sensuali e spesso nuda, si vede che il suo era un modo quasi da "maschiaccio" di essere sensuali. C'è una forza in lei che hanno solo certe donne. Lei ce l'ha.

Altre?
Ho visto il video di i-D di Natalie Westling sullo skate e mi sono innamorata di lei. Ogni tanto vedo una donna e penso "Mmm, that's my girl!" Per esempio ora abbiamo una modella italiana che lavora per noi e con lei mi sento proprio così. La vedi arrivare ed è così cool. Poi c'è Glacier Girl, che indossava una delle nostre felpe in uno dei vostri photoshoot e aveva un aspetto davvero figo.

La gente crede che le ragazze che sono attratte dalle cose maschili siano per forza lesbiche. Hanno detto lo stesso anche di te?
Certo! Quando ero a scuola, tutti pensavano che uscissi con la mia migliore amica, "Oh, escono insieme di sicuro! Sono lesbiche." Penso sia una cosa stupida. Quando il mondo realizzerà che non esistono stereotipi andrà tutto meglio.

C'è stato un preciso movimento o stilista da cui hai preso d'ispirazione?
Il punk è stata, forse, la prima sottocultura in cui le donne e gli uomini si vestivano in modo relativamente simile. Con la maggioranza delle sottoculture ciò che contava era solo come si vestivano gli uomini, lo stile femminile non veniva quasi preso in considerazione. Io però non ho mai voluto assomigliare a una di quelle donne degli anni '50. Poi penso che Vivienne Westwood sia sempre stata piuttosto gender neutral nelle sue creazioni. I suoi capi venivano indossati da donne e da uomini. In quanto brand è molto difficile realizzare capi unisex perché è difficile riuscire a collocarli nel reparto giusto, donne o uomini. Però sono sicura che tutto questo cambierà. A volte le persone devono sentirsi dire che sono autorizzate a comprare qualcosa prima di poterlo fare.

Pensi che la moda un giorno diventerà del tutto unisex?
Credo che siamo ancora molto lontani da questo, anche ci sono un sacco di ventenni che vedono già questa mancanza di definizione di genere, soprattutto nell'industria della moda. Anche nel mondo dello skating ce ne sono molti che la pensano così. Hetty Douglas è un'artista ma è anche l'unica donna ad aver mai lavorato a Supreme. La trovo stupenda. Indossa solo capi maschili, ma è molto bella, molto maschiaccio. È la classica ragazza da copertina e non indossa mai trucco. Quando lavoravo da Slam, ero l'unica ragazza circondata da ragazzi etero. Penso che la streetwear sia molto più sessista della moda. È un settore guidato da uomini, c'è molto cameratismo. 

ariesarise.com

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